LA RAPINA DEL “PAMPA” BELLOCQ, A TEMPO SCADUTO, FA FELICE TARANTO

    I sei minuti di extra time sanciti, dal direttore di gara, al termine di Taranto – Catania. La scena di un film che non potrò mai dimenticare. Un video al rallentatore che mi ripassa incessantemente davanti agli occhi.

    Corre il novantaquattresimo minuto. Max (Marsili), sulla bandierina del calcio d’angolo, alla sinistra delle panchine, deve battere l’ennesimo corner. Cerca, con minuziosa attenzione, la “mattonella” giusta. La sua mattonella. Vi adagia il pallone e allunga lo sguardo verso l’area di rigore gremita di compagni ed avversari. Sa di giocarsi l’ultimo jolly della giornata.

    Poi calcia.

    La traiettoria è perfetta, dolce, invitante. Il pallone che piove al centro dell’area piccola, chiede ai rossoblu di essere soltanto sospinto oltre la linea di porta. Null’altro. La curva, tutta la curva, si sgola “…, gonfia la rete, bum …, gonfia la rete, bum…”.

    El “Pampa” Bellocq è lì, in agguato. Ci crede ancora, il suo stacco aereo mette d’accordo tutti. Il suo tocco è morbido, il pallone vola docile e si adagia a terra, oltre la linea di porta. E’ gol!  Tanta roba. Il Taranto, sul filo di lana, agguanta, di rapina, la vittoria “impossible”.

    Lo Iacovone esplode in un entusiasmo incontenibile. Come ai vecchi tempi. In un lampo accade di tutto. In campo e sugli spalti. Egidio, nel parterre della curva, sopraffatto da un abbraccio collettivo, finisce in terra. Avvinghiato in un groviglio umano di incontenibile felicità.

    L’euforia generale scaccia tutti i fantasmi del passato. L’ostacolo Catania è stato finalmente abbattuto.

    Resta il tempo di portare la palla a centro campo. Un inutile calcio di punizione (contrario), sul limite della nostra area, ribattuto dalla barriera ed il triplice fischio dell’arbitro (anche oggi insufficiente) ci informa che il tempo è scaduto. Fa nulla se l’extra time è andato oltre gli otto minuti.

    “Oh mamma mamma ho visto un grande Taranto ….me batte el corazon…” intona ora la curva orgogliosa.

    Mentre a centro campo Laterza raduna, in circolo, la sua truppa. Il gruppo festeggia i 23 punti. A dispetto di assenze improvvise e di tanti infortuni.

    A quella salvezza tranquilla, tanto agognata, mancano ora 19 punti. Chi l’avrebbe mai detto. Sono state giocate soltanto quindici gare del girone d’andata. Come io ripeto sempre una partita alla volta, un avversario alla volta, una vittoria alla volta, ma soprattutto una conferma: nel calcio mai ipotecare il futuro.

    Siamo al settimo posto ora, una posizione medio alta, più verso la vetta che verso i play out e sopra di noi vediamo solo squadre blasonate che partivano con i favori del pronostico a inizio stagione. Tutte tranne la sorprendente Turris che agguanta il terzo posto battendo in trasferta proprio la Virtus Francavilla che ci fa compagnia a 23 punti.

    Ora il calendario ci riserva una difficilissima trasferta a Castellammare contro la Juve Stabia… La squadra che è riuscita a battere il Bari capolista e l’ha coperta di insulti e frasi irripetibili .

    Speriamo non  accada anche con noi. Perdere sportivamente e meritatamente fa parte dello sport, anzi, ne è la vera anima, ma le scorrettezze non sono da accettare in alcun modo. Faccio un appello agli Organi preposti affinché non si ripetano più certe scene da film horror!

    Io in ogni caso mi fido ciecamente di questa squadra che, malgrado decimata dagli infortuni o in una eventuale difficoltà tecnica sa “fare gruppo” e rispondere in maniera adeguata ai problemi che di volta in volta ci riserva il campo.

    E di volta in volta affronteremo l’avversario, di volta in volta affronteremo la partita, di volta in volta conquisteremo i tre punti gridando il nostro ormai famoso motto.

    Io nel nostro amato Taranto ci credo, anche quando perde, figuriamoci quando vince!

    E voi ?

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