LEGA PRO: IL “VECCHIETTO” SI E’ INFILATO IN UN CUL-DE-SAC

    Ha un bel dire ed un bel mostrare il nostro “vecchietto” da Gubbio. Aggrappato com’è, con il fondo schiena a ventosa, alla sua poltrona. Questa volta, però, si è infilato in un vicolo cieco. Un tonfo fragoroso. Le lacrime versate al termine dell’ultima assemblea di Lega Pro avevano il sapore dell’addio più che della commozione.

    Ghirelli ha compiuto l’ennesimo passo falso nel far votare i presidenti sul blocco delle retrocessioni e su quello dei ripescaggi. Al di la del fatto che la palese impreparazione ha lasciato intendere a molti che, quanto partorito  dall’assemblea, non si limitava a una semplice proposta di parte (la Lega Pro appunto), da sottoporre all’organo centrale.

    Molti sono convinti, a torto, che sia, quella, una decisione già acclarata. Ma quando mai!

    Spiegateglielo a qualche presidente che, sovrano, decide il Consiglio Federale. A maggioranza qualificata. Spiegategli anche cosa significa “maggioranza qualificata”. perché Ghirelli non lo ha fatto. O non lo ha saputo fare.

    Sul blocco delle retrocessioni  i presidenti, quelli in odore di retrocessione, hanno infatti ritenuto, sbagliando, di aver già portato in salvo la propria “navicella”. Se da un lato ritengono che questo format è insostenibile (sul piano economico/finanziario e su quello infrastrutturale) dall’altro vogliono rimanere aggrappati alla categoria. Un assurdo controsenso!

    Il “vecchietto” da Gubbio che pubblicamente manifesta a Balata (serie B) ed a Cosimo Sibilia (Lnd) grande disponibilità per addivenire a decisioni coerenti e condivise. Nell’interesse comune del sistema. Nel privato tenta invece invasioni di campo tanto inappropriate quanto inopportune. Illude in tal modo, sulle prospettive, i rappresentanti dei club di terza serie.

    Insiste ancora, Ghirelli, con gli ammortizzatori sociali. Sono di la da venire. Il Governo non ci pensa proprio. Quel Governo che peraltro deve ancora deve iniziarla ad erogare la Cassa Integrazione. Sulle richieste pervenute soltanto 1 su cinque è stata accettata.

    Il “vecchietto” ha usato, in più di un caso, modalità di voto inopportune. Sulla quarta da promuovere alla serie B, per esempio. Dovevano votare soltanto i club che, con una classifica cristallizzata, avrebbero avuto il diritto di disputare i play off. E tra quelli stabilire una maggioranza.

    Ghirelli ha fatto, invece, una grande confusione. Mi richiamo alle proposte presentate in assemblea.

    Da un lato (punto I) ha chiesto di votare la sospensione di tutte le competizioni ufficiali di serie C della stagione sportiva 2019/20. Dall’altro, punto V) paragrafo 2), ha chiesto, tramite disputa dei play off, l’individuazione della quarta società che, per norma federale, al termine della stagione sportiva 2019/20 deve essere ammessa alla serie superiore.

    Bene. Ma se le società erano in maggioranza per la sospensione di tutte le competizioni che senso aveva far votare anche per la disputa dei play off? Questo, perdonatemi, per dimostrare la grande approssimazione che regna nella governance di Lega Pro. In Ghirelli ed in tutti i suoi più stretti collaborati.

    Cosa ci incastra inoltre far votare, nel merito delle promozioni,  il Picerno o il Bisceglie o meglio ancora il Rieti. Oppure l’Arzignano, il Fano, la Pianese e il Gozzano. Tutti club nel fondo delle classifiche. Il loro parere, nello specifico, è del tutto inadeguato. Al proposito si doveva anche prevedere che chi votava contro la disputa degli spareggi promozione era da considerarsi auto escluso. Avrebbero giocato soltanto le altre. Si sarebbe reso tutto più semplice. Più realizzabile. Più concreto e credibile. Fissando un quorum di maggioranza, per la deliberazione della proposta,  qualunque fosse stato il risultato della votazione.

    Se ben ricordo Stefano Bonacini, il presidente del Carpi, ospite di Michele Criscitiello negli studi di Sportitalia ebbe a dire, in tempi non sospetti, che lui desiderava finire il campionato. Ora le decisioni dell’assise di categoria lo hanno favorito a tavolino. Chi non approvava tale soluzione (poi transitata con i voti di maggioranza) doveva opporsi a monte, non a cose fatte. Mi viene il sospetto che De Laurentiis che reclama ed il suo “Richelieu” Grassani non si siano fatti bene i conti, a tempo debito. Ora tentano di aggrapparsi sugli specchi.

    Il “vecchietto” si è infilato in vicolo cieco, dicevo. Rischia una rovinosa caduta.

    Il voto del  Consiglio Federale sarà sovrano (come sempre). Sul blocco delle retrocessioni e sul divieto dei ripescaggi Ghirelli andrà a sbattere il muso. Una proposta indecente la sua, che non potrà mai transitare. Potrà costargli la poltrona l’aver tentato di sostituirsi alla Federcalcio. Il commissariamento della Lega Pro è oramai alle porte.

    E Gravina? Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Finalmente si sta rendendo conto dove lo avrebbe trascinato il “vecchietto” e sta prendendo le distanze.

    Ne è prova il contenuto della lettera che Balata ha inviato alle sue società dopo una call conference, con le tutte le componenti federali, tenutasi nella giornata di venerdì. Balata ha informato i suoi club dell’intenzione del presidente federale di dar corso alla disputa finale dei campionati. Con partenze differenziate. Iniziando dalla serie A per proseguire con la serie B e la Lega Pro. Principi che vanno assolutamente contro quanto fatto deliberare da Ghirelli nella recente assemblea delle società di serie C.

    Con una appendice. Insistenti spifferi di corridoio, degli ambienti istituzionali, raccontano poi che in questi giorni serpeggia, costante, una voce. Tornare a giocare per evitare che anche la Federcalcio possa essere commissariata.

    Ne vedremo delle belle?

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