LEGA PRO, MACALLI, LA SEDE E QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLA CALCIO SERVIZI

L’8 novembre scorso, presso la nona sezione penale del Tribunale di Roma, presieduta dalla Dottoressa Maria Rosaria Brunetti, si è celebrata la seconda udienza del processo sul falso in bilancio (del 2014) della Calcio Servizi srl. La società immobiliare, interamente controllata dalla Lega Pro, di cui Mario Macalli era amministratore unico.
Il commissario Miele non si è presentato a deporre. Sono stati sentiti il sottufficiale Nasuti, della Guardia di Finanza (procedette alle verifiche dopo l’esposto presentato da Miele, alla Procura della Repubblica di Roma, il 6 ottobre 2015) e l’ex sub commissario dell’epoca, per l’area bilancio, il commercialista romano Dino Feliziani.
Macalli era in aula. Difeso dal suo storico avvocato, Antonio De Rensis, del foro di Bologna.
Interessante (dopo la deposizione del Nasuti che ha confermato lo svolgersi dei fatti e le indagini effettuate) la deposizione di Feliziani (due ore) che ha ripercorso, documentalmente, la questione che il 22 settembre 2015 aveva evidenziato al Commissario Miele, invitandolo a far verificare, quanto da lui affermato, da un avvocato penalista.

La questione in estrema sintesi riguarda la mancata segnalazione, nel bilancio della Calcio Servizi del 2014, approvato il 29 giugno 2015 dallo stesso Macalli che nella fattispecie  rivestiva (contemporaneamente) le vesti di rappresentante unico della Lega Pro, di Amministratore unico della Calcio servizi e di presidente dell’assemblea che ha approvato il bilancio di questa società (e quindi in  evidente conflitto d’interesse) sia dell’azione revocatoria promossa con successo sull’immobile di via Jacopo da Diacceto a Firenze sede della Lega Pro o in alternativa del danno di 2,8 milioni di euro preteso dal fallimento Rosselli.

Il 18 giugno,  precedentemente all’approvazione del bilancio, era stato notificato il decreto (del Giudice Delegato al fallimento Rosselli) di liberazione dell’immobile di Via Da Diacceto a Firenze. Di proprietà della Calcio servizi e affittato, come sede, alla Lega pro.
Decreto emesso per liquidare l’immobile.
Questione che, alla data di approvazione del bilancio del 29 giugno, era stata già cristallizzata in due provvedimenti giudiziari del Tribunale e della Corte di appello di Firenze e dall’ordine di rilascio dell’immobile. Notificato alla società il 18 giugno 2015, precedentemente alla approvazione del bilancio 2014.

La precisione delle risposte date da Feliziani all’avvocato Daniele Piva, di parte civile (Lega pro), al Pubblico Ministero Dottor Giancarlo Cirielli e al Giudice a latere del Tribunale hanno evidenziato le responsabilità del Macalli. Probabilmente hanno disturbato la difesa di Macalli la quale ha tentato, pur trattandosi di un reato documentale, di portare la questione a livello personale.
De Rensis ha chiesto a Feliziani se tra lui e Miele ci fossero stati dei contrasti. Ha affermato che il lavoro dell’ex sub commissario si era svolto con chiaro intento “persecutorio” nei confronti di Macalli. Cercando altresì di portare il contraddittorio su un terreno totalmente estraneo al dibattimento.
Ha evocato circostanze, riguardanti il commissariamento della Lega, estranee alla fattispecie delittuosa oggetto del processo.

Feliziani si è limitato a rispondere rinviando alle sue note.

La prima del 19 ottobre 2015 in cui rassegnò le sue dimissioni (evidenziando tutte le azioni di disturbo e ostative, al suo lavoro, attuate da Miele).
La seconda del 12 novembre 2016, in risposta alla relazione finale del precedente 14 gennaio di Miele (tenuta nascosta a Feliziani per quasi un anno) dove, a pagina 14 si riscontrano sia l’apprezzamento per il lavoro svolto dal sub commissario come l’affermazione con la quale si nega “con fermezza” alcun “contrasto o scontro” con lo stesso Feliziani.

Appare significativo il fatto che il Dottor Miele a pagina 43 della sua relazione, affermi che con sua determina del 3 settembre 2015 si è attribuito, per l’attività di commissario della Lega Pro, un compenso di euro 70 mila, oltre oneri previdenziali, mentre è poi risultato che lo stesso ha percepito un emolumento lordo di 137 mila  euro. Per un costo, oneri previdenziali compresi, a carico Lega, di circa 152 mila euro.

