LE REGOLE DELLA FUFFA

Ho ancora una volta preso a prestito, nel titolo, un film famoso del 2011, parafrasandolo, per rappresentare lo “stile” della attuale governance della  Federcalcio.
L’importante è apparire. Farsi vedere alla manifestazione della figurine Panini. Promettere. Autoreferenziarsi e, facendo leva su giornali compiacenti, dire che tutto va bene.

Fortunatamente questo è l’anno olimpico. Mi auguro che il buon “Gabri” tolga le tende al più presto dal palazzo di Via Allegri. Che si arrivi ad insediare persone e volti nuovi e che, soprattutto, si faccia qualcosa di utile per il nostro povero calcio.

Intanto all’inizio dell’anno, con pericolosa coerenza, rispetto alla fuffa propinataci in questi anni del nulla, il buon Gabri ha “promulgato” un nuovo organigramma e ordine del giorno che pubblico, in via esclusiva, per i lettori dei Graffi.
Mi concentro ancora una volta sugli importanti compiti affidati alla Signora Chiara Faggi, elemento essenziale per la Federazione. Portata appositamente da Firenze e strappata alla Lega Pro (mi chiedo: come avranno potuto fare senza?). Nei confronti della quale sarò eternamente riconoscente per avermi consentito di ribattezzare il nostro presidente (minuscolo) con l’appellativo “Gabri”. Con il quale, la signora, è solita chiamarlo (anche in pubblico).

Allora. Nel citato Ordine di Servizio numero 1 del 3 Gennaio 2020  , che segna una svolta epocale nella storia della Federcalcio ecco che …


– “Progetti speciali – affidata a Chiara Faggi per il supporto e l’assistenza alla progettazione, sviluppo e realizzazione di specifici progetti, anche di natura sperimentale, curando la fase di programmazione, anche attraverso l’elaborazione del business plan, sia il coordinamento della fase gestionale”.
Avete capito cari lettori dei Graffi? No? Neanche io ma è la regola del niente. Fuffa appunto.

In attesa che siano svelati i progetti speciali, dobbiamo dire che la “Risk Manager” (ha infatti anche questa funzione) ha toppato. Visto che non ha avvertito “Gabri” sulla scelta errata di Mario Cicala a commissario della Lega di Serie A.
Lo stesso Cicala (ops) era nel Consiglio di Sorveglianza della Lazio. Cioè nell’organismo di controllo di una società quotata in borsa.
Quindi si è scelto, come commissario, un elemento in palese conflitto di interessi insediato a capo della Lega nella quale vi è la società che dovrebbe “sorvegliare”.

Un bel papocchio. Gabri, anche non facendo nulla, riesce a fare danni.

L’Avvocato Cicala, dimessosi in quanto offeso (in realtà era stato convocato un Consiglio Federale per revocarlo), ha spiegato che era solo supplente e che quindi non aveva mai operato nella Lazio.
L’unico che lo ha difeso nell’imbarazzante episodio è stato … Claudio Lotito.
Va bene, tutto chiaro allora.
Ma non basta.
Lo stesso Mario Cicala è ancora il Capo dell’Organismo di Vigilanza della Federcalcio. Vale a dire della istituzione nominata ai sensi della Legge 231/2001 che dovrebbe garantire eticità e trasparenza.
Francamente, dopo quanto accaduto, ritengo che sarebbe stato opportuno dimettersi anche da questa carica (visto che non vigila proprio per niente e ha occultato la carica ricoperta in conflitto di interessi).
Come del resto qui a Via Allegri, non vigila nessuno.

Il Collegio Sindacale dorme, nonostante gli sperperi a favore di dipendenti e collaboratori. Gli incarichi conferiti a Giovanni Valentini per il Salaria Sport Village, gli aumenti di stipendi …
Una macchina federale che costa 40 milioni l’anno.
Uno spreco epocale per non fare nulla.Tra l’altro la mission voluta dallo Statuto è quella di promuovere e disciplinare l’attività del gioco del calcio. Non di alimentare gli amici e le amiche.

Questo signore, trovatosi a capo della più grande Federazione sportiva italiana, per grazia ricevuta, visto il divieto dei due mandati per Abete, ha quale principale occupazione di “piazzare” gli amici suoi o suggeriti da qualcuno.
Intanto ha deciso di far fuori il povero Gaetano Micciché dalla Lega di Serie A. Andando, dopo quasi due anni, a spizzicare le modalità di elezione.
Evidente che, ove qualcuno avesse avuto qualcosa da ridire, dovevano essere le società di Serie A e non la Federazione a rimuovere il manager.
Ma no, è meglio che sfasciamo tutto, usiamo la Procura Federale a nostro uso e consumo. Facciamo un altro posto da coprire (ho avuto l’impressione che il nostro, ben consapevole che non durerà ancora a lungo in Via Allegri, aspirasse a trasferirsi a Milano, in via Rosellini).

La Procura poi la si usa a piacimento.
Come mai nessun deferimento è arrivato al buon Leonardo Bonucci, pizzicato a contrattare, con gli ultras sottoposti a procedimenti penali vari, il reinserimento nella Juve dopo l’anno di tradimento al Milan?
Non saranno fatti penalmente rilevanti, ma sicuramente la famosa lealtà sportiva è stata straviolata.
E gli stessi numeri della società torinese non sembrano tornare.
Esiste uno studio di KPMG (fornitura di servizi professionali alle imprese, specializzato nella revisione e organizzazione contabile, nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi) sui conti della Juventus con una previsione di deficit a 40 milioni di Euro e uno sforamento del far play con rapporto fra costi e ricavi oltre il 70%.

