Lega Pro, nervosismo in Lucchese-Alessandria : testata di Favarin al vice dei piemontesi

Attimi di follia domenica al Porta Elisa di Lucca. Poco prima del fischio finale tra Lucchese e Alessandria, sfida terminata 2-2, con i toscani che agguantano il risultato nei minuti di recupero. La gara valevole per la ventiduesima giornata, metteva in palio importanti punti salvezza, ma quello a cui si è assistito non ha nulla a che vedere con delle situazioni di gioco.

Gli attimi finali del match, sono stati animati dalla tensione tra le due panchine, che ha portato tutti i componenti ad innervosirsi e costringendo il direttore di gara a prendere dei provvedimenti.
I protagonisti della vicenda, seppur in negativo, sono il tecnico della Lucchese, Giancarlo Favarin e il vice allenatore dei piemontesi, Gaetano Mancino, entrambi espulsi e invitati ad allontanarsi dalle rispettive panchine.

La rissa nasce proprio mentre i due si dirigono verso gli spogliatoi, accompagnati dalla team manager della Lucchese, Marcella Ghilardi, quando Mancino continua ad inveire verbalmente nei confronti di Favarin che sentendosi provocato sferra una testata al vice di mister D’Agostino, facendolo cadere a terra e scatenando una mega rissa che coinvolge quasi tutti i presenti del campo.
Il gesto di Favarin non è sicuramente giustificabile. Dovrà scontare 6 mesi di squalifica. Nonostante il tecnico dei toscani abbia spiegato le sue ragioni nel post gara, dove ha denunciato di essere stato offeso da Mancino e inoltre ha accusato la terna arbitrale di aver alimentato ulteriori tensioni. Questo non è certo il primo episodio che si è verifica su un campo di calcio, soprattutto in una categoria come la Serie C, nella quale non si respira più calcio vero a causa dei tanti problemi che coinvolgono diverse società. Tra queste anche la Lucchese. Società costrette a fare i conti con penalizzazioni, fideiussioni, contributi non versati, tesserati non stipendiati, oltre ai pochissimi introiti messi a disposizione dalla lega, insufficienti per consentire ad una società di poter sopravvivere tra i professionisti.
Il nervosismo che vediamo nei vari campi, è figlio di una situazione insostenibile che non dà serenità a chi fa calcio, che spesso si trova in condizioni disperate per le motivazioni sopra citate.

Il presidente Ghirelli, dovrebbe allora risolvere nell’immediato le problematiche che attanagliano questa categoria, tutelando in primis le società e allontanando i cialtroni che non danno le dovute garanzie, trovandoci poi a dover seguire ogni anno a situazioni come quelle vissute dai tesserati della Pro Piacenza o del Matera.