LEGA PRO STILE VINTAGE, UN CINEGIORNALE ALLA SETTIMANA

In pieno dopoguerra e per I successivi vent’anni (circa). Direi fino alla metà degli anni Sessanta. Gli Italiani che si recavano al cinema, avevano la possibilità di vedere in sala, prima che la proiezione del film iniziasse, la Settimana Incom.

Un cinegiornale.

Riassuntivo, appunto, dei fatti della settimana. Fatti sui quali, in quei giorni di ricostruzione del Paese, dalle macerie della guerra, si indugiava a lungo. Spesso con una rappresentazione accomodante della realtà. Per raccontare fatti “favolosi”. Per dare speranze agli Italiani, alle prese con i problemi quotidiani. Speranze che spesso avevano sembianze di illusioni, ma servivano a tenere buono il popolino.

Devono aver pensato alla Settimana Incom. I trampolieri e maldestri equilibristi della Lega Pro fiorentina. In questi giorni in cui riempiono pagine di giornali e spazi dedicati (di siti on line) delle più maccheroniche sciocchezze che si possano sentir pronunciare da essere umano. Talmente strampalate che non possono sfuggire alla severa critica e censura di chiunque abbia un po’ conoscenza del sistema calcio. E che abbia un minimo di equilibrio cerebrale.

Si vede che si danno il cambio. Dato che questa settimana ha parlato poco l’inadeguato presidente, ecco farsi avanti, nel profluvio di banalità, il sodale vice e vicario. Quel Vulpis che avrebbe voluto cambiare il mondo (della serie C). Ma che invece vi si è presto accodato ed adeguato.

Si è fatto intervistare da AgiMeg (annotatevi il nome, ci tornerò tra poco) per farsi un po’ di pubblicità e dare visibilità alle sue idee. Per carità, legittimo farlo così come è legittimo, per i Graffi, mettere in luce la sua ipocrisia (mi spiegherò meglio tra poco). Le sue stramberie. Inservibili al movimento di terza serie.

Questo giornalista, parvenu tra i dirigenti di Lega. Eletto non si in base a quale qualità (ma sappiamo grazie e chi e perché) è ,di sicuro, meno esperto e preparato di tanti dirigenti di società. Quelli che gli potrebbero insegnare un sacco di cose.  Ed invece debbono sopportare la sua sicumera. Condita da una preparazione teorica che sa troppo di libri e molto poco di uffici di società o di e  spogliatoi di campo. Dove i problemi si affrontano e si risolvono davvero. Non a chiacchiere. Come nel caso di questo come di altri tromboni del genere. 

Cominciamo dall’ipocrisia. Nell’intervista ad AgiMeg Vulpis dichiara “ Inizialmente volevo candidarmi al ruolo di presidente, ma ho avuto modo di incontrare l’attuale presidente Francesco Ghirelli e dalla convergenza dei programma e sulla visione dello scenario abbiamo convenuto che in questa fase storica fosse più logico che lui proseguisse il suo mandato e io facessi un percorso di crescita su alcune tematiche ben precise”. E’ lo stesso Vulpis che qualche settimana prima, ai microfoni di TMW Radio dichiarava : “I presidenti sono colpiti dalla novità, ora bisogna trasformare lo stupore o il malcontento, che esiste, si trasformi in voto. Credo di aver fatto capire di essere un candidato autonomo e chi vuole votare per un rinnovamento della Serie C vota me, chi vuole lo status quo ha altre due scelte. Il tema principale sarà come rimettere in asse i club a livello economico e l’unico con queste caratteristiche sono io”. E ancora: “La moda di questi ultimi anni non va bene. Ghirelli ha detto più volte che non sarebbe successo mai più (a proposito dei fallimenti in corsa,ndr) ma mi sembra che il Trapani sia in queste condizioni. Le regole devono essere chiare e a monte per evitare di buttare le scialuppe in mare dopo”.

E inoltre:
“La mia è una candidatura indipendente. Mi aspetto del movimento, delle risposte. Se c’è malcontento voglio vedere i voti nell’urna sennò di cosa parliamo. In caso di elezioni non faccio i programmi ‘salute, famiglia, lavoro’. In caso di vittoria io farò un piano industriale e mi darò un mid term, se al termine dei quattro gli obiettivi non saranno raggiunti comunque non mi ricandiderei. Nessuno dei miei avversari è in grado di dire questo oggi”.

Ecco, fermiamoci qui. Non bisogna essere Umberto Eco ed avere dimestichezza con la semantica. Per paragonare questi testi e capire quante giravolte abbia fatto Vulpis per ottenere la nomina a vicepresidente. Per farsi “ingaggiare” dalla Lega Pro (come ed a che condizioni lo verificheremo nei prossimi mesi). Di fronte a lui, Razzi e Scilipoti fanno, ai miei occhi, la figura degli statisti.

Altro che voltagabbana.

Ma torniamo all’intervista più recente. Quella ad AgiMeg. Cosa dichiara a questa agenzia giornalistica il fulminato sulla via di Gubbio. Si, il luogo natale del suo presidente che voleva cacciare ed al quale, invece, si è accodato?

