La Ternana che non fa gol rischia di restare al palo

Tre sconfitte (due in casa) nelle prime dieci giornate per la Ternana, l’ultima delle quali, devastante, contro l’Avellino di Capuano che con un solo tiro in porta si è portato via i tre punti, beneficiando oltre che della propria attentissima e organizzata fase difensiva, della generosità degli attaccanti rossoverdi che hanno sbagliato l’impossibile nei sedici metri finali.

Troppe sconfitte per chi vuole avere ambizioni di primato. Tant’è che la Reggina capolista fin qui non ha mai perso. Ma la Ternana ha ambizioni di primato o soltanto di play off per giocarsi la promozione nella poule finale? Bandecchi, il presidente-patron, fin qui ha parlato sempre e soltanto di salvezza. Probabilmente perché le dichiarazioni roboanti delle due stagioni precedenti lo hanno scottato, e molto a fondo anche, roba da terzo grado almeno. Però se all’esterno ha solo parlato di salvezza, nell’interno dello spogliatoio e nei confronti con tecnico e diesse ha chiesto quasi sempre vittorie.
Insomma, l’una o l’altra.

A questo punto della stagione una valutazione più approfondita consente in linea di massima di calibrare meglio l’obiettivo possibile della Ternana attuale: i play off appunto. Perché è vero che la squadra è stata sempre in testa alla classifica o seconda, ora terza per la prima volta, ma è anche vero che la Ternana non ha la migliore difesa né il migliore attacco del torneo. Caratteristiche fondamentali per mettersi alle spalle l’intero gruppo.

La Ternana fin qui si è mantenuta nelle posizioni di vertice grazie alla propria organizzazione di gioco. L’organico, che non è certamente il migliore del lotto, è stato ben plasmato dal tecnico Fabio Gallo che è riuscito a trarne il meglio, o quasi. Ma la realtà dei fatti dice che il miglior cannoniere (si fa per dire) della squadra è Partipilo con tre gol al proprio attivo. Poco, troppo poco. E le difficoltà realizzative evidenziate in modo clamoroso nella gara con l’Avellino rischiano di costituire un freno enorme alle ambizioni della squadra.

Certo, sulla carta, il reparto avanzato sembra ben fornito. Ma quanti dei componenti sono andati in doppia cifra nelle ultime stagioni? E Quanto pesa su alcuni di loro l’incedere degli anni di carriere pesanti? Di sicuro tecnico, diesse e società staranno facendo le opportune valutazioni ma è evidente a tutti che c’è un problema strutturale in avanti. E forse anche in difesa dove a turno i protagonisti perdono la marcatura regalando gol facili agli avversari.

Per questo, senza metterla sul drammatico, ma guardando in faccia la realtà dei fatti, è giusto che il presidente e i suoi collaboratori più stretti facciano una riflessione attenta, senza nascondersi alcuna verità, anche la più scomoda. Una riflessione che fissi l’obiettivo reale e ne valuti il possibile raggiungimento anche attraverso un adeguamento dell’organico nel prossimo mercato invernale. Insomma, le ambizioni, più o meno dichiarate, vanno di pari passo con gli investimenti e con le conseguenti operazioni di mercato che, proprio a gennaio, non potranno essere sbagliate.

Peraltro di tempo per operare il diesse Leone ne ha in abbondanza. Siamo ancora ad ottobre ma le carenze strutturali della squadra sono sotto gli occhi di tutti. Porvi rimedio, se Bandecchi lo vorrà, non dovrebbe essere complicatissimo pur nel considerare il mercato invernale assai più complesso di quello estivo, soprattutto in uscita. E la Ternana che ha bisogno di qualche innesto di qualità ha pure la necessità di cedere perché la rosa è già abbastanza ampia.

Se poi l’obiettivo fissato sono i play off (con poche possibilità di successo finale) la Ternana può andar bene anche così com’è. E di fronte alla chiarezza nella comunicazione della società nessuno potrà avanzare la benché minima contestazione.

Bandecchi fino ad oggi ha parlato di salvezza anche se la Ternana prima in classifica ha aperto il campo al sogno più grande.

Nella foto di copertina Anthony Partipilo