TRA LE NUVOLE (in Lega Pro) – Niente retrocessioni, grazie!

Forse è stato un lapsus freudiano nell’aver ripreso un famoso film con George Clooney nel quale il nostro è un tagliatore di teste. Nell’era della crisi americana degli anni 2000.
La situazione in Lega Pro è talmente critica che a me sembra che quei dirigenti vivano fra le nuvole. Nel senso che si fatica a capire la realtà e ad affrontarla in modo adeguato.
Ma chi gestisce la terza Lega professionistica si rende conto della situazione?
Temo, purtroppo, di no.
È di ieri l’ultima iniziativa importantissima. Sbandierata, enfaticamente, sui media. “È nato un nuovo modello di gestione delle partite”. “Il 4 Febbraio, una data che si può definire di svolta”.
Mi sono allora precipitato sull’articolo. Mi sono detto: forse hanno finalmente eliminato dal campionato il Matera, la Pro Piacenza, la Lucchese, il Cuneo, tutte le società che non hanno rinnovato le fidejussioni. Ma che! Si è lanciato lo SLO – Supporter Liaison Officer. Sinceramente mi aspettavo ben altro.
Escludere immediatamente il Matera no?
Di chi si ha paura? Di un Presidente pluricondannato e ora squalificato anche dalla Giustizia Sportiva? Un personaggio già noto alle cronache sportive sin da quando si occupava di giovani calciatori dell’Avellino lasciati senza vitto e senza alloggio.
Non sono solo nel vedere/constatare lo sfacelo.  Senza dubbio è un bene.

Michele Criscitiello, il noto giornalista e conduttore di Sport Italia, oltre che attaccare la Capotondi (anche noi dei Graffi siamo pronti ad occuparcene e non sarà piacevole) scrive ieri a proposito di Lega Pro: “I Campionati sono falsati. Giochi e non sai quanti punti in classifica hanno le squadre. Non sai se arrivano a fine stagione e non puoi sapere se la vittoria che hai ottenuto contro le società coinvolte valgono tre punti o zero”.
Sì! Purtroppo è così.
E allora questa uscita di Ghirelli con la svolta epocale e tanto di foto sorridente (presa al Galà del Calcio, con lo sponsor DemA di cui ho già parlato, nel precedente editoriale dei Graffi, meglio stendere un velo pietoso) francamente mi sembra fuori luogo.
Cari dirigenti della Lega Pro e cara Federcalcio, siete proprio sicuri che il Campionato possa concludersi regolarmente? Fra penalizzazioni di oltre trenta punti (a carico di un solo club) e altri deferimenti (freschi), che presuppongono nuove sanzioni, non è bene concentrarsi su come porre rimedio ad una situazione insostenibile?
Una volta arrivati i fallimenti di Pro Piacenza e Matera o la esclusione per la mancata disputa delle partite come da articolo 53 numero 5 delle Noif, come saranno articolati i play-out?
Certo è che un girone sarà penalizzato e avrà meno concorrenza.
È giusto che una società di un girone disputi i play-out quando in un altro ci sono meno squadre? Si siano vinte partite a tavolino. Si siano spesi meno soldi per le trasferte? (si, Piero Camilli, con la Viterbese costretto a trasferte faticosissime, ha tutte le ragioni).
In questo Campionato caos, la svolta epocale è “Il nuovo modello di gestione delle partite” con tanto di SLO – Supporter Liaison Officer. L’ho “imparato” ieri sera!
Qui si vive tra le nuvole.
Forse è meglio, caro Presidente, fare meno chilometri tra trasferte a Rende, a Francavilla, a Rimini, dappertutto. Che ne pensi di occuparsi un po’ di campionati. Altrimenti si corre il rischio che a qualcuno venga in mente di impugnare la loro regolarità. Come si potrebbe dargli torto. Meglio ancora: impossibile dargli torto!
Che ne pensi Francesco? Non sarebbe opportuno prendere provvedimenti straordinari per non penalizzare i club virtuosi?
L’imbarazzo del neo Presidente alla trasmissione sulla RAI di ieri era palesemente evidente. Pur con un conduttore amico, le domande incalzavano sui play. Sui ripescaggi. Sulle esclusioni.
Hai voglia ad incensare Gravina e la nuova Federcalcio. Qui i provvedimenti devono essere della Lega. In linea, del resto, con l’orientamento espresso nell’ultimo Consiglio Federale.
Dai Vittorio, spara, mi stanno suggerendo da più piazze. Lo abbiamo compreso che hai la soluzione.
Ma si, allora.

Di fronte allo scempio. Allo spettacolo indecoroso di un campionato irregolare, niente SLO, grazie, basta una determinazione semplice semplice.
Viste le impugnative. Le squadre che non dovevano essere iscritte. Quelle escluse. Quelle senza fidejussioni. Poi, chi più ne ha più ne metta!

Allora: per questo Campionato niente retrocessioni.
Sì è questa l’unica soluzione. Non ci sono alternative per un torneo burla che è semplicemente indifendibile.

Questa, da oggi, sarà la mia mission (visto che gli slogan in inglese sono tanto di moda).

Come pensare di spedire fra i dilettanti una società, una squadra, una città che ha pagato i giocatori regolarmente. Che ha fatto salti mortali per ottenere la fidejussione (non farlocca). Che di conseguenza, inevitabilmente, non ha potuto ingaggiare giocatori più forti.
Come si fa a parlare di retrocessioni (con quale assurdo criterio) in un torneo dove ancora si recuperano, a febbraio, partite del girone di andata a Febbraio? Avete inteso bene: a febbraio. A sei mesi dalla prima di campionato. Siamo/siete ridicoli!
E non mi venite a dire che non si può fare. Che la norma non lo prevede. Che il format è quello. Perché dopo il Campionato a 19 di Fabbricini e le continue assemblee del duo Balata-Lotito (che poi alla fine l’hanno avuta vinta), è possibile di tutto. Anzi, di più.
È ora di convocare, immediatamente, una bella assemblea anche in Lega Pro. E’ ora di evidenziare le irregolarità e di andare in Consiglio Federale con un motto: “quest’anno non si retrocede, grazie”.

Presidenti svegliatevi! Voi siete gli arbitri delle vostre ragioni.

E non mi si venga ad obiettare che con le 9 società neopromosse dalla D (e occhio a quelle indebitate) si rischia di sforare con il format a 60.
Perché tra esclusioni, fallimenti e le nuove norme per ottenere la licenza nazionale, non ci sarà proprio questo pericolo.
Insomma, non vivete appollaiati tra le nuvole. Cortesemente. Perchè non è tempo di slogan (all’inglese maniera), ma di rimedi. Di rimedi mirati, concreti e determinanti! Se veramente si desidera il bene del calcio italiano.

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