Lele Catania, “Capitan 51” salva il Siracusa

Venne a Taranto che aveva da poco compiuto i 24 anni, Lele Catania. In arte “capitan 51”. Cinquantuno come i gol messi a segno con la maglia degli azzurri isolani. Con quelle realizzazioni  sta portando alla salvezza, in un campionato certamente tribolato, il Siracusa. Lo sta salvando anche dalle penalizzazioni. I suoi gol sono sempre pesanti. Di lui ho un ricordo splendido come ragazzo e come calciatore. In quella stagione una sua mano “furtiva”, sfuggita al controllo del direttore di gara, ci aprì la strada verso la vittoria. A coronamento di un grande campionato in riva allo Ionio. Anche allora, Lele, saltava avversari come birilli. Poteva anche accadere di far sbattere la sfera sul portiere avversario, ma le sue serpentine erano sempre efficaci e pericolose. Con i suoi capovolgimenti di fronte creava scompiglio nelle difese avversarie. Taranto fu una tappa importante nella vita di Lele e  della sua giovane consorte. Una ragazza dal viso solare e sempre sorridente. Sono sempre stati una bella coppia. Hanno creato una famiglia  gioiosa. Fu lì, in riva ai due mari, che misero in cantiere la loro splendida coppia di gemellini.

Lasciammo entrambi Taranto per altri lidi. Ci rincontrammo a Potenza. Un paio d’anni dopo. Una stagione travagliata da mille e più problemi. Meglio non ricordare. Lele era comunque sempre tra i primi a tirare il gruppo. Ad aiutare i più giovani. A far sì che non fosse difficile superare anche le difficoltà più insormontabili. Lo trovai migliorato anche sotto porta. I suoi affondi sbattevano sempre di meno sul petto dei portieri avversari. Fece gol anche al Taranto, allo Iacovone, non volle esultare. A fine stagione ci perdemmo di nuovo di vista.

La sua maturazione tecnica a Nocera. Un campionato vinto in C. Una manciata di gol anche in serie B. Poi, da buon girovago del calcio, il ritorno nella sua terra. La Sicilia. Capocannoniere a Siracusa in serie D, a due passi da casa. Quei 51 gol, in quattro stagioni, rappresentano un timbro che rimarrà indelebile nella storia del calcio siracusano. Oggi a 38 primavere, compiute da poco, è diventato chioccia.  Il riferimento del gruppo. Corre di meno, sfrutta l’esperienza. Gioca d’astuzia con gli avversari. I suoi gol sono però sempre pesanti. Ne sa qualcosa Eziolino Capuano, ora a Rieti (anche lui era a Potenza con noi), che proprio a Siracusa ha visto interrompersi la sua corsa verso la salvezza.

Il futuro? Prima o poi dovrà purtroppo appendere gli scarpini. Le primavere passano e avvicinarsi alle aree avversarie diventa impresa sempre più ardua. Fare gol sarà sempre più difficile. E poi queste regole della Lega Pro che vogliono ridurre gli “over” lo penalizzano. Con quella faccia scanzonata e sorniona potrebbe anche decidere fare il direttore sportivo. Ce lo vedo. Perché no! Se mister Alì non butta alle ortiche la sua società potrebbe iniziare proprio da Siracusa. Carisma e credibilità non gli fanno certo difetto. Dietro la scrivania non lo vedo male. Nel cuore degli appassionati tifosi siracusani nessuno meglio di lui, pur in altra veste, rappresenterebbe degnamente la continuità.

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