LEGA PRO ALLE SOLITE. L’ACQUA E’ POCA (SEMPRE) E LA PAPERA NON GALLEGGIA

Al lungo elenco di bluff. Gestioni malsane. Assegni cabriolet e farfalloni postdatati respinti al mittente, che mai come negli ultimi tempi hanno caratterizzato il mondo della Lega Pro, si aggiungono le disgrazie provenienti dalle Marche.

Zona del Tronto in particolare. Fronte Sambenedettese per la precisione.

Il presidente musicista dal look particolare ha alzato bandiera bianca. Dopo diversi passaggi a vuoto circa pagamento di stipendi e fornitori. Versamento di contributi e così via. Il solito film, insomma. Le solite parole. Le solite chiacchere al posto dei fatti.

La solita figuraccia rimediata anche dagli organi di controllo. La cui capacità di controllo e vigilanza è ormai divenuta leggendaria quanto a inefficacia e inadeguatezza. In via Jacopo da Diacceto, a Firenze, i soloni della stanza dei bottoni, gli accoliti di Ghirelli, stanno già aggiornando il lessico. Basterà sostituire agli slogan già declamati tipo “Basta casi Trapani”, “Basta casi Pro-Piacenza”, “Basta casi Cuneo”, “Basta casi Rieti” e così via. 

Il nuovo slogan “Basta casi Sambenedettese” che, dato il mestiere del fu presidente della gloriosa Samb, potrebbe anche essere accompagnato da un jingle composto per l’occasione.

Magari note funebri. Dato il clima che si respira in Lega Pro. Un clima che peggiorerà, certamente, la prossima stagione. Quando bisognerà comunque provvedere al pagamento delle scadenze scampate quest’anno grazie alle posticipazioni ed alle rateazioni. Impegni finanziari che andranno peraltro a sommarsi alle scadenze che saranno correnti a partire dal prossimo mese di Settembre.

Molti sono i rumors relativi alle difficoltà per iscriversi al prossimo campionato. Già da ora che non siamo ancora nemmeno Pasqua. Evito di riportare nei dettagli denominazioni sociali e nominativi di presidenti alle prese con serie difficoltà a rimanere a galla (il famoso detto dell’acqua che è poca e la papera non galleggia). Solo per evitare di urtare la suscettibilità di qualche avvocatone pronto a querelare in nome del prestigio compromesso del suo “nobile” assistito. Come se fosse  un’indiscrezione giornalistica la causa dello sputtanamento (scusate, non trovo altro termine più consono) di certi presidenti che già pubblicamente appaiono come peracottari…

Ma prima o poi ci tornerò sopra.

Anche perchè dalla serietà dei futuri controlli e dalla fondatezza dei provvedimenti che saranno adottati dipenderà la regolarità del prossimo campionato. Per ora si sussurra che ad avere evidenti difficoltà di iscrizione al prossimo campionato di serie C, salvo l’apparizione di qualche bianco cavaliere, siano due società del girone A ed una del girone B. Soprattutto in via Allegri sanno che sin dall’inizio della prossima stagione qualcuno potrebbe trovarsi già in difficoltà.

D’altronde l’emergenza sanitaria non ha cambiato nulla nel modo di fare impresa (vabbè, uso questo parolone) di certi presidenti. Mi riferisco a quelli che hanno fatto campagna acquisti senza chiedersi davvero se avevano in tasca i soldi per pagare gli stipendi. Che hanno pianto miseria per i mancati incassi. Per i diminuiti introiti. Ma non hanno tagliato alcunché per risparmiare. Per rientrare nei canoni del saper gestire.

Del resto, che le idee siano poche e poco chiare persino ai vertici è un dato di fatto.

Un fatto certificato dalla dichiarazione di stenti e lamenti rilasciata oggi. Subito dopo aver appreso il contenuto del decreto Sostegni del nuovo governo (a guida Mario Draghi) dai “grembiuli al vento” del Comitato 4.0. Una cosa che non si sa perché sia nata. Chi l’abbia promossa e perché. Quale funzione svolga e, soprattutto, perché sia diventata la cassa di risonanza di dirigenti disperati.

A tal proposito il presidente della Lega Pro, il mitico vecchietto riconfermato con i voti di 49 club, non sa più che balle raccontare alle sue società per tenerle buone. Proprio perché, delle tante promesse di cui ha infarcito il suo mandato, neppure una è andata a segno. Personalmente non ne ho mai avuto dubbio. Bisognerebbe ora chiedere ai suoi 49 elettori cosa ne pensano.

Siamo molto amareggiati, le proposte che abbiamo avanzato e che erano contenute nel vecchio decreto ristori 5 sono state sfilate dal decreto sostegni” dichiarano oggi Francesco Ghirelli, presidente Lega Pro, Umberto Gandini, presidente Lega Basket Seria A, Pietro Basciano, presidente Lega Nazionale Pallacanestro, Massimo Righi, presidente Lega Pallavolo Serie A, Mauro Fabris, presidente Lega Pallavolo Serie A Femminile, Massimo Protani, presidente Lega Basket Femminile.

Il premier Draghi ha anticipato la necessità di un ulteriore scostamento di bilancio perché si possa fare un ulteriore decreto. Abbiamo bisogno che le misure da noi proposte vengano recuperate in quel testo, pensiamo alle misure di liquidità, al credito di imposta, al ristoro per le spese sanitarie” proseguono i presidenti. “C’è bisogno di un impegno in prima linea del Sottosegretario Vezzali che sappiamo essersi data da fare, ma non basta, ci vogliono i risultati” Così conclude il Comitato 4.0.

Ma cosa si aspettavano?

Di ricevere bambole e balocchi? E in cambio di cosa?

Nella realtà non è vero che il Governo ha trascurato il mondo dello sport. La dichiarazione di questi moderni fattucchieri è totalmente infondata. E’ falsa. Il Governo ha stanziato 350 milioni di euro per la società Sport e Salute del Coni che riconoscerà ai collaboratori di enti, società ed associazioni sportive un’indennità commisurata ai compensi del 2019.

Nello specifico, rispetto ai compensi 2019, sopra i 10mila euro verrà riconosciuta un’indennità di 3.600 euro. Tra i 4mila e i 10mila euro un’indennità di 2.400 euro. Sotto i 4mila euro un’indennità di 1.200 euro.

Ed allora di cosa cianciano al Comitato 4.0? Non c’è spazio per le fantasie. Men che meno con un Governo come questo. Che dalle chiacchere non si fa incantare. Ne prenda buona nota, allora, il vecchietto da Gubbio. Una volta per tutte.

Di conseguenza o cambia atteggiamento, in nome della serietà e della affidabilità, o difficilmente troverà un interlocutore disposto a concedere credito.

Specialmente se l’interlocutore risponde alla figura di Mario Draghi.