L’AVELLINO E’ DAVVERO IN BUONE MANI? DI SOMMA MERITAVA PIU’ RISPETTO

Il 2019 dell’Avellino si è chiuso con delle importanti novità che hanno visto l’arrivo della nuova proprietà. Capitanata dal duo Izzo-Circelli. Questo ha portato, di conseguenza, delle novità anche nei quadri dirigenziali.  Aniello Martone (promotore dell’operazione) nel ruolo di Direttore Generale seguito dal ritorno del diesse Carlo Musa. Figure sulle quali ci sentiamo di mettere punti interrogativi. Un errore costringere Salvatore Di Somma, trattato con poca riconoscenza dopo l’ottimo lavoro svolto in estate, a rassegnare dimissioni “spintanee”.

L’ex bandiera bianco verde,  stimato ed amato dalla piazza avellinese anche per i suoi trascorsi da giocatore, era riuscito, tra mille difficoltà, ad allestire una rosa che potesse garantire, all’Avellino, un campionato dignitoso. Senza avere avuto il supporto di una società alle spalle.

Le scelte della nuova proprietà, lasciano perplessi, visto che né Martone e tanto meno il giovane Musa, hanno il curriculum di Di Somma o di altri professionisti che, avrebbero potuto fare al caso dell’Avellino.

Martone è reduce dalla disastrosa stagione alla Casertana, dove ha fatto investire grandi risorse economiche al presidente D’Agostino tesserando calciatori di esperienza che non hanno portato i risultati sperati. Caserta, nella gestione Martone, ha disputato un campionato a dir poco deludente. Con il nuovo Direttore Generale, sembra che ad Avellino difficilmente verrà sposata la linea verde e la valorizzazione dei giovani del territorio. Ma Martone, è risaputo, è nella manica della proprietà quindi in una botte di ferro.

Per quanto la nuova proprietà possa garantire solidità economica, è opinione comune, ad Avellino, che si pensi molto all’immediato e poco al futuro. Martone, già fortemente contestato al suo arrivo, è stato invitato a non commettere gli stessi errori compiuti a Caserta.  Convince poco anche il ritorno di Carlo Musa, giovane promettente diesse che ha ancora tanto da imparare. Avellino non è certo l’ambiente ideale per farsi le ossa. La sensazione è che Musa, buttato avventatamente di nuovo nella mischia, debba fungere da parafulmine.

Senza poi trascurare la forte personalità e la presa che può avere sulla tifoseria Eziolino Capuano. Abituato com’è a contattare i calciatori ed a gestire, in prima persona, la composizione della squadra.

Un errore aver allontanato un vero uomo di calcio, della personalità di Di Somma, in grado di mantenere i giusti equilibri in un ambiente di per sé già turbolento. Rimpiazzarlo con due personaggi che nel presente non posseggono i requisiti per gestire una piazza difficile ed ancorata a vecchie tradizioni sportive, alita molti dubbi sulla concretezza del progetto. Speriamo di sbagliarci e di essere smentiti dai fatti, ma concedeteci il dubbio di nutrire delle perplessità su quello che potrà esprimere la premiata ditta Martone-Musa.