L’arbitraggio sta sprofondando in un… Abisso

Il mondo del calcio vive di polemiche, guai se non ci fossero, altrimenti di cosa si parlerebbe? Tra le varie cause che scatenano tutto ciò la categoria degli arbitri. Spesso ritenuti responsabili da media, tifosi e società. Vengono definiti scarsi o addirittura in malafede. La figura dell’arbitro è una figura importante quanto delicata. L’arbitro è chiamato ad un compito difficile, con il rischio che possa cadere facilmente in errore. E’ certamente più semplice stare comodamente seduti sul divano, oppure sulle poltroncine di uno studio televisivo, dove puoi rivedere più volte un episodio di gioco e stabilire se è fallo o meno. Alle volte però si fa fatica a capirlo anche con l’utilizzo della moviola.

L’arbitro deve essere presente ad ogni azione, seguendo il gioco che si sviluppa a ritmi elevatissimi, per poi decidere, in pochissimi secondi, se un intervento è falloso o se un giocatore debba essere espulso. In base alle decisioni prese, un arbitro scontenta sempre qualcuno, raramente assistiamo ad un arbitraggio che soddisfi tutti. Negli ultimi anni, si è fatto molto per agevolare il lavoro degli arbitri in campo, a partire con il fallimentare inserimento dell’arbitro addizionale e finendo con quello del Var. Quest’ultimo strumento tecnologico è ancora da perfezionare nel suo utilizzo. Tutto ciò non sembra aver finora risolto del tutto il problema. Tanto meno a ridurre le polemiche. La dimostrazione l’abbiamo avuta domenica sera in occasione di Fiorentina – Inter, sfida che ha scatenato parecchie polemiche per un rigore inesistente assegnato alla Fiorentina dall’arbitro Rosario Abisso. IL fischietto si è reso protagonista di un errore grossolano nonostante sia andato a riguardarsi l’episodio al Var.

Il Var sarebbe un mezzo molto utile se venisse utilizzato in maniera opportuna, in molte occasioni,  invece, quando serve non viene nemmeno consultato, conducendo l’arbitro all’errore. Tutto nasce dal fatto, che l’arbitro prima di andare a rivedere l’episodio al Var si consulta attraverso un auricolare con altri suoi colleghi posizionati all’interno di una stanza con dei monitor con i quali seguono la gara. Sarebbe stato opportuno sostituirli con dei tecnici che seguono il regolamento alla lettera, senza rischiare di indurre l’arbitro all’errore. Come in tutti gli ambiti, ci sono quelli bravi e quelli meno, nel caso di quanto accaduto al Franchi, sicuramente Abisso ha mostrato grosse lacune. Si è meritato lo stop di tre turni e il veto di dirigere per questa stagione le gare dell’Inter.

Al presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, gli si dovrebbe chiedere come mai non si è provveduto allo stesso trattamento nei confronti di altri arbitri che hanno commesso errori altrettanto pesanti? Forse perché non c’è stata la stessa risonanza mediatica avuta con Abisso? Quindi anche questa volta si è preferito prendere una decisione di facciata, solo per zittire l’opinione pubblica e non per riflettere sul reclutamento di certi arbitri che arrivano a dirigere in massima serie con fin troppa facilità. Soggetti che spesso vivono una sudditanza psicologica che rischia di rovinare le partite o come alcuni che vivono di un’eccessiva mania di protagonismo.

Le ripercussioni provocate da queste situazioni sono catastrofiche. Soprattutto perché fomentano l’odio da parte di alcuni pseudo tifosi che utilizzano i social per manifestare il peggio di loro stessi, come augurare la stessa tragica fine di Astori al tecnico della Fiorentina, Stefano Pioli. Purtroppo il nostro paese non vive grossi disagi soltanto in ambito calcistico, ma soprattutto a livello di valori, oltre ad una mancanza civica e culturale che ci sta rendendo un popolo involuto e sempre più maleducato.

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