LEGA PRO, LA “FAVOLETTA” DELLO SCIOPERO…BEATO CHI CI CREDE

    Beato chi ci crede.

    Io, noi del “graffi”,  no!  Noi non ci crediamo…

    Così intonerebbero Sandra Mondaini e Raimondo Vianello in una nota canzoncina degli anni settanta (che volete, non sono più di primo pelo).

    Ma i Graffi sono sempre attenti e a questa farsa dello sciopero dei calciatori  della povera lega di serie c (sempre più minuscola)  non ci crediamo proprio!

    Che strano, ma non è che “Gravina&Company “leggono i Graffi?

    Avevo detto che stavano facendo i conti senza l’oste. Che un altro candidato in Lega Pro avrebbe spazzato via l’indifendibile vecchietto di Gubbio. Che anche “l’acquisto di Tardelli”, per lasciare a Calcagno spianata la strada della candidatura unica per la elezione in Aic, da contraccambiare con l’appoggio alla rielezione di Gabri (non sia mai), fosse  una vera schifezza.

    E allora vi aggiusto io.

    A pochi giorni dall’inizio del campionato dei pulmini e dei campanili (purtroppo destinato ad essere assorbito nei dilettanti e tenuto in vita col polmone artificiale solo per dare il 17% a Gabri) ecco che scoppia la guerra con l’Aic. Che tuona, non si gioca, si sciopera. Questa storia della rosa a 22 è una ingiustizia, bla, bla, bla. Non si gioca e basta, pugno duro a difesa dei posti di lavoro.

    Ed ecco che si muove il vecchietto di Gubbio (che ancora elargisce soldi ai media qua e là per tenerseli buoni) e spara bordate contro Calcagno. Lo sciopero è  un errore, è la sconfitta del sistema. Ci vuole veramente la faccia di bronzo di questo piccolo faccendiere, a parlare male dello sciopero quando è stato lui a proclamarlo la scorsa stagione, costringendo le società a cambiare tutte le trasferte, alberghi ecc.

    E proprio Ghirelli è quello che solo pochi mesi fa, nel tentativo di scrollare il Governo e il suo PD (manco lì lo ascoltano più, ma andare ai giardinetti no?) ha proclamato lo sciopero per la prima del girone di ritorno dell’11 e 12 dicembre 2019.

    Ma ora lo sciopero dell’Aic è inaccettabile. E’ un danno enorme al sistema… e giù fiumi di parole e allora risponde Calcagno a muso duro. La rosa a 22 è inaccettabile, non si gioca e basta, pugno duro e sciopero.

    Ma che vuoi Vittorio, è giusto, la difesa dei diritti dei lavoratori pallonari è sacra.

    Si, ma non sono fesso.

    Ma sapete di quando è il Comunicato Ufficiale che ha ristretto le rose?

    Del 24 Luglio amici. Sono passati due lunghi mesi senza che nessuno, all’Aic, battesse ciglio. Senza un articolo. Un Ansa.

    Nulla di nulla, tanto che io, noi dei Graffi, non possiamo non autocitarci.

    Ho parlato apertamente di voto di scambio. Io ti levo Tardelli dalle scatole e poi tu mi voti. Ma gli interessi dei calciatori, il movimento, la tutela del posto di lavoro. Ma chissenefrega, noi siamo l’Associazione Italiana Calciatori dal 20% di peso elettorale. Siamo una forza politica mica un sindacato.

    E della rosa a 22? Come mai tanto silenzio?

    Emh, in effetti, qui dobbiamo fare qualcosa, altrimenti si capisce che siamo tutti d’accordo per servire la rielezione di Gabri. Se poi arriva davvero un altro candidato, che si mette a fare davvero gli interessi dei calciatori come dice Galigani, come facciamo?

    E allora voilà!  Pochi giorni dall’inizio di questo povero e sciagurato campionato (così ridotto da Gravina prima e da Ghirelli poi) ecco lo sciopero e la polemica che dopo due mesi di sonno scoppia improvvisa. Lotta dura senza paura.

    Beato chi ci crede.

    Come tutta la pantomima sui media fra Calcagno e il vecchietto, al limite dell’insulto e la minaccia delle sanzioni. Lo 0-3. La penalizzazione. Tutta fuffa.

    Qualche società mi ha interpellato. Visto che occorreva disdire alberghi, aerei, pulmann. Qualcuno ha anche pensato di chiedere notizie al supersegretario da 200 mila euro (Emanuele Paolucci),  il Toninelli della Lega Pro, il quale balbettava di non saperne niente. Neanche dello slittamento delle scadenze federali sapeva nulla, ma che volete quello fa il pendolare, abita a Bologna, ma che ne sa della Lega Pro.

    E io a dire a tutti, state sereni, è una finta, tenetevi le prenotazioni degli alberghi.

    Sui giornali (vero Gazzetta?) si riferisce del possibile intervento di Gravina. La situazione è disperata. Lo sciopero è confermato, niente da fare.

    E io a sorridere.

