Lega Pro, non ci resta che piangere – Chi si loda, si imbroda

Evidentemente noi dei “Graffi” viviamo su di un altro pianeta. Non ci capiamo nulla. Né di calcio né di dirigenti, né di organizzazione manageriale.
Deve essere proprio così perché vedere lo spettacolo del super convegno, organizzato dalla Juventus e dalla Lega Pro sulle seconde squadre con tanto di proclami, enfasi, interviste, auto soddisfazione dei partecipanti, ci lascia stupefatti. Senza parole.
La storia delle seconde squadre è nota.
Una delle grandi battaglie di Gravina che, quando era all’opposizione di Macalli, la usò come proposta innovativa. Una proposta poi miseramente naufragata.
All’epoca ricorderete, cari lettori (purtroppo non sono più di primo pelo e un po’ di memoria storica non guasta mai). Chi fu il grande avversario di quella novità da introdurre in Lega Pro?
Ma certo Francesco Ghirelli. Proprio lui, che si battè, per mesi, sui giornali e presso le istituzioni. Per spiegare che, con le seconde squadre, si perdeva l’identità dei Comuni d’Italia. Che la Lega Pro si doveva identificare con il territorio. Con la tradizione dei campanili.
Oggi, ogni tanto, questi principi che ispiravano la Lega, Ghirelli li tira fuori. Salvo poi rimangiarsi il tutto in nome di questo sciagurato connubio con Gravina. Un mistero che prima o poi riuscirò a svelare….
Sta di fatto, comunque, che l’inserimento delle seconde squadre è stato fatto in modo così improvvisato e raffazzonato, dal poco illustre commissario Fabbricini, che lo stesso Gravina lo ha rinnegato. Anche/sopratutto in considerazione del suo deprimente esito.
Una sola squadra partecipante. La Juve Under 23. Fatta di giocatori che si sentono declassati. Con modesti risultati sportivi.

Oggi, anche per tentare (invano) di distrarci sulla reale situazione di sfacelo della terza serie si ripropone il progetto. Con tanto di convegno. Di tabelloni colorati. Con un Agnelli sorridente e con l’onnipresente Presidente Federale.
Ghirelli, oramai invecchiato e forse un po’ smemorato, si dimentica di quello che sosteneva contro le seconde squadre quando era Direttore Generale della Lega. Nell’era macalliana . Oggi pontifica a comando di Gabriele sulla bontà del progetto e “spara” che vuole almeno 6 seconde squadre….(gulp!)
Le solite chiacchiere e i soliti proclami. Non se ne farà nulla perché non troverà mai sei società pronte ad investire denari, strutture e tempo per partecipare al campionato del 20 a zero e delle docce fredde per mancanza di gas e luce.
Il processo, cari Ghirelli e Gravina, è esattamente il contrario.
Restituite credibilità alla Lega Pro attraverso decisioni coerenti. Con nuove risorse economiche. Vedrete che anche i Club di Serie A potrebbero riavvicinarsi al progetto.
Diversamente ne rimarranno tutti alla larga.
E poi leggere di Ghirelli che è soddisfatto del Convegno. Della manifestazione. Di come si stanno cambiando le cose. Trasmette una spudoratezza che lascia stupefatti.
Sulle seconde squadre poi, abbiamo più di una perplessità. Preferivo (di gran lunga) il Ghirelli di qualche anno fa. Quello che spiegava il valore della identità dei comuni di Italia. La tradizione dei campanili. Un unicum nel panorama calcistico professionistico.
Oggi tutto quanto asserito in passato viene calpestato e dimenticato in nome di una propaganda sciatta e inutile. Cieca. Al punto di non riuscire a vedere la tragica realtà dei Campionati.
Questa sciatteria e malgoverno sono purtroppo sotto gli occhi di tutti. Il burrone è oramai vicino, altro che convegni scintillanti.

