Lega Pro, una commedia!

“Il sistema delle …pratiche”, l’articolo pubblicato sui “graffi” nel corso della settimana, ha lasciato il segno. Alcuni si sono “rizzelati”. Altri (sono stati di più) hanno approvato. Un mare di telefonate. Di addetti e di genitori. A conferma del buon contenuto di quel pezzo.
Angelo Fabiani, un fiume in piena, mi avrebbe quasi minacciato. Curci, il presidente del Rieti, ha trasmesso copia dell’articolo al suo legale. Anche lui sembrava interessato all’azione legale.
Peccato che entrambi non abbiano inizialmente compreso, ovvero non abbiano voluto comprendere che noi, invece, abbiamo di proposito “affondato” il dito in una piaga. Nel malessere dilagante (pratiche e zainetti) che ha invaso il sistema del calcio nazionale. Almeno a certi livelli ed in determinate categorie.
Male per loro se Fabiani e/o Pierluigi Disanto, e altri ancora, si siano voluti identificare, in negativo, nei fatti che abbiamo evidenziato. Sono stati citati, prendendo a campione la situazione del Rieti, in quanto in qualche modo attori in quella situazione niente affatto rassicurante. Nel contenuto nessuno li ha accusati di nulla. Se qualcuno ha la coda di paglia se la bruci.

Perché si è scritto del Rieti? I motivi sono diversi. Un presidente, una brava persona, che è deluso dall’ambiente, dal calcio. Curci non vede l’ora di scappare da quella situazione. Disposto anche a regalarla la società, si è stancato di sottrarre denaro al suo patrimonio. Sintomo di una gestione non rispondente alle aspettative. Chi gli ha fatto la squadra, non mi interessa sapere chi è, lo ha preso in giro. Il Rieti, quello sceso in campo in questo inizio di campionato, ha fatto solo incetta di sconfitte e di pessime figure. Quel 6 a uno di Caserta rappresenta il degno coronamento al fallimento tecnico generale.
E’ la dimostrazione che chi è andato in campo non è in grado di giocare in serie C. Ci sarà un motivo? Ecco il rimprovero che ho voluto muovere a chi ha fatto la squadra. I malumori, nello spogliatoio, sono per di più notevoli. Perché chi non gioca si è reso conto di determinate cose e non intende più accettarle. La pentola è in ebollizione e l’acqua rischia di travasare da un momento all’altro.
Curci, più che dispiacersi per l’articolo dei “graffi”, avrebbe dovuto tirare le orecchie a quello dei suoi collaboratori, più o meno ufficiali, che lo ha preso in giro (a dire il vero io, al suo posto, me lo sarei “mangiato”).
Risulterebbe infatti (lo scrivo con il beneficio di inventario) che il Rieti avrebbe raggiunto il milione come cifra di contratti lordi depositati in Lega. Quindi sarebbe impossibilitato a tesserare tecnici e/o calciatori senza la copertura con una ulteriore fidejussione. A meno che non vengano depositate alcune risoluzioni consensuali.
E qui, sulle risoluzioni consensuali, potrebbero sorgere, guarda un po’, delle difficoltà. Forse insormontabili. La conferma di Mariani come allenatore, nonostante il “set” perso a Caserta e la conseguente pessima figura, offrirebbe la conferma all’ipotesi di cui sopra.
Ho scritto sopra che Curci vuole “scappare” da questo calcio. Ed ha ragione da vendere. La voce è velocemente girata nell’ambiente. Un classico. Gli avvoltoi (i soliti noti, non è necessario fare cognomi) hanno iniziato ad aggirarsi alle pendici del Terminillo. Quelli del mordi e fuggi, che lo hanno già fatto in altre piazze. Fidejussioni tarocche, stipendi non pagati, punti di penalizzazione in quantità industriale e inevitabili radiazioni.
Nel frattempo il Rieti, “quel” Rieti, continuerà a scendere in campo. Con risultati che risultano scontati. Ditemi voi, affezionati lettori, se si può parlare, come vuol farci digerire il “girovago” Ghirelli, di un campionato corretto, lineare. Nel rispetto delle regole.
Vi sento già, state pensando che sempre lì vado a mettere il dito.
Ma certo. Non potrebbe essere diverso. Perchè Ghirelli non è all’altezza di fare il presidente di Lega Pro. Vogliamo parlare della situazione dell’Avellino, con la proprietà in stato fallimentare? Oppure del celato deferimento della Paganese sulle irregolarità riguardanti il pagamento di oneri relativi alla scorsa stagione sportiva? Ove nell’udienza del prossimo 5 ottobre venisse accertata la violazione dovrebbero spiegarci (la Covisoc, Gravina e Ghirelli) come hanno fatto a rilasciare la licenza nazionale ai campani.

