LEGA PRO, FRANCESCO GHIRELLI E IL SIGNIFICATO DI “ANNACQUANDO”…

Nei giorni scorsi ho scritto della Lega Pro: sono solo fiumi di parole. Non ci poteva essere definizione più indovinata. Ho dato la stura all’argomento principe. Di una attualità assoluta. Ho aperto le “danze”. Avanzando i miei dubbi sul rilascio delle licenze nazionali per il club di serie C. Sull’obbligo, tanto sbandierato proprio da Francesco Ghirelli, di rispettare i criteri infrastrutturali.
Ho anticipato, esternando il mio scetticismo, sul rispetto degli adempimenti. Sull’applicazione alla lettera delle regole. Ho paventato il rilascio di deroghe con l’inevitabile allargamento di quelle maglie della rete dei controlli.

Al grido di allarme sulle proprie difficoltà di adeguamento dell’impianto, lanciato dal presidente dell’Imolese (virtuosa società emiliana, una delle poche), si è subito genuflesso il “girovago” Ghirelli. Ha bruciato tutti i tempi il buon Francesco. Ha immediatamente scritto, di suo pugno, una lettera, congiunta, alla sindaca del capoluogo emiliano ed al presidente del club.
Si è offerto lui di andare a Imola (da girovago non poteva essere diversamente) per discuterne. E di cosa, di grazia?! Nel suo scritto Ghirelli usa anche il termine “annacquerebbe”. All’insegna della disparità di trattamento non poteva scegliere verbo migliore.

Certo, il primo tentativo di “annacquare” le norme sul rilascio delle licenze nazionali è già in corso. Promosso da chi? Guarda caso. Dallo smemorato Ghirelli. Quello che il 5 maggio (Ei fu!) si era dimenticato i suoi primi sei mesi di gestione fallimentare.

Cortesemente: fatelo tacere.