    Peccato che giovedì a Via Allegri sono stati visti arrivare il vecchietto direzione 5° piano e poi, a seguire Calcagno (tutto giusto, riunione per risolvere il problema), Poi anche l’avvocato Viglione (l’ottimo braccio destro di Gravina che ha sostituito la Faggi nel ruolo di Risk manager). Poi, in questi giorni,sempre attivo  il deus ex machina del mondo pallonaro, l’ottimo Lotito. Anzi fra poco Senatore Lotito, visto che ha vinto la causa per avere lo scranno.

    Verrebbe da dire, va bè qui si mettono d’accordo. Abbiamo capito.

    E invece no! La riunione ha avuto esito negativo, non si gioca, sciopero confermato. Ci abbiamo messo due mesi a capire della restrizione delle rose, ma ora si sciopera.

    Siamo arrivati a venerdì mattina e alle povere società è venuto il dubbio, ma che questi scioperano davvero. Interpellato il responsabile della parte sportiva in Lega Donati, figlio dello storico dirigente  Paolo Donati (si sa che in Lega Pro i posti passano da padre in figlio) confermava il blocco. Senza contare che partendo con un mese di ritardo per via del Covid non ci sono spazi per i recuperi…

    La tensione è altissima, ma come è possibile, non si sono messi d’accordo, è sciopero.

    Beato chi ci crede.

    Alle 12.23 di venerdì il colpo di scena.  Lo sciopero è revocato! 

    Tutto è bene quel che finisce bene.

    Alle ore 12.24 su Gazzetta,it (era già tutto pronto) compare il faccione di Ghirelli in prima pagina, con tanto di articolo e dichiarazioni del vecchietto (questi della Gazzetta sono preparatissimi, accidenti) sul senso di responsabilità. La vittoria del buon senso. Bla, bla, bla.

    Che cosa sia avvenuto nella notte dopo l’incontro è mistero. Fatto sta che si gioca e allora tutte le società a richiamare gli alberghi, i pulmann, cambiare gli allenamenti, i tamponi da fare ecc.

    Ma che volete, avete visto Gravina che drago. E anche il vecchietto, con lui non si scherza, la Lega è salva.

    Caro Gabri e molto “caro” Francesco (caro per via del compenso misterioso) scusate, ma io non ci credo.

    I tempi sono sospetti, siete senza dignità. Tutti.

    Dall’Aic, che da luglio si accorge della restrizione delle rose solo adesso. E poi gli interventi risolutori e mediatori di Gravina e del vecchietto che palesemente conta come il due di bastoni quando comanda spade, lasciano il tempo che trovano.

    Non è così che potete riacquisire credibilità agli occhi del mondo pallonaro. 

    Queste sono solo manovre elettorali e I Graffi sono attenti.

    L’operazione ingaggio di Tardelli è stata un colpo da maestro. Per comprarsi il voto dell’Aic. A questa storia dello sciopero ci hanno però creduto solo le povere società di serie c.

    Che finalmente sono stufe di questo cantastorie e del suo staff.

    Aveva dichiarato e promesso (il vecchietto da Gubbio a fianco nella foto) che se ne sarebbe andato dopo i due anni di mandato. Siamo quasi ad ottobre, è ora. Ha ridotto la Lega a quella che è, altro che campanili e pulmini. Si preparasse a rendere conto dei pastrocchi fatti. Con il suo compenso, con la sede, con i soldi non recuperati a Macalli. Il 25 settembre, con straordinaria tempestività, ha convocato l’assemblea di Lega per spiegare la situazione dei rapporti con l’Aic, della serie avete visto come sono bravo. 

    Bene, è arrivato il momento di convocare un’altra assemblea. Quella vera. Quella  elettiva. Di tornarsene a casa. Il tempo è scaduto.

    E ancora una volta anche Gabri non esce bene da questa storia dello sciopero e della miracolosa revoca. Sono ben altre le cose da fare. 

    E’ cambiato il format dei campionati? Sono stati modificati i “pesi” elettorali riattribuendo alla serie A quanto di competenza? Togliendo almeno un 10% alla scalcagnata Lega Pro portata al baratro dal vecchietto di Gubbio?

    Ti sei accorto che ci sono società fantasma tipo il Trapani, con stipendi non pagati da quattro mesi, un cambio di proprietà misterioso e un fallimento ormai alle porte che falserà tutto il campionato?

    Degli acquisti del Carpi e del Livorno ti sei occupato? E del rientro in campo di personaggi tipo Ferretti e Lamanna, ben noti al mondo  del calcio per fallimenti e mancati pagamenti?

    E hai fatto sentire la tua voce autorevole, di massimo rappresentante della Federazione  in Lega di Serie A su questa operazione dei fondi interessati ai diritti televisivi, che rischia di condizionare tutto il calcio italiano?

    Nulla di nulla. Ben altri sono gli interessi di Gabri.

    Si parla dei lavori da fare al Salaria  Sport Village. Campi da realizzare. Ultimamente è giunta ai Graffi (sempre ben informati)  una strana voce dello spostamento di tutti gli Uffici della giustizia da Via Campania, direzione Via Salaria.

    Ma come, sono stati fatti anni di lavori di ristrutturazione e ora ve ne andate. E allora altri lavori da fare per realizzare anche uffici, impianti, traslochi, appalti.

    La revoca dello sciopero…., ma fatemi il santo piacere!

    Beato chi ci crede.

     

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