Ad Avellino il Magistrato incaricato risulta essere determinato ad agire nei confronti della proprietà del club. Le casse sociali sono sotto commissariamento e si è in attesa, entro il 6 novembre, del piano di rientro per evitare il fallimento . All’orizzonte non si intravvedono possibili acquirenti. Le scadenze nei confronti dei tesserati sono imminenti. Sembra di rivedere l’esperienza vissuta dalla Lucchese nello scorso campionato. Con la squadra, peraltro ben allestita da Di Somma e ben preparata da Ignoffo, che va in campo, si impegna ed ottiene risultati. Toglie punti preziosi alle avversarie. Con scarsissime probabilità, però, che gli impegni finanziari assunti dalla società possano essere onorati.
E Ghirelli che fa? Parla dei risultati positivi dei biancoverdi e di una situazione tranquilla. Ma quando mai!
Rieti, Avellino e Paganese sono purtroppo tre realtà che, per motivi diversi, mettono in discussione la regolarità del campionato. E ci risiamo.
Ghirelli, rifugge dalla concretezza, va in cerca di spot pubblicitari. Una situazione che per molti versi ha del comico. L’ultimo quello dei nonni allo stadio. Si per fargli prendere freddo, con la stagione invernale chi si avvicina.
Oppure la contradizione delle squadre B della serie A. Questo ritornare periodicamente sull’idea della Fiorentina (voglio poi vedere nella realtà se i viola desiderano attuare quel progetto). Ma chi le vuole le squadre B? Nessuno.
La maniera per contradirsi appunto. Per dare vento alle parole. Chiarisca invece una volta per tutte, il “girovago”, se la serie C è a Lega dei Campanili, delle famiglie allo stadio, della cultura giovanile o una semplice accozzaglia di idee senza una concreta programmazione futura.
A tal proposito, una domanda, ma di quella sbandierata riforma dei campionati si sa nulla?
Ho definito il presidente (minuscolo logicamente) della Lega Pro smemorato (racconta, per comodo, di aver dimenticato i primi mesi della sua gestione) e spudorato (sulle dichiarazioni relative al rispetto delle sentenze, incluso Collegio di Garanzia). Andando a ritroso, sempre in riferimento alla trasmissione alla quale ha partecipato su Raisport, debbo aggiungere che è anche “scriteriato” (riprendo al proposito, qui di seguito, il passaggio interessato):

“…auguro al Cerignola di poter arrivare alla C attraverso il prossimo campionato. Credo che da questo punto di vista si apra un campionato a 60 squadre aperto e combattuto. Li sto seguendo in Serie D ed hanno iniziato bene: auguro loro di fare bene…”
Un asserito impossibile, dal punto di vista della politica sportiva, che mai dovrebbe uscire dalla bocca di chi governa la Lega Pro. Il tutto indipendentemente dalla brutta esperienza che hanno fatto vivere al Cerignola.
Ghirelli è il presidente di tutti i 60 club, tutti da considerare indistintamente alla pari. Tutti vicini e tutti equidistanti in egual maniera. Mai augurarsi che vinca uno piuttosto che l’altro. Uno “scivolone” dietro l’altro, ecco, il “girovago” Francesco è anche questo. Scriteriato, appunto. Il bello è che chi, al di sopra di lui, dovrebbe fargli rilevare certe cadute di stile ne condivide invece comportamenti e prese di posizione. Che grande connubio con il Gabri! Una coppia veramente perfetta.
Un accenno sui campi in sintetico va fatto. A Teramo, il presidente ha compreso, per poter giocare nel proprio stadio si sono affrettati a farsi rilasciare il “Fifa Quality Pro” (pensa un po’, era firmato da Infantino in persona). Non serviva l’affaire Cerignola per portare a galla il problema. Le regole c’erano, ci sono. Vanno soltanto applicate e fatte rispettare. Da tutti. Anche dagli “amici”. Altre che portare il problema in Consiglio Federale.
E per finire gli orari delle partite. Un esempio su tutti. Nel turno infrasettimanale di mercoledì prossimo si gioca al Liberati, alle ore 15, Ternana – Reggina. La partita di cartello di quel turno. Non ci andrà nessuno a vederla in quell’orario “sfigato”, perché la gente lavora. L’impianto di illuminazione dello stadio di Terni è uno dei migliori d’Italia. Ci voleva tanto spostarla alle 20,45? Si dirà, un pernottamento con maggiori spese per i calabresi. Sciocchezze, recuperavano dalla migliore quota percentuale sull’incasso.
“Sveglia che la guerra è finita” era solito dire quel mio amico. Cari “graffi” a tutti.

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