L’esonero di Ballardini. Quando l’ingratitudine offende la professionalità

Nella giornata di lunedì abbiamo assistito ad uno degli esoneri più clamorosi della storia del calcio. Il riferimento è chiaramente a Davide Ballardini, il quale è stato ingiustamente esonerato dalla panchina del Genoa nonostante l’ottimo campionato, che vede la squadra rossoblu a ridosso della zona Europa. Oltre tutto con una gara da recuperare.

L’incomprensibile decisione presa dal presidente genoano, Enrico Preziosi, ha lasciato tutti di stucco. Ha offeso l’uomo ed il professionista Ballardini. Davvero incredibile. Il massimo dirigente dei rossoblu, si è volutamente dimenticato di quando il tecnico ravennate ha salvato la squadra per ben due volte arrivando a stagione in corso. Evitando una retrocessione che in entrambe le situazioni era data per scontata. Mai vista così tanta ingratitudine e una totale mancanza di rispetto, nei confronti di un allenatore, che per amore del Genoa ci ha messo faccia e professionalità.


Viene esonerato un allenatore che oltre ad aver ottenuto dei risultati positivi sul campo, ha lanciato il forte attaccante polacco, Krzysztof Piątek. Autentica rivelazione di questa Serie A ,al comando della classifica cannonieri. Consentirà al club genoano di realizzare un’importante plusvalenza. A beneficio di Preziosi che pensa a curare esclusivamente i propri interessi. L’erede di Ballardini sarà Juric, da due anni nel libro paga di Preziosi. L’ombra del tecnico croato è sempre stata presente in Curva, si dice “gufando” chi siede sulla panchina rossoblu. Un ritorno insensato, considerato che Juric nelle sue precedenti esperienze al Genoa ha collezionato soltanto fallimenti.


Aldilà di come andrà la stagione dei Grifoni, la tifoseria non ne può più di un presidente che non ha mai portato nulla di buono a questa società. Ha tarpato le ali di ogni ambizione, allestendo delle buonissime squadre puntualmente smantellate nella sessione invernale del mercato.
Il Genoa è la società più antica del nostro calcio. Una delle più gloriose. Sette scudetti cuciti sul petto e non merita di essere gestita da una figura del genere. Colui che prima di acquisire il club rossoblu, è stato artefice de declino del Como.

Come non dimenticare, a distanza di anni, lo scandalo della valigetta, con la conseguente retrocessione del Genoa in Serie C dopo un campionato vinto meritatamente sul campo.
Signori, questo è Preziosi ! Uno che non vuole il bene del Genoa. Molto bravo però a vestire il ruolo di vittima, ma che nel calcio ci guadagna. A discapito di una tifoseria succube della sue folli gestioni. La tanto auspicata riforma del calcio italiano, ci auspichiamo sancisca l’allontanamento di questi personaggi riuscendo, una volta per tutte, a liberarcene.