LEGA PRO, POVERO PALLONE GONFIO SOLO DI CHIACCHIERE

    E così le società di Lega Pro andranno a lezione di sopravvivenza da questo Marcel Vulpis. Giornalista proprietario della sua testata (comodo…), che si propone di contribuire “alla crescita omogenea delle diverse figure manageriali all’interno dei 60 club” (citazione Corriere dello Sport del 9 Gennaio 2021). 

    Detto da uno che in una società non c’è mai stato (neppure a pulire i vetri) e che men che meno ha mai frequentato, se non da spettatore, uno stadio o un ambiente calcistico, la cosa fa scoppiare dal ridere. Ove non ci fosse da piangere.

    Ho già detto (e scritto) e sono sicuro di non sbagliarmi, che questo Vulpis sembra più un tale in cerca di compensi. Comunque di qualche introito, extra, rispetto alla sua attività editoriale. Un sito. Un paio di volumi in vendita anche su Amazon, ma di cui risultano collocate poche copie e nient’altro. A me non si palesa come un vero e proprio manager. Intenzionato a ribaltare le sorti della bistrattata Lega Pro. Una categoria, peraltro, destinata al declino e alla liquidazione con la firma di Francesco Ghirelli.

    Vulpis non ha nessuna specifica conoscenza dell’ambiente calcistico di terza serie. Parla e scrive per frasi fatte (che sembrano suggerite da qualche suo amico più introdotto). Soprattutto espone banalità che abbiamo già ascoltato milioni di volte nel passato recente. Comunque ad ogni cambio di giostra. Espressioni che, francamente, non hanno mai portato a nulla. Parla di risorse derivanti dal marketing e dalla comunicazione. Di questi tempi. Ma vogliamo continuare a prenderci in giro? 

    E’ come voler andare a cercare l’acqua nel deserto.

    Non ce n’è e non c’è in giro nessuno, nel presente, che possa cacciare un soldo da buttare nel gran calderone della serie C. I presidenti avrebbero bisogno di finanza e non di chiacchere. Magari  esternate anche da Vulpis. Anche se, c’è da scommettere, qualcuno di loro abboccherà all’amo. Del resto, gli imprenditori veri in serie C, titolari di grandi aziende, sono ad occhio una dozzina. Gli altri, beh, è meglio lasciar perdere. Credono ancora che Ghirelli sappia moltiplicare pani e pesci quando invece ha dimostrato (e bene) di essere un pesce (peraltro bollito) lui stesso.

    L’uomo della provvidenza di Ghirelli, Marcel Vulpis  da Fiano Romano (a fianco nella foto con Ghirelli e Ludovici, l’altro candidato vice presidente), non ha timore di spararle grosse: “I nostri tempi impongono, soprattutto nello sport, complementarietà ed esperienze specifiche, a partire dagli aspetti economici, e io ho sempre lavorato in settori centrali per qualsiasi Lega sportiva: parlo di marketing, sponsorship e comunicazione”.

    Ma quando mai! 

    Soprattutto quando mai ha dimostrato concretezza e capacità di risoluzione dei problemi? Il suo curriculum, liberamente consultabile, indica solo collaborazioni e mansioni relative all’ambito giornalistico. Cita una docenza presso l’Università di Tor Vergata (dove però precisano che è stato solo un docente a contratto per un breve periodo e ha partecipato all’organizzazione di un paio di convegni). Nessuna esperienza significativa presso aziende o imprese che possano dimostrare la sua dimestichezza con la gestione delle imprese (e le società di serie C sono tra l’altro e per lo più imprese decotte).

     I nostri tempi impongono nello sport la soluzione dell’unico problema che sta a cuore ai presidenti. Quello cioè di avere introiti certi per andare avanti. Di sicuro, nella fase in cui si trova il Paese, questi introiti non si può andare a cercarli con il marketing. Non ci vuole un cervellone per capirlo.

    Nel contesto mi domando se la candidatura di Ludovici possa essere o meno in conflitto d’interesse. E poi, come mai Il “vecchietto” può continuare imperterrito (nonostante la manifesta incapacità a gestire) mentre la Capotondi e Tognon, sul quale operato si erano spese lodi sperticate, sono stati messi in un  angolo in quattro e quattr’otto?

    A proposito poi di cervelloni. Lascia di stucco leggere la valanga di balle che prorompe dalla lettura delle interviste rilasciate da Andrea Borghini. Candidato alternativo a Ghirelli, che illustra il suo programma elettorale condito di sciocchezze. Tali da sembrare un vero e proprio florilegio di banalità.

    Ne cito solo alcune ad uso dell’ilarità del lettore: “ Il calcio deve impegnarsi a venir fuori da certe situazioni con le proprie gambe: bisogna recuperare il brand, modernizzare le strutture, recuperare la propria mission di palestra per i giovani, inoltre penso che con strutture più efficienti si possano avviare attività correlate come la riabilitazione ad esempio”. 

    Oppure Allo stato attuale non possiamo aspettare che arrivino i fondi dalla Serie A, non va bene per niente, però vorrei ricordare che noi siamo una sorta di laboratorio per le categorie superiori. Penso ad esempio alla classe arbitrale, in Serie C molti giovani fischietti crescono e si preparano per la Serie A per cui i loro errori ce li becchiamo noi, ovviamente con questo non voglio accusare la classe arbitrale, ma è chiaro che se offriamo questo tipo di servizio al calcio italiano bisogna tenerne conto”. Cioè, siccome gli arbitri che vanno in serie A imparano in serie C e in serie C commettono molti errori, bisogna che la serie A in qualche modo ci indennizzi. Ma si può concepire una castroneria del genere?!

    Un altro paio di chicche : Magari definiamo che ogni 10 del mese si pagano gli stipendi e il 16 i contributi e l’IVA “, “..inoltre penso anche a realtà come Bari e Monza che creano squilibri in C con acquisizioni di calciatori da categorie superiori che quasi nessuno può permettersi (bisogna ricordare al candidato presidente che il Monza fa la B, non la C), “ …Lega Pro è un sistema legalizzato per far fallire le società e i presidenti…”

    “…Il calcio italiano dalla A alle categorie minori potrebbe pensare ad una sorta di borsa del calcio, con i direttori sportivi che devono diventare esperti sia di calciatori che di budget, capire da un ragazzo una società cosa può ricavarci a più ampio raggio”.

    Le citazioni sono tratte dall’intervista rilasciata da Andrea Borghini a Il resto del calcio.

    Non c’è che dire, considerati i candidati, la serie C è proprio arrivata. Siamo proprio ai resti. Povera Lega Pro. Povero calcio. Povero pallone, ormai gonfio solo di chiacchere.

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