Significativi sono anche altri due fatti che ci si augura vengano prima o poi affrontati.

Il primo riguarda la Dottoressa Marina Scandurra.
La nota commercialista di Roma, nonché presidente della commissione “consulenze tecniche e perizie” dell’Ordine di Roma. Nominata da Miele Amministratore unico della Calcio servizi in sostituzione di Macalli la quale, pur avendo addebitato un compenso di euro 52.000 oltre accessori (per poco più di 5 mesi di mero incarico) non si è fatta carico di effettuare lei, per prima, la verifica che ha portato al processo in argomento. Né ha provveduto, come sarebbe stato nei suoi compiti, a convocare una nuova assemblea in cui presentare il bilancio 2014, integrato delle notizie mancanti.

l secondo riguarda ancora Miele.

Nonostante tutte le evidenze offerte sulla vicenda dai fatti. Nonostante l’ultimo rigetto dell’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva dello spossessamento sopra ricordato (disposto dal Tribunale di Firenze l’11 dicembre 2015) ed infine, nonostante conoscesse bene il rischio economico che incombeva sulla Calcio servizi (i 2,8 milioni citati e in allegato alla memoria del legale della Lega, Ferraris) ha continuato ad affermare (nel verbale di assemblea di Lega del 22 dicembre 2015) che “la controversia immobiliare della controllata Calcio servizi [è] di impossibile determinazione e misurazione”.
La cosa è stata smentita dalla nuova governance della società, nominata, immediatamente, dopo la fine del commissariamento della Lega.
Nel bilancio della Calcio servizi al 31 dicembre 2015 si provvedeva a svalutare il costo dell’immobile iscritto all’attivo (per 1,5 milioni) e ad accantonare un fondo rischi per la vicenda di euro 1,4 milioni. Avvertendo, nella relazione sulla gestione, che il rischio massimo potenziale si attestava a 2,8 milioni.
Il fondo rischi è stato successivamente incrementato. Alla data dell’ultimo bilancio disponibile (il 2018) è pari a 1,9 milioni. Allo stato si deve rilevare che il danno subito dalla Calcio servizi è di 3,4 milioni, mentre non si sa come questo sia stato riflesso nel bilancio della Lega. Perché questa (la Lega Pro), sul proprio sito, non lo pubblica.

La prossima udienza si terrà a metà aprile del 2020. In quell’occasione, se Miele si presenterà a deporre, la difesa di Macalli proseguirà nel tentativo di delegittimare il lavoro effettuato da Feliziani. Mosso, secondo De Rensis, da intenti punitivi nei confronti dello stesso Macalli.
La vicenda, come rilevato, è di natura documentale. Al di là delle insinuazioni ingenerose che si vogliono sostenere. Così come sarebbe bene ricordare che Macalli, all’epoca, non è stato certamente sfiduciato da Feliziani (noto per il suo rigore etico e professionale), ma dalle sue stesse società che, in due tornate assembleari, non hanno approvato il bilancio 2014 della Lega Pro.

L’esposto alla Procura per il reato ex articolo 2621 del codice civile, imputato a Macalli, amministratore unico della Calcio Servizi, è stato presentato dal commissario Miele il 6 ottobre. 13 giorni prima delle dimissioni di Feliziani. Senza avvisarlo, come d’uso in rapporti professionali evoluti.
Il Dottor Miele svolgeva e svolge tuttora ruoli apicali, di magistrato, presso la Corte dei Conti. Ci si auspica che vorrà presenziare ed ammettere, come le risultanze finali del suo incarico di commissario testimoniano, che il suo mandato doveva “normalizzare l’ambiente collaborando per una transizione indolore”. Come l’avvocato Gallavotti, l’uomo in quel tempo più vicino al Presidente federale Carlo Tavecchio, ebbe a scriverlo a Feliziani.

Era il 28 settembre del 2015.

Sono trascorsi abbondanti quattro anni. Inutilmente. Il pasticciaccio riguardante la proprietà della villa alla via da Diaccetto, sontuosa sede della Lega Pro, a Firenze, non è ancora stato risolto.

Quanto tempo ci vorrà ancora per arrivare a dama? Non è servita a nulla (nonostante le tante promesse) la governance Gravina. Non sta servendo a nulla quella del girovago Ghirelli.

Nel frattempo si continua a pagare.
Ma che ce ne frega, tanto sono soldi delle società!
Vero Francesco?

Nelle foto: La sontuosa villa sede della Lega Pro a Firenze e, più sotto, l’ex sub commissario dottor Berardino Feliziani

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