Le olimpiadi nelle mani di Giorgetti

Giornata campale, oggi, a Palazzo H: primi ad arrivare, Giovanni Malagò e Carlo Mornati. Alle 10, ecco Alfio Giomi, presidente dell’atletica uscita maluccio quest’estate. Carlo Magri, per vent’anni n.1 del Volley, ha fatto un salto per salutare gli amici di Giunta Coni: oggi esce, anche per il limite ai mandati (al suo posto entra Fraccari, presidente del baseball mondiale) ma anche perché consulente del sottosegretario Giorgetti, vero uomo di sport tanto che lo scorso week end è andato a Londra per seguire la sua squadra del cuore, il Southampton (che ha vinto 2-0 in casa del Crystal Palace). Non ha certo dimenticato però Monza e il suo Gran Premio. Ma ora Giorgetti ha il compito più delicato: c’è da risolvere il nodo olimpico, quella candidatura ai Giochi invernali 2026 che rischia di farsi complicata, se non peggio. La posizione di Beppe Sala, sindaco di Milano, crea forti imbarazzi anche a Palazzo H, quella frase su “Milano capofila” potrebbe spaccare la coalizione con Torino e Cortina. Sala è in una posizione politica difficile: conta poco nel suo partito, il Pd, e fra un paio d’anni finisce il mandato da sindaco, in una Regione dove la Lega sta conquistando sempre più terreno (a Sala rimane Milano Centro e poco altro). Per questo fa la voce grossa, troppo grossa pur avendo avuto tutto quello che chiedeva. Ma adesso tocca a Giorgetti risolvere la questione, il Coni la sua parte la ha fatta, e bene. La prossima settimana quindi riunione congiunta a Roma con i tre sindaci, i tre governatori, Malagò e il suo staff. Fra un mese a Baires bisogna presentarsi con le carte in regola.