LEGA PRO E ARBITRI? LA STAGIONE UNA VERA SCHIFEZZA. PER ME E’ NO!

La stagione della Lega Pro? Pessima. La peggiore degli ultimi anni. A essere sinceri una vera schifezza. E il covid non c’entra affatto. Una stagione falsata sotto tutte le angolazioni. A partire dalla formula per giungere alle modalità adottate per le promozioni e le retrocessioni. Decisioni assurde.

Passi per  Monza e Reggina. Con il vantaggio accumulato avrebbero vinto entrambe, ugualmente, il campionato. Irraggiungibili i brianzoli. Nel girone della Reggina (in testa con otto punti di vantaggio), si sarebbero dovute giocare soltanto otto partite, difficilmente gli amaranto sarebbero stati raggiunti e superati.

Nel girone B si è commesso un obbrobrio nel sancire la promozione del Vicenza. Si fosse rispettato il calendario si sarebbero dovute giocare ancora 11 giornate. Il Carpi addirittura 12. Vi erano 36 punti a disposizione per recuperare lo svantaggio, misero, di sei punti. Il Carpi doveva infatti recuperare una partita. Per di più il Vicenza doveva recarsi in Emilia per affrontare, nello scontro diretto, la squadra di Stefano Bonacini. Risulta palese che tutto era ancora in itinere. Si fosse voluto dare alla competizione il crisma della regolarità, si sarebbero dovute attuare altre soluzioni

Per non parlare delle retrocessioni. Una ulteriore assurdità costringere il Picerno e la Sicula Leonzio a guadagnarsi la salvezza disputando i play out. Il Picerno, nella classifica reale, aveva 14 punti di vantaggio sul Rende (molti di più degli otto previsti dal regolamento per evitare la roulette russa degli spareggi). Altrettanto dicasi della Sicula Leonzio che sul Bisceglie, di vantaggio, ne aveva 9. E poi i costi. Per il rispetto sanitario del protocollo covid. Per l’organizzazione di una gara a porte chiuse. Per le difficoltà di rimandare in campo calciatori dopo i cinque mesi di riposo forzato.

Il vecchietto da Gubbio (la paura fa novanta), ora divenuto capellone, uscendo dal consiglio federale dell’otto giugno scorso ha trionfalmente annunciato, gonfiando il petto, che in carenza d’organico si ricorrerà alla procedura delle riammissioni.

Hai capito che schifezza?!

La paura fa novanta (ho scritto anche in precedenza). Ove fossero rispettate alla lettera le norme più di venti squadre di Lega Pro non supererebbero l’esame delle forche caudine delle iscrizioni. Senza contare le difficoltà, di proprietà e di gestione, che accusa il Trapani. E senza contare quante compagini, tra quelle che salgono dalla serie D, sono realmente in possesso di tutti i crismi per partecipare, senza deroghe, a un campionato professionistico.

Il “Gabri” ed il “vecchietto” sono allora concentrati nel tenere in piedi la malandata baracca della serie c (logicamente minuscolo) a sessanta squadre. Che si fa forte di quel 17 per cento, di peso elettorale, tanto utile (direi indispensabile) a Gravina per mettere in atto il tentativo di rimanere a galla per una ulteriore legislatura.

Sapete tutti com’è il fatto. Arraffi un po’ qua ed un po’ la. Una promessa a tizio (che mai sarà mantenuta) ed una a caio. Dagli allenatori alla Associazione calciatori. Stiracchi qualche voto dalla serie A e dalla serie B. Ci aggiungi la Lega Pro (quell’irrinunciabile 17% appunto) e cerchi di far breccia su qualche voto della Lega Nazionale Dilettanti. Cerchi così di racimolare una striminzita maggioranza. Magari in terza chiamata. Gabri, in questo periodo, si spreca in telefonate ed in contatti. Anche quelli più impensati. Non lascia nulla di intentato insomma. Perché non vuole, in alcun modo, abbandonare quella poltrona al quinto piano di via Allegri. Allo scopo tutto fa brodo. Pensate che è andato persino a riallacciare i rapporti con un mio caro amico, ex presidente di un club in Lega Pro, da tempo uscito dal calcio. Perchè non si sa mai!

