LEGA PRO, VUOTO A PERDERE – 60 ANNI E… DIMOSTRARLI TUTTI

Sì cari amici, desidero che anche noi partecipiamo alla festa dei 60 anni della Lega Pro, alla quale non siamo stati rigorosamente invitati. Per fare un sincero augurio a questa governance del calcio italiano: di andare, presto, a casa.
Non mi sono mai piaciute le manifestazioni celebrative, ma certamente i 60 anni della Lega di Serie C andavano festeggiati e sottolineati.
Non è stata colta l’occasione, ovviamente, per fare un punto (magari con un pizzico di autocritica) sullo stato comatoso del calcio italiano, così come del resto testimoniato dall’implacabile “Report del calcio” di PWC.

Lì ci sono numeri. Narrano che c’è poco da celebrare.
Ma da quelle ugole non una voce, non una prospettiva. Soltanto il solito refrain di quanto siamo bravi.
Eppure la platea era invitante (anche se un po’ scarsa di numero, escludendo gli imbucati, le mogli, i broker assicurativi e gli amici).
Con Gianni Infantino, Presidente della F.I.F.A., che premia gli ex Presidenti Federali ed i grandi vecchi.

Uno su tutti Mario Macalli.

Io dò un premio a te e tu dai una targa a me. Veramente una noia mortale.
Come una noia i discorsi autocelebrativi. Ma come è bella la Lega Pro, i giovani, i Comuni, il territorio.
Nessuno che abbia fatto un discorso di attualità sullo stato della Lega Pro e sul futuro (anche del calcio italiano).
Il segno del “vuoto a perdere” ce lo dà l’attualità. La mancanza di idee. Di progetti e … di denaro.
Il segnale, negativo, si era già avuto con le dimissioni dal direttivo di Stefano Ranucci, un manager con idee innovative. Il suo apporto sarebbe stato interessante. Il suo distacco, un primo campanellino sulle deficienze programmatiche della gestione Ghirelli.
Si.
Perché la mancanza di sostegno economico non può che ripercuotersi su una terza serie per la quale proprio l’attuale governance ipotizzava addirittura la “discesa” nel semiprofessionismo.
E’ forse proprio per questo che alla festa della Lega Pro mancava proprio…..la Lega Pro.
Si sono intravisti due soli presidenti su 59. Un segno evidente del distacco totale fra l’attuale presidente (girovago) e le società.
Niente De Laurentiis con il suo Bari. Niente Rosso (Il signor Diesel) con il Vicenza. Berlusconi con il Monza aveva evidentemente altro a cui pensare, ma neanche Galliani è venuto a perdere tempo a Palazzo Vecchio. Complimenti all’organizzatore (Ghirelli).
Per fortuna c’era la Capotondi. Il calcio è salvo.

Eppure la attuale Lega Pro si fa ben pagare la sua organizzazione (eufemismo).
Sono cifre pazzesche e francamente si aspetta sempre che qualcuno se ne occupi.
Dunque, per iscriversi al campionato, una società che già appartiene alla Lega Pro deve versare :
5.000 euro di quota associativa (ma perché se è già associata?)
55.000 euro di quota per partecipare al Campionato (alla salute).
A seguire c’è la “chicca”.
Le società neopromosse. Cioè le provenienti dai dilettanti, che a volte sono espressioni di piccoli comuni (quest’anno abbiamo ad esempio l’Arzignano Valchiampo), devono versare :
5.000 di quota associativa (giusto, devi associarti con noi);
55.000 quota per il Campionato e va bene;
45.000 quota straordinaria per le neopromosse (!)
Complimenti per l’idea. Sei una società dilettantistica e vinci il Campionato?
Bene. Eccoti il benvenuto.
E poi questa “sorpresina” viene anticipata all’inizio dei torneo della serie D?
Diamine, ovviamente no.
Il Comunicato Ufficiale della Lega (n.247/L) è del 23 Aprile scorso. Alla fine dei tornei di Interregionale.
In sintesi: le chiacchiere stanno a zero e i numeri sono impietosi.
Le 50 società già in organico devono versare a Ghirelli & C. 3.000.000 (tre milioni di euro, 50 società x 60.000) e le nove neopromosse 945.000 (novecento quarantacinquemila euro, 105×9) per un totale di 3.945.000 euro (tremilioninovecentoquartacinquemila) per una sola stagione.
Quasi 4 Milioni di euro per foraggiare il pensionato (anzi bi pensionato) e un raccomandato incapace. Che fa da Segretario…
Mi domando: è lecito che un settantenne che percepisce una pensione dalla Regione Umbria e dalla stessa Lega Pro, perché in passato era dipendente, percepisca emolumenti dalla stessa Lega?
Ma a che titolo? Consulenza? E questo straordinario segretario quanto guadagna?
Mistero.

In ogni caso sono cifre talmente alte che qualcuno se ne dovrà occupare, prima o poi.
Quindi tutta questa retorica che la Lega Pro è la Lega dei Comuni, anzi dei “pulmini” (nel senso che va a prendere i ragazzi a casa per portarli al campo) mi lascia stupefatto.
Con queste cifre dovrebbero andare a prenderli in limousine.
A proposito, trovare sponsor no è?
Ma sicuramente, con questa Lega, chi ci mette soldi si fa pubblicità negativa….

