La Ternana fissa l’obiettivo: serie B

Dopo quasi quattro mesi trascorsi a parlare di obiettivo salvezza al quale, in tutta sincerità, in pochissimi avevano creduto, stante l’organico allestito, la Ternana ha scoperto le proprie carte parlando apertamente di vittoria. Delle partite e soprattutto (ma è la conseguenza più evidente) del campionato per fare ritorno tra i cadetti.
Lo ha fatto attraverso una nota del vice presidente Paolo Tagliavento. Nota equilibrata, senza toni da ultimatum, ma non per questo meno fermi e perentori. La Ternana vuole vincere il campionato perché è convinta di avere allestito un organico all’altezza.

Bene, niente da dire. Era tempo che succedesse e proprio noi, da queste pagine, avevamo sollecitato la chiarezza sulla questione chiedendo un intervento al “presidente-patron” Stefano Bandecchi. Il numero uno che quest’anno ha sposato la causa del silenzio, tranne qualche intervento telefonico a trasmissioni televisive, ha demandato l’incombenza al suo vice, Tagliavento. Che a dirla tutta ha assolto al meglio al compito “istituzionale”.

Piuttosto è la tempistica che lascia intendere quanto la società ci tenga a che tutto fili liscio dopo due stagioni che definire travagliate si rischia di essere tacciati di buonismo.
Una sconfitta interna (per quanto assolutamente immeritata) e un pareggio esterno (comunque su un campo difficilissimo contro una squadra, la Vibonese, che aveva vinto le ultime quattro interne) hanno fatto pensare al board rossoverde che qualcosa non stesse più funzionando come nelle prime giornate. Da qui l’intervento che è sembrato essere un richiamo alle proprie responsabilità rivolto in principal modo alla squadra della quale, evidentemente, non è apprezzata l’alternanza di rendimento all’interno della stessa partita o, chissà, le difficoltà a sfruttare adeguatamente le occasioni da rete create.

Insomma, Tagliavento (e con lui Bandecchi ovviamente) chiede che da domenica la squadra torni a sfruttare al meglio le opportunità che il calendario le propone facendo il pieno nelle due gare casalinghe consecutive contro Picerno e Paganese. Sarebbero sei punti che quantomeno consentirebbero ai rossoverdi di mantenere il passo formidabile della Reggina.

E qui sta un altro punto fondamentale che non può uscire da qualsiasi ragionamento fondato.
Numeri alla mano la Ternana sta mantenendo un passo da primato con circa 2 punti di media conquistati a partita. Insomma, starebbe facendo il suo. Ma non è bastato fin qui per garantirsi il primato perché la Reggina sta viaggiando ancora più velocemente. E’ un po’ quanto è successo nelle stagioni passate in serie A dove il Napoli ha fatto benissimo ma la Juventus conquistando un centinaio di punti l’ha costretto al secondo posto. Bravissimi i partenopei ma la Juve è stata formidabile.

Giù il cappello come nel caso della Ternana nei confronti della Reggina. Almeno fin qui.
Ma il campionato è lungo e la costanza di rendimento è determinante. E siccome fin qui si sono giocate soltanto dodici partite il futuro è aperto ad ogni soluzione, magari coinvolgendo anche altre attese protagoniste. Con miglioramenti o cali di rendimento difficilmente ipotizzabili.

Importante, sostiene Tagliavento, che la squadra dia il massimo come sta facendo la società.
Ultima considerazione. Basterà il massimo di questa Ternana per centrare il traguardo? Oltre alla voglia di lottare, alla professionalità e alla compattezza dell’ambiente entra in ballo il valore dell’organico. Siamo certi che quello della Ternana sia attualmente all’altezza dell’obiettivo che ha posto la società? A nostro avviso per giocarsela ai play off certamente. Per tagliare davanti a tutti il traguardo nella regular-season qualche dubbio sorge. Il problema è il saper sfruttare le occasioni da gol create. Basta dare un’occhiata alla classifica dei marcatori. Corazza (Reggina) guida con 9 centri. Denis appena arrivato a dar manforte a Mimmo Toscano è andato a segno quattro volte in due partite. E la Ternana? Partipilo, il più prolifico, è fermo a quota tre gol.
Non servono commenti di fronte a certi numeri.

Ecco perché se qualcuno degli attaccanti di Gallo non comincerà a segnare a raffica è immaginabile che la società debba trovare la soluzione sul mercato. Per ora l’organizzazione di gioco proposta da Gallo ha dato certezze e sfruttato al meglio le potenzialità del gruppo. Può ancora migliorare, certo, ed è auspicabile succeda. Ma basterà? Anche questo Bandecchi e Tagliavento dovranno valutare, magari in un confronto schietto e senza remore con il diesse Leone e il tecnico Gallo. Perché la promozione sta a cuore davvero a tutti.

Nella foto: Patron Bandecchi con Paolo Tagliavento

 

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