Nel 2021 ci saranno una quantità infinita di passerelle. In occasione dei rinviati Europei di calcio. Mica è matto che ci deve rinunciare. Altro che patti ed accordi pregressi sottoscritti con Cosimo Sibilia.

Ma torniamo alle nefandezze della serie c (sempre più minuscolo).

Dicevo delle difficoltà del Trapani (che comunque in serie c non è ancora precipitato). Come si sa Alivision (Petroni) compra le quote da Fm Service (De Simone, qualche dubbio è emerso anche su di lui), ma smette di pagare le rate assumendo l’esistenza di sopravvenienze passive occultate.

La stessa Alivision propone quindi ricorso d’urgenza ex articolo 700 cpc al Tribunale di Roma per ottenere la sospensione dei pagamenti. Interviene nel giudizio anche il Trapani assistito dallo studio Gianni Origoni & Partners.
Il ricorso è stato rigettato. Sulla stampa non è uscito nulla. La causa sta proseguendo nel merito.
Lo studio Gianni Origoni non li assiste  più. Perché Petroni ovviamente non ha pagato.
Esistono poi altri rami di contenzioso che riguardano decreti ingiuntivi e pignoramenti fatti da Fm Service su Trapani.
In conclusione. Considerando anche i due punti di penalizzazione ricevuti, non credo che il Trapani possa sopravvivere. Con un pensiero ricorrente che mi passa per la mente mente: mi pare che i sistemi di controllo federali non funzionino più di tanto…

Alle difficoltà del Trapani si aggiungono quelle di qualche altro club di serie B, non ancora sotto i riflettori. Si aggiungono, poi, quelli in carenza conclamata della Lega Pro. Le evidenze mostrano Siena e Catania (le più eclatanti), ma ce ne sono alche altre. E diverse. Per di più qualche amico, avveduto presidente, ha già annunciato che non intende proseguire nel calcio. Sarà indispensabile pertanto trovare, su quelle piazze, gli eventuali idonei e solvibili sostituti. Le defezioni, come potete comprendere, si preannunciano importanti. In parole povere sarà difficile se non impossibile mantenere il format della Lega Pro a 60 squadre!

Ed allora cosa dicono (inventano) il “Gabri” ed il “vecchietto”? Ricorriamo ai ripescaggi. Per i club virtuosi come loro li intendono. Virtuosi è una parola grossa perché una normativa sulla definizione non è ancora uscita…

Bisogna poter aiutare qualche amico, vero “Franceschino”? Che so, il Rende per esempio,  che, senza infrastrutture, ha giocato tutto il campionato a Vibo Valentia, ma il cui presidente, Coscarella, è nel consiglio direttivo del Settore Tecnico a Coverciano in rappresentanza della Lega Pro. Oppure il Bisceglie di Nicola Canonico? Probabile, ma non è stato già riammesso lo scorso anno? Oppure il Rimini? Sul quale è stata comunque perpetrata, retrocedendolo direttamente, una delle violenze più assurde nella storia del calcio nazionale. Peccato allora, relativamente alle riammissioni, che ancora non si abbia contezza delle procedure. Alla faccia, per le rispettive competenze, della bontà delle governance Gravina e Ghirelli.

Non risultasse sufficiente ricorrere alle riammissioni si provvederà ulteriormente con i ripescaggi. In alternanza. Uno dalla serie D uno dalla Lega Pro. Logicamente onerosi. Centinaia di migliaia di euro a fondo perduto ed una garanzia fidejussoria sempre nell’ordine di ics mila (euro) importanti.

Sperpero inutile di denaro.