Dai Vittorio è la Juve, non rompere. Lo sponsor federale è FIAT, ci servono le automobili (sul fatto che un main sponsor federale sia proprietario di una società di calcio lasciamo perdere).
Uffa, ho fatto il pannello colorato per la sede, queste sono le scelte importanti.
Poi questi controlli spettano alla COVISOC.

Come dici? Il capo della COVISOC è il mio capoufficio alla BCC di Roma? Ehm, appunto.

Qui cari amici, siamo messi male.
Questo Gabri poi, oltre a essere inutile è pure dannoso.
Micciché, fuori uno, Cicala, fuori due, Sabelli, il Presidente di Sport e Salute, pizzicato fuori del Consiglio del Coni a dire a Gravina che tutto era andato bene e che arrivavano i soldini promessi, fuori tre.
Statevi “accuorti” insomma (abbiate pazienza sono oramai un uomo del sud, un po’ scaramantico).
È ora, in questa situazione drammatica, che anche i Consiglieri Federali si facciano sentire.
Già ha iniziato l’Avvocato Balata a mostrare il suo malcontento.
Si è dimostrato un ottimo dirigente. Ha portato a casa il format ed il VAR per la sua Lega. Non è un uomo di chiacchiere, ma del fare. Quello che invece manca in Federazione.

E’ forse  giunta l’ora che anche Sibilia, che rappresenta il movimento calcistico più grande, si faccia sentire.
Tanto Gravina la poltrona non la molla e l’accordo pre-elettorale se lo è bello che scordato …
Comunque ora basta fuffa.
Occorre mettere mano alle riforme necessarie per la stessa sopravvivenza del nostro calcio.
Parlo della riforma del format dei Campionati. Soprattutto della Lega Pro che è oramai implosa (grazie anche alla gestione Gravina che nulla ha portato di buono).
E poi i pesi elettorali.
La Serie A va portata al 20% e la Lega Pro con il suo 17% (quando aveva 100 società e due Divisioni forse aveva senso) deve arrivare al massimo al 5%, non di più.

I rapporti fra Lega di A e Serie inferiori vanno affrontati in modo serio, sotto il coordinamento federale. Altro che figurine Panini e risk manager.
La Federcalcio deve essere snellita (400 persone fra dipendenti, collaboratori, super manager … nani e ballerine) e le risorse pubbliche devono andare verso il calcio non per alimentare la macchina dei proclami.
Attenzione, perché le regole della fuffa, hanno stancato. E non soltanto il sottoscritto.

Sulla Lega Pro continuo a stendere un velo pietoso.

Sorvolo sull’aumento degli spettatori. Faccia Ghirelli la media sui club di categoria escludendo le grandi piazze come Bari, Padova, Vicenza, Cesena, Novara e quelle altre che in serie C ci sono soltanto di passaggio. A Terni hanno fatto 12 mila abbonamenti soltanto perché costano 5 euro ciascuno. Faccia il piacere Ghirelli di non arrampicarsi sugli specchi. Non cerchi di prendersi meriti che non ha. Il Rende non ha lo stadio omologato, gioca a Vibo Valentia alla presenza di …nessuno.

Il presidente (minuscolo) di Lega Pro che nei giorni scorsi incontra i nuovi emissari dell’Avellino, in un hotel romano, è invitato a porre attenzione. Voci, provenienti da Ancona (area tribunale), metterebbero in discussione (cattiva luce) uno dei nuovi dirigenti irpini. Ove questa indiscrezione rispondesse al vero risulterebbe oltremodo disdicevole per tutto il sistema calcio.

Ghirelli, sui giornaloni compiacenti, continua a menare il can per l’aia, ma di maggiori risorse economiche (indispensabili) ai club nemmeno l’ombra. Dello sciopero non se n’è accorto nessuno, tantomeno le autorità governative, ma le squadre tornano in campo durante il prossimo week and. A detta del pluripensionato continua lo stato di agitazione. Novello Don Chisciotte sta combattendo contro i mulini a vento? Opterei per il sì, perché la contraddizione è evidente. Il presidente “girello” (per il suo perenne peregrinare) per un verso racconta (autoincensandosi) che va tutto bene (questa a parer suo sarebbe la stagione modello) per l’altro piange miseria nei confronti di chi ci governa. Delle due quale la verità? A me sembra che ad averla vinta sia soltanto la confusione che alberga a Firenze, in via da Diacceto.

A proposito. Quella magnifica villa che fa da sede costa un “botto”. Spropositato. Sarebbe opportuno disfarsene. Si perché, ove qualcuno dei presidenti ancora non lo sapesse, la Lega Pro paga il fitto alla Calcio Servizi.  In più, riconosce una indennità di occupazione alla curatela fallimentare. Come mai? Perché la vendita e stata oggetto di revocatoria. Non riesco neppure io a capacitarmi se la situazione sia più ridicola o più incredibile.

E allora, “Franceschino” mio, non ti sbrighi! Non la metti in vendita? Che un po’ di liquidità per i club non fa certamente male! Non fai finalmente qualcosa di concreto?

Almeno la smetteremo di sentirci”rotolati” nella fuffa.

Nella foto: l’avvocato Chiara Faggi “Risk Manager” della Federcalcio