E’ presto detto: “ Lo sport italiano ha già dichiarato di aver bisogno di tutte le risorse da qualsiasi campo dell’economia ed i 30/40 milioni di euro che erano disponibili prima ci sono e ci potranno essere. Dunque, vista la necessità attuale perché non sospendere il Decreto Dignità per 2 anni così di dare respiro al mondo dello sport? “. Ora, siamo naturalmente sicuri che nessun Governo. Né l’attuale né quello che verrà. Prenderà in considerazione, neppure per un attimo di ubriacante follia, una qualsiasi proposta che provenga da un pulpito così sconcertante come lo scranno inopportunamente occupato in via Jacopo da Diacceto da questo barzellettiere di fiducia di Ghirelli.

I miei amici lettori riflettano. Quello che sta dicendo Vulpis è che bisogna che gli Italiani tornino a scommettere. Per far sì che lo Stato, tassando i proventi delle società di scommesse, abbia risorse da destinare al calcio. A quello di Terza serie in particolare. Perché questo significa sospendere per due anni il Decreto dignità, che, emanato nel 2018, vieta di fare pubblicità ai siti. Anche alle società di scommesse. Che Vulpis si augura possano tornare a fare pubblicità ed a sponsorizzare la Lega Pro (perchè anche questo significa ciò che ha detto Vulpis).  MAI lo hanno fatto prima, non si vede perchè possano o debbano farlo adesso. Alla faccia della ludopatia di cui, secondo recenti dati, sono ammalati oltre un milione e trecentomila italiani. Tra cui migliaia di giovani, destinati alla rovina sociale. Per contrastare la quale proprio quel provvedimento, sebbene non sufficiente, fu adottato dal Decreto Dignità nel 2018.

E in cosa consiste ancor più l’ipocrisia di questo nuovo vicepresidente vicario della scalcagnata Lega Pro? Che l’intervista all’interno della quale ha fatto questa insulsa proposta è stata rilasciata, come dicevo, all’agenzia AgiMeg.

E cosa c’entra, si chiederanno i miei amici lettori?

Beh, l’AgiMeg è “un’agenzia giornalistica sul mercato del gioco legale”.  Così recita la sua ragione sociale. E bravo Vulpis, è andato in chiesa, a cantare messa, per attirarsi la simpatia del prete…Vergogna!

Ma la Settimana Incom della Lega Pro mica finisce qui, ma quando mai!

Ogni giorno ha la sua pena. Così, se i Graffi ancora una volta dimostrano di essere una roba seria. Azzeccano tutte le previsioni sul Carpi e le sue sorti immediate (esonero di Pochesci, che avevo preventivato, visto come si sono messe le cose con l’esonero antecedente di Morrone).  In attesa di azzeccare quelle a lungo termine (ed è sempre più di attualità il dubbio con il quale ho titolato il pezzo del 18 Gennaio, “va tutto bene?”), ecco che torna alla ribalta della scena il caso Livorno.

Un profluvio di dichiarazioni di tutte le parti in causa. Silenzio assoluto, imbarazzato direi. Dei vertici di Lega Pro. Di Ghirelli e Vulpis in testa.

Torna in auge Majd Yousif. L’olandese di origini libanesi che un anno fa voleva comprare la società con un bonifico mai arrivato in banca sul conto di Spinelli. Al Tirreno si è affrettato a dire :Sono sconvolto per quello che sta accadendo al Livorno, io sono ancora disposto a comprare la società”.  Naturalmente unanime lo sconforto tra la tifoseria. Mentre in via Jacopo da Diacceto si sono affrettati a dichiarare il solito “mai più un caso Trapani”. O Pro Piacenza, o Cuneo, o Siena. Insomma fate voi, tanto quel “mai più” non sarà vero affatto.

Poteva finire la Settimana Incom della Lega Pro senza l’immancabile giallo? No davvero.

Ci pensa l’Arezzo a creare il giusto scenario. Poco meno di un mesa fa, il 30 Dicembre, in occasione della presentazione del nuovo organigramma societario, il neo direttore generale della società, ultima in classifica,  con un nutrito parco giocatori che sfiora le quaranta unità, dichiarava al Corriere di Arezzo: “ ..l’azienda Arezzo da qui a fine anno ci costerà 4 milioni di euro dopo che ne abbiamo già spesi 2, stiamo facendo vedere tanti cambiamenti e speriamo sempre di migliorarci…”

Udite udite. Sei milioni di euro per trovarsi all’ultimo posto. Non si sa nemmeno come si metterà per la salvezza. Corre ormai più di una voce, nell’ambiente e tra gli addetti ai lavori, che i proprietari della società amaranto, oltre a questa ed alla Lupa Frascati, fornirebbero sostegno economico anche ad altre due compagini. Agnonese e Nuova Florida

Una roba che nemmeno un qualsiasi Paperone, in serie A, si permetterebbe…,

A che pro? Per quali vantaggi? Gatta ci cova?  Vulpis, con il vecchietto da Gubbio, ci stano dormendo sopra…

Va tutto bene?