LE” CAREZZINE” DELLA UEFA: SOLO MULTA PER SIMEONE

In occasione della gara d’andata degli ottavi di Champions League, tra Atletico Madrid e Juventus, disputata lo scorso 20 febbraio, sono state scatenate tante polemiche, dovute a quel gesto del tecnico dei Colchoneros, Diego Simeone.

L’allenatore argentino si è reso protagonista dopo il goal messo a segno dalla propria squadra, di un’esultanza non certo elegante, mettendosi le mani ai genitali voltandosi verso la tribuna . Nel post gara, Simeone si è scusato, spiegando che quel gesto non era rivolto ai tifosi juventini presenti in tribuna, ma voleva solo significare che la sua squadra possiede gli attributi. Sicuramente l’intenzione del “Cholo” era del tutto bonaria, resta il fatto che a certi livelli e soprattutto nella più prestigiosa competizione europea, l’atteggiamento di tutti i protagonisti in campo dovrebbe essere esemplare nonostante l’adrenalina o la tensione vissuta durante una gara. Situazioni che in certi casi possono portare a reazioni istintive e irrefrenabili come è accaduto a Simeone.

La Uefa solitamente, tiene molto a certi comportamenti per tutelare la propria immagine, anche se spesso si dimostra incoerente, predicando bene e razzolando molto male. Il massimo organo calcistico europeo, ci ha abituato nel voler attuare due pesi e due misure; praticamente è come quella maestra che ha un occhio speciale per alcuni dei suoi alunni, meno però verso tutti gli altri. La dimostrazione, ce l’ha fornita la Commissione Disciplinare della Uefa, che nei confronti di Simeone ha dato una “carezzina”, punendolo con una multa di soli 20.000 euro. Decisione a dir poco ridicola e insensata. Un provvedimento di facciata per giustificarsi con l’opinione pubblica, ormai rassegnata a dover assistere a queste sceneggiate. In passato, la Uefa per molto meno ha punito tesserati con turni di squalifica, mentre Simeone se l’è cavata  bene pagando una multa pari ad una cifra misera se viene proporzionata all’ingaggio percepito. Tutto questo, consentirà al tecnico del club madrileno di essere presente in panchina martedì a Torino, per guidare la sua squadra che con lui ha sempre quella marcia in più, fondamentale per centrare gli obiettivi.

La crisi del calcio italiano non è solo nei negativi risultati sportivi dei propri club, ma viene evidenziata, in Europa, anche a livello politico. Un aspetto che purtroppo si tocca con mano e che ci rende una Nazione di poco conto. Di questo dobbiamo dire grazie ai nostri vertici federali. Oggi Spagna e Inghilterra la fanno da padrone. A noi invece non resta che stare a guardare e ricordare i bei tempi andati.

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