Come se la crisi susseguente al covid non avesse insegnato nulla. Industrie tutt’ora in crisi, con i propri dipendenti ancora in cassa integrazione. Aziende che accusano carenze di denaro circolante. Prive di commesse, per ripartire nella produzione. Ciononostante sembra che il calcio sia insensibile alla realtà economica della nazione.

Calciatori che tuttora avanzano pretese sempre più esorbitanti. Nel sistema si parla di euro come  fossero noccioline. Effettivamente, a ben pensare, un euro vale poco più di una manciata di arachidi. Ed il calcio, con queste linee guida e questa mentalità, va in rovina. Avremo sempre modo di ringraziare i Gravina ed i Ghirelli. Soggetti tanto attaccati alle loro poltrone quanto disinteressati a risolvere i veri problemi del sistema. Sembra che nessuno voglia comprendere che si giocherà ancora a lungo a porte chiuse. Senza valutare la negatività derivante. Senza considerare l’allontanamento sequenziale degli sponsor, sopratutto per quanto concerne la Lega Pro e la serie D ed il conseguente scarso apple per quanto concerne le pubblicità all’interno degli stadi.

E, nel frattempo,il debito dei club di serie c (minuscolo) lievita a dismisura. E la riforma? Si è sempre detto che era la panacea di tanti mali del sistema calcio nazionale. E’ rimasta una chimera!

Nel Consiglio Federale dello scorso otto giugno, ove lo si fosse realmente voluto, si sarebbe potuta segnare la svolta. Nessuno se ne è però voluto assumere la responsabilità. Questa è la verità. Intrighi di palazzo? Non lo voglio pensare. Un vero peccato, in ogni caso, perché occasione migliore difficilmente si potrà ripresentare.

Concludo con gli arbitri. Pessimi!

Già nel corso del campionato diversi “fischietti” avevano dimostrato la loro pochezza tecnica. Si ha un bel dire che la serie C rappresenta una palestra nella quale si addestrano i direttori di gara per promuovere i migliori alle categorie superiori. Alla resa dei conti si è accertato che i casi sono due. O le palestre sono male attrezzate per l’insegnamento delle regole o carenti sono le qualità dei docenti.

Anche nelle gare dei play off se ne stanno vedendo di tutti i colori. E parliamo degli arbitri che nella prossima stagione sono in odore di promozione. Le verità? Le decisioni assunte da un pessimo “fischietto” come il signor Matteo Marchetti di Ostia, hanno sottratto alla Virtus Francavilla il diritto di passare il turno nella gara che la vedeva opposta al Catania. Chi credeva che il signor Marchetti, per gli errori commessi a Catania (mi auguro in buona fede) sarebbe stato fermato dal designatore, per almeno 15 giorni, si è sbagliato di grosso. Perché l’arbitro di Ostia dirigerà lunedì prossimo Bari – Ternana. La partita più delicata di tutti gli spareggi promozione. Neanche su scherzi a parte.

Quanto poi combinato dall’arbitro Mario Vigile (quarto anno), della sezione di Cosenza, in Potenza – Triestina è altrettanto grave.  Se non di più. A pochi minuti dal termine Silvestri, difensore dei lucani, ha atterrato con una evidentissima spinta a due mai il centrocampista alabardato Procaccio. Vigile deve aver avuto il prosciutto agli occhi tanto era evidente il fallo. Non ha visto nulla. Mancavano otto minuti al fischio finale. Rigore netto (vedi foto sopra) che poteva decidere l’esito dell’incontro e del passaggio del turno. La Triestina non meritava di essere eliminata.

“A pensar male è peccato, ma spesso ci si indovina” era solito ripetere un mio vecchio amico di stampo democristiano. Mi attendo una grande prestazione del signor Marchetti, lunedì prossimo a Bari. Spero riesca a non deludermi. Alimenterebbe i tanti dubbi che ancor oggi mi passano per la mente. Vorrei tanto non dover dare ragione a quel detto del mio vecchio amico Giulio.