Con una digressione. Perdonerete, ma è inevitabile. Ghirelli ha enfatizzato, come suo solito, l’incontro avuto con i maggiorenti della Fiorentina. Ha rappresentato come grande successo (da lui ottenuto) la disponibilità dei viola ad allestire una propria squadra B nella stagione sportiva 2021/22. Beato lui. Evidentemente già prevede, nell’immediato futuro, altri fallimenti, radiazioni e carenze di organico. Uno spettacolo!

Tornando alla noiosa cerimonia dei sessantenni. Sapete chi era presente fra i premiati?
Proprio lui, il grande vecchio. Il ragioniere di Crema, Mario Macalli, quello che diceva “la Lega è mia” e se ne infischiava delle regole.
Forse andava invitato, per carità, ma anche il premio no. Non ci sto! Dai “Graffi” diciamo un no enorme.
Questo signore è stato condannato in via definitiva dalla Giustizia sportiva. Per la vicenda dei marchi del Pergogrema e, oltre che dalla Corte Federale d’Appello, è stato condannato dal Collegio di Garanzia del Coni e financo dal Tar del Lazio. Il Tribunale Amministrativo lo ha riconosciuto responsabile di essersi appropriato di marchi di società della Lega. Per poi far fallire il Pergocrema di Sergio Briganti e regalare quei marchi agli amici suoi. Di Crema.
Un modo tipico, che adottava Macalli, nel gestire le cose in Lega.
Senza contare la condanna penale. Scampata solo perché Gravina non ha sporto querela. Ma è assodato che il Ragioniere si sia appropriato di denaro della Lega per pagarsi gli avvocati, e parliamo di 270.000 euro, non di bruscolini. Vedi quella relazione del dottor Feliziani grazie alla quale Macalli dovette abdicare. Gabri e Ghirelli noto che ve ne siete, come al solito, dimenticati (in fondo se state lì è anche grazie a quella nota del commercialista romano!).
Feliziani alla festa dei 60 anni non è stato neppure invitato.

Non so se Ghirelli, fra un viaggio e un altro, abbia trovato il tempo di recuperare quelle somme. Rubate. Era, comunque e certamente, un suo dovere nei confronti dei “suoi” (non so quanto) presidenti.

Ebbene. Un personaggio così (Macalli), a mio avviso, NON doveva essere premiato. Il bello che a consegnargli la targa è stato proprio Gravina, che dopo anni di battaglie lo aveva finalmente mandato a casa. Una scena pietosa.
Ebbene il Ragioniere, ringalluzzito, nonostante i suoi 82 anni, non solo si è preso il premio, tranquillo e senza filarsi più di tanto Gravina (ben ti sta Gabri, l’hai voluto premiare e mo’ te lo tieni), ma è stato l’unico a non dire solo cose ovvie, mielose e… quanto siamo bravi.
Il Ragioniere ha detto che la attuale Lega non ha un progetto. Ha ricordato quello che si era fatto in passato (Onu, Palestina, tutte cose fatte in realtà da Ghirelli prima che si “ingravinizzasse”).
Un macigno nella platea mielosa.
Figuriamoci le reazioni, ma come si permette il vecchietto condannato a sparlare della Lega, ora lo aggiustiamo noi,
Chi doveva replicare? Gravina, Ghirelli, Abete, gli avrebbero dovuto dire, ma statti zitto. Te proprio non puoi parlare….
E invece no. Nessuno ha replicato. Tutti zitti e porta a casa.
D’altra parte è l’amara verità. Con questi il futuro non c’è. C’è soltanto da aspettare che qualcuno li spazzi via.
Stucchevole l’intervento di Ghirelli. Il super elogio a Gravina, il nuovo che avanza, il rivoluzionario. Ma quando mai!
Ma chi ci crede. Il primo è proprio Ghirelli, che ha cercato, in tutti i modi, di non farlo eleggere, inventandosi un candidato politico.
E poi la gestione di Gravina in Lega Pro ce la ricordiamo tutti. Il nulla che non avanza, no media, no marketing, no sponsor. Provassero a contestarmelo!
L’unica cosa positiva (per lui) è stato l’incontro con la giovane e famosa avvocatessa Faggi. Quella che lo ha ribattezzato “Gabri” e che adesso si trova al suo seguito a Roma. Non si sa con che stipendio.
Si la Federazione di Gravina, una vera rivoluzione.
Un concentrato di fuffa.
Dopo il funzionigramma (della scorsa settimana) offro ai nostri lettori l’ordine di servizio numero 2 della super Figc del 28 Giugno scorso (un ordine di servizio ogni sei mesi) con tutte le ripartizioni, i compiti, i programmi, i ruoli, i tavoli, i managers.
Una comica.
Dai Vittorio facci ridere.
E va bene :
“A diretto riporto del Presidente è istituito l’Ufficio di Presidenza, al quale afferiscono le funzioni così come di seguito specificate :
Progetti speciali-affidati a Chiara Faggi-per il supporto e l’assistenza alla progettazione, sviluppo e realizzazione di specifici progetti, anche di natura sperimentale, curando sia la fase di programmazione, anche attraverso l’elaborazione del business plan, sia il coordinamento della fase gestionale”.
Si insomma, “vuoto a perdere”. Come quello cantato da Noemi.

ordine di servizio figc 28 giugno 2019

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