Dopo il disastro gestionale del Matera e del Pro Piacenza. Le partite annullate a posteriori e le classifiche riscritte più volte, in barba alla regolarità dei tornei, si affacciano altri disastri.
Il Trapani è in mano nuovamente a soggetti avellinesi sui quali alitano dubbi di diversa natura (risulterebbe, in ogni caso, che sarebbe già stata onorata la scadenza del 18 marzo relativa a stipendi e contributi).
La Lega, avvertita di quanto stava accadendo, da persone informate (in Lega ovviamente nessuno ne sapeva niente, ma che ci stanno a fare avvocati e attrici?), ha prontamente emesso un comunicato, rendendosi conto del pericolo di lasciare la gloriosa società siciliana in mani poco sicure.
Il risultato? Ovviamente nessuno. La credibilità di questa Lega è ai minimi termini e la cessione è avvenuta regolarmente. Lo stesso giorno…
Il Cuneo e la Lucchese? Pronti alla fine. Che tutti vedono meno che i nostri, impegnati nei convegni.
E allora ci pensiamo noi del “graffi” ad avvertire Ghirelli che passa il tempo a lodarsi.
La Lucchese sta alla canna del gas (anzi no, glielo hanno staccato). Sopravvive con i contributi dei tifosi che pagano pulmann e trasferte. Tutto in nome di una passione che andrebbe tutelata e valorizzata. Non calpestata con le seconde squadre.
Ebbene, sapete chi ha sottoscritto un preliminare di compravendita delle quote della gloriosa società toscana?
Ma si, Alessandro Nuccilli. Quello del Matera. Quello che ha fatto fallire il Pavia del post gestione cinese.
Con rigorosa puntualità, questi personaggi, quando una società calcistica sta per fallire appaiono all’orizzonte. Promettono a destra e a manca. Sostengono di avere supporto da una banca inglese (va di moda, perché se si indicasse una banca italiana sarebbe fin troppo facile dimostrare il contrario).
Quell’Alessandro Nuccilli che per il fallimento del Pavia si è preso dal Tribunale Federale (C.U.n.24/TFN dell’8/11/2017) due anni e tre mesi di inibizione e 18.000 euro di ammenda? Vi chiederete. Ma si, la risposta!
Lunedì, data di scadenza degli stipendi e contributi, si va dal Notaio e ci si libera del problema.
Non ci resta che piangere, direbbe Massimo Troisi…
E allora. Ghirelli non avrebbe fatto meglio ad andare a Lucca a parlare con il Sindaco, stimolando l’imprenditoria locale? Cercando una soluzione. Invece di pavoneggiarsi con Agnelli e Gravina all’Allianz Stadium ed esprimere soddisfazione “per come siamo bravi”.
Sporcarsi le mani. Essere informati. Affrontare i problemi. Questo è il buon governo, altro che seconde squadre.
E il Cuneo?
Lì poi si dicono e si sono dette cialtronerie imbarazzanti.
Si sa che il Tribunale Federale Nazionale con il Comunicato Ufficiale 45 del 18 Febbraio ha inflitto al Cuneo la sanzione di 350.000 euro e altri 8 punti di penalizzazione (a che quota siamo, 23?, perché ho/abbiamo perso tutti il conto) per non avere sostituito la fideiussione farlocca.
Le sentenze vanno eseguite nei trenta giorni dalla pubblicazione. I tifosi del Cuneo sono spaventati in quanto sicuramente, entro i termini, nessuno pagherà.
Al riguardo il nostro (Ghirelli) ha rassicurato che ci sarebbero i fondi del minutaggio. Va bene, comunque difficili da quantificare in corso di campionato.
Ma si dimentica (Ghirelli) il problema vero. L’ammenda va bene, ma la fideiussione? Come si pagheranno i calciatori senza la garanzia?
E’ lecito affrontare tutto il campionato senza una fideiussione valida, che è uno dei requisiti per l’ammissione e per ottenere la licenza nazionale. Cioè la patente per giocare?
Ovviamente no, ma nessuno pone il problema.
Mai sentito parlare di illecito amministrativo?
Allora, amici lettori, leggetevi l’articolo 8 comma 4 del Codice di Giustizia Sportiva. In materia di violazioni. In materia gestionale ed economica.
Se hai ottenuto l’iscrizione al campionato in modo farlocco compi un illecito. Come se ti fossi venduto una partita.
Le sanzioni? Articolo18 lettere g,h,i,l del Codice. Insomma l’esclusione dal campionato.
Siamo sicuri che la Lega Pro, con il suo apparato dirigenziale lo sa?
Anche Ghirelli lo sa. Si coprirà il buco con il minutaggio per pagare l’ammenda, ma le società senza fideiussione vanno escluse dal Campionato.
Altrimenti siamo alle solite.
Quando finalmente finirà questo sciagurato campionato, chi dovrebbe retrocedere nei dilettanti dirà: scusate ma io non ci sto! Ho pagato la fideiussione e tutti i tesserati e ora mi volete mandare via? Non se ne parla proprio!
Lo sapete cari lettori che, fra un convegno e un altro, il regolamento dei play-out è ancora fermo al primo febbraio e prevede tre retrocessioni dirette?
Desidererei mi fosse spiegato quando pensate di mettere mano alle regole. Quelle delle quali invitate tutti al rispetto. Il codice etico e bla, bla, bla?
Questo modo di gestire non va. Lo schianto è vicino.
Un uccellino mi ha detto che all’ultimo Consiglio Direttivo una proposta di Ghirelli è stata bocciata all’unanimità. La persona candidata da Ghirelli quale componente nel consiglio direttivo del settore tecnico in Federcalcio è stata bocciata dai suoi consiglieri che gli hanno preferito il loro. Di candidato. All’unanimità. E’ tutto agli atti. Non può essere smentito. Il presidente di Lega che si fa bocciare. Ha del ridicolo..
Certo che dimettersi sarebbe troppo, non tanto per la sfiducia, ma per quanto (non) fatto sino ad oggi.
In conclusione: bisogna cambiare totalmente percorso. Anche in fretta. Altro che seconde squadre.
Altrimenti, veramente: non ci resta che piangere.