LA TERNANA CRESCE E PASSA IL TURNO, CONTRO CATANIA MATCH VERITA’

    TERNI – Avanti senza brillare. Avanti senza squilli di tromba. Ma avanti nei play off dopo la delusione della finale di Coppa Italia e questo, stavolta era quello che contava davvero.
    Lo 0-0 che non ha regalato troppe emozioni contro l’Avellino era diventata per la Ternana la prova più ardua proprio per via della sconfitta patita contro la Juventus 23 e il rammarico di aver perso una grande opportunità.

    La Ternana sarebbe potuta crollare sotto il peso di una responsabilità che più di una volta ha schiacciato i rossoverdi nella stagione. Invece trascinata da due “grandi vecchi” come Mammarella (encomiabile) e Defendi la Ternana ha trovato la spinta per mettere in soggezione l’Avellino sfiorando in almeno in tre circostanze il gol. Poi è stata una resiliente come poche altre volte poggiando sulla determinazione e la forza fisica di un rigenerato Diakité ben guidato in difesa da un Bergamelli mai sufficientemente rimpianto nella finale di Coppa.

    Non è stata una Ternana entusiasmante, tutt’altro. Ma ha saputo reagire passando il turno dei play off e questa è l’unica cosa che conta. Anche se i novanta minuti nel silenzio del Liberati squarciato soprattutto dalle urla di Eziolino Capuano impegnato a dare morale ai sui, a tenerli in partita fino alla fine, non hanno generato entusiasmo.
    Però hanno detto che la Ternana c’è, che è una squadra in crescita, che forse ha capito qual è, al momento il modo di affrontare la poule promozione. Ovvero limitare al massimo il dispendio di energie che verranno utili più in là, sfruttare la possibilità di passare il turno anche con un pareggio fin quando sarà possibile. Nel frattempo lavorare per migliorare la condizione e trovare una formazione base capace di proporre con continuità una manovra che deve aggiungere pericolosità a qualche buona trama proposta l’altra sera al Liberati. Perché anche contro l’Avellino il problema più grande emerso è stata proprio la pericolosità sotto rete.

    Gallo ha cambiato i due difensori centrali, entrambi indicati tra i colpevoli degli errori che hanno regalato il match alla Juventus. Ha inserito Defendi finto trequartista ma, piuttosto riconsegnandolo a quel ruolo di attaccante esterno che lo aveva reso famoso in gran parte della lunga carriera. Non è un caso che proprio il capitano e il “sempre verde” Mammarella sono risultati i migliori in campo.
    4-3-3 dunque piuttosto che 4-3-1-2 visto che un trequartista classico la Ternana in rosa non ce l’ha considerando che Partipilo il meglio continua a darlo giocando da attaccante esterno.

    Non c’era Palumbo, il più talentuoso del gruppo, ma Gallo ha ritrovato un buon Salzano e un volenteroso Paghera anche se ancora troppo facile al cartellino giallo. C’è da credere quindi che il ritorno del centrocampista di Scampia potrebbe migliorare la qualità di manovra nella prossima sfida interna con il Catania. Una crescita che dovrà regalare qualche inserimento centrale in più, qualche filtrante perché giocare con il 4-3-3 avendo una attaccante di grande movimento e generosità come Ferrante vuol dire anche avere un’area di rigore avversaria ancora troppo poco frequentata.

    Insomma, è una Ternana che può e deve crescere al pari delle difficoltà crescenti che proporranno i play off a cominciare dalla prossima sfida con il Catania, domenica, sempre al Liberati. Sarà ancora possibile contare su due risultati utili su tre. Ma sarà necessario trovare il gol perché, tra tutte le partite del primo turno, soltanto quella di Catania con il Francavilla, ha prodotto qualche gol (3-2 finale): tutte le altre si sono chiuse sullo 0-0 a testimonianza che la condizione fisica dopo il lockdown è tutta da ricercare.

    La Ternana ha dimostrato di averne per un tempo. Poi deve ridurre il ritmo, inserire le marce basse e gestire il match. Però la Ternana ha una partita in più nelle gambe e questo è un fattore visto che quanto sta succedendo negli due campionati maggiori. In pratica più si gioca più si cresce.
    Per questo, lavorando bene, la Ternana potrebbe far diventare un vantaggio giocare tutte le partite dei playoff. E’ la speranza e insieme l’obiettivo di Gallo e dei suoi. Gallo che ormai deve scegliere una formazione base limitando i cambi iniziali anche perché le cinque sostituzioni gli consentiranno comunque di cambiare volto e rendimento alla squadra recuperando, dovesse andare avanti con il 4-3-3, anche un elemento come Furlan che potrebbe nobilitare una stagione tutt’altro che entusiasmante.

    Esistono fondate speranze quindi per crescere. E’ anche quello che si aspetta il presidente Bandecchi che al momento è dato d’umore tra il nero e il nerissimo, deluso dalla debacle di Coppa. Lui aspira da sempre ad una squadra aggressiva, padrona del campo, capace di far gol. Fin qui ha potuto gioire poche volte e quasi sempre a inizio stagione. Ma questo, se vogliamo, è un secondo inizio di stagione. La speranza quindi continua ad animare i cuori di tifosi e presidente. Una speranza che ha bisogno di prove tangibili, di risultati. Perché oggi come non mai vale il motto di Giampiero Boniperti il quale alla domanda se la vittoria fosse importante rispose deciso “è l’unica cosa che conta”.

    Anche senza brillare e soffrendo più del giusto, aggiungiamo noi, pur nella convinzione che nel calcio quasi sempre vince chi gioca meglio.

    Tutto rimandato quindi a domenica, a Ternana-Catania per salire ancora e alimentare le speranze di promozione della Ternana. In caso contrario, ovvero di una eliminazione anticipata, ci potrebbe scappare l’ennesima rivoluzione. Il Bandecchi silenzioso di questi ultimi giorni non promette niente di buono. Gallo e i suoi hanno ancora qualche partita per fargli tornare il sorriso e cancellare l’ipotesi ribaltone, peraltro difficile da contestare stante gli obiettivi d’inizio stagione.

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