LEGA PRO, SONO SOLO “FIUMI DI PAROLE”

Appare evidente che i club di serie A non sono attratti dalla Lega Pro. La promozione per implementare il numero delle squadre B, in terza serie, è miseramente naufragata per il secondo anno consecutivo. Una bocciatura dovuta alla pochezza del prodotto offerto dalla premiata ditta Ghirelli & Co. Per il futuro si dovrà pensare/programmare qualcosa di diverso.
La rinuncia manifestata dalle società della massima serie ha (ri)aperto il discorso su ipotetiche riammissioni e su onerosi ripescaggi. Un argomento che in questo periodo è di grande attualità ed interesse. Specialmente nel Paese dei campanili.
Per carità, nulla di nuovo, ma nella miseria in cui versa la serie C serve, quantomeno, a tener vivo l’interesse degli appassionati.
Il format a 60 squadre (lo prevedono le norme) che Ghirelli tenta di tenersi ben stretto (certo, vale il 17 per cento in seduta assembleare). Sulla carta quel format, con il gioco delle retrocessioni e delle promozioni, risulta essere in ordine.
Alle 59 squadre della stagione che si sta concludendo, togliendo le due escluse (Pro Piacenza e Matera), le cinque retrocedenti (di Lucchese e Bisceglie disquisiremo più sotto) e le cinque che saliranno in serie B ne rimarrebbero 47.

A queste vanno poi aggiunte le nove promosse dalla serie D e le 4 retrocesse dalla categoria superiore. Per un totale di 60 squadre, appunto.
Questo soltanto sulla carta. Dicevo. Perché ove si salvasse la Lucchese risulta improbabile, se non addirittura impossibile, che la stessa possa riuscire ad iscriversi al prossimo campionato. Perché arrivano segnali niente affatto positivi sul futuro del Siracusa. Perché voci incontrollate, di malelingue, insinuano che sul futuro del Trapani, anche vincesse i suoi play off, si vogliono addensare ombre poco rassicuranti. Perché anche sul recente passato e sul futuro della Juve Stabia non ci sarebbero soltanto rose e fiori.

Perché tutti danno per sanata la situazione finanziaria del Palermo, che la nuova proprietà avrebbe condotto in acque più sicure, ma non se ne ha la certezza. Perché ci sono altri club (superano ampiamente le dita di una mano) che accusano difficoltà per il pagamento di stipendi e contributi inerenti gli ultimi mesi della stagione sportiva che si sta concludendo.
Certo che se dopo tutto il “casino” che si è sollevato, il Palermo non riuscisse a superare lo scoglio della licenza nazionale, ci sarebbe veramente di che vergognarsi.

In ultima analisi perché le nuove norme riguardanti le infrastrutture impongono adeguamenti degli impianti di difficile realizzazione. Nei tempi, nei metodi, ma, soprattutto, per le finanze. Le amministrazioni comunali, proprietarie degli stadi, non dispongono di liquidità. Sulle difficoltà economiche, dei club di terza serie, si sono scritti “fiumi di parole”. A qualcuno mancheranno i “seggiolini”, ad altri sarà carente l’illuminazione, ad altri ancora mancherà il generatore mobile, di supporto, per l’energia elettrica.
“Gabri” Gravina ed il deludente Francesco Ghirelli si sono da tempo espressi manifestando l’inflessibilità, delle Istituzioni sportive, sull’argomento infrastrutture. Chi non ha lo stadio a norma, a loro dire, non supererà le “forche caudine” del prossimo 24 giugno. Non si accetteranno deroghe. Non si rilasceranno licenze nazionali.
Non ci resta allora che attendere. Seppure, concedetemelo, con grande scetticismo!
Nel frattempo la nuova norma sulle riammissioni (a costo zero) alimenta le speranze di Virtus Verona e Fano. Entrambe hanno terminato il campionato a 38 punti e guidano quella speciale graduatoria. Peccato che lo stadio di Fano (della quale conservo il ricordo di una magnifica, vittoriosa stagione) non possiede i requisiti richiesti dalle norme. Tribune, spogliatoi e tanto altro ancora. Che si vada, in quel caso, verso la prima deroga? Ci sarebbe di che sorridere (o piangere?).
Capitolo a parte meritano i ripescaggi (300 mila contanti a fondo perduto, accompagnati da una fidejussione di pari importo. Pfui!!).
Quanti saranno i posti a disposizione? Indovinala grillo. Tanti se vengono applicate, in toto, le nuove norme.

In Lega Pro di Virtus Verona e Fano, abbiamo detto, probabili riammesse. Cuneo fuori da ogni gioco. Altrettanto se retrocedesse la Lucchese. Non credo che Paganese e Bisceglie (ove quest’ultima scendesse di categoria) pensino a gettare dalla finestra quella somma.
La Lega Nazionale Dilettanti, da par suo, ha stilato la indispensabile graduatoria tra le nove vincitrici dei Play Off e quella delle eventuali nove supplenti, in caso di ulteriore carenza di organico (tra le quali spiccano il Mantova, il Taranto e la Reggiana).
La rinuncia del Matelica (primo della graduatoria) pone il Cerignola in evidente situazione di vantaggio. La dirigenza dei pugliesi (mirava alla vittoria del campionato) si è messa da tempo al lavoro per l’adeguamento dell’impianto. Le finanze non fanno certamente difetto alla famiglia Grieco che si candida, autorevolmente, alla serie C. I gialloblu pugliesi sembrerebbero pertanto avere davanti a loro la strada spianata, per il raggiungimento di quell’obbiettivo.
Lanusei si è autoescluso, non ha lo stadio a norma. LO segue in graduatoria il Modena. Una grandissima piazza. Le attuali diatribe societarie non dovrebbe inficiare sulla volontà di risalita del club. Se ne saprà di più nel volgere di pochi giorni. Anche in questo caso non è il denaro che manca.
Fossi nel presidente della Turris presenterei, anche io, la domanda di ripescaggio. Con i tempi che corrono non si sa mai. Le porte della serie C potrebbero spalancarsi, all’improvviso e con modalità del tutto inaspettate.
Più indietro, tra i così detti rincalzi, il Mantova, il Taranto (è già stato ripescato nei cinque anni) e la Reggiana, nell’ordine. Le ambizioni delle tre sarebbero immense. Solo a parole però. Nei fatti quasi nulle.
Aspettiamo dunque il prossimo 24 giugno. Data fissata per le iscrizioni al prossimo campionato. Con la speranza che la tanto sbandierata “svolta” del sistema, proclamata dall’inconcludente Ghirelli, assuma finalmente i crismi dell’ufficialità. Iniziando magari dai controlli (reali questa volta?) sull’onorabilità di chi si propone ad acquistare società di calcio (“Gabri” quante volte lo hai detto senza farlo mai). Per giungere a quelle poche paginette del programma elettorale del “girovago” Francesco, attuale presidente della terza serie, che si imperniavano sulla promessa di una “sostenibilità”, per la Lega Pro, nella realtà mai perseguita.

Tutte promesse che alla resa dei conti si sono dimostrate soltanto “fiumi di parole”. Delusi lo abbiamo dovuto constatare.
Rimanessero tali, dovrebbero andare tutti a casa.