La nuova governance della Federcalcio? Come consiglia quell’acqua minerale: ‘puliti dentro e belli fuori’

Ho voluto “rubare” l’idea, di proposito, alla pubblicità di quella nota acqua minerale. Per un auspicio di pulizia all’interno ed all’esterno della Federcalcio. Per risollevarsi dal massacro prodotto dalla gestione commissariale del duo Malagò-Fabbricini.
Il Collegio di Garanzia ha dato il suo parere sulla candidabilità di Gabriele Gravina. Alla luce della legge che limita a tre i mandati all’interno della Federazione. Immediatamente dopo, coloro che vengono chiamati “ribelli”, quelli che da maggio chiedevano la convocazione dell’assemblea elettiva, hanno indicato il nuovo presidente federale. L’attuale presidente della Lega Pro Gabriele Gravina.
Non voglio essere negativo. Tirare fuori ipotetici scheletri dall’armadio o mettermi a giudicare la sua gestione della Lega Pro, nell’era post Macalli.

Oggi voglio essere positivo.
Desidero spronare il potenziale nuovo presidente federale, in pectore, a mettersi al lavoro, dopo la peggiore gestione federale, degli ultimi trent’anni, che ha seminato solo cause, macerie, incertezza.
Le ripercussioni negative di questa “governance”, a cura del Coni e di Malagò, rimarranno per anni. Campionati iniziati ad ottobre. Norme stravolte. Format cambiati in corso di stagione. Ricorsi infiniti, in tutti gli organi interni ed amministrativi.
È notizia di oggi che le società aventi diritto al ripescaggio si sono rivolte al Presidente della Repubblica (!). Il disastro è completo.
Tanto che un articolo sulla Giustizia Sportiva, che delega solo il TAR del Lazio a decidere in materia di iscrizioni ai campionati, è stato addirittura inserito nella manovra finanziaria.
Purtroppo le macerie generate dal duo Fabbricini-Malagò, con l’aggiunta del sempre presente Lotito, sono destinate a durare nel tempo!

È noto che il Catania si è rivolto alla Procura della Repubblica (non a quella federale). Pietro Lo Monaco, l’amministratore delegato dei siciliani, ne ha ben donde. Il Catania è una delle società aventi diritto al ripescaggio. Lo Monaco ha dovuto leggere, con stupore, i comunicati ufficiali con la richiesta di fondo perduto in favore della Federcalcio. Fidejussioni a prima richiesta. Poi, a distanza di pochi giorni, si è trovato di fronte a un altro Comunicato Ufficiale Figc che, accogliendo le istanze “lotitiane”, modificava il format della Serie B. Portandolo a 19 squadre.
Chi c’è c’è. E gli aventi diritto? Arrivederci.
Vale la pena ripercorrere le “tappe” del Fabbricini-Malagò disastro. In modo che anche i lettori si possano rendere conto di quello che è accaduto. In modo (anche) che non mi si possa accusare di essere in malafede o fazioso.
Il 18 Luglio la Federcalcio emette il comunicato ufficiale sui ripescaggi (il numero 18 del Commissario Straordinario) con termine al 27 Luglio. Quindi ben 9 giorni per regalare alla FIGC, a fondo perduto, 700 mila euro. Predisporre e depositare due fidejussioni bancarie a prima richiesta di 800 mila (euro) la prima e di 400 mila la seconda.
Quindi? In una settimana tu tira fuori 2 milioni di euro ed io (Fabbricini) ti ripesco in Serie B. Certo, perché dal format a 22 squadre manca il Cesena (fallito) e mancano anche Bari ed Avellino non iscritte.


Poi si prevede che si facciano le graduatorie per chi aspira al ripescaggio. E’ qui entra in azione il magno Lotito. Come sempre diabolico. L’idea è quella di mantenere il format a 19.
Ma per quale motivo? Semplice. Il “magno” Claudio, che per la citata legge dell’undici 11 gennaio scorso non può più ricoprire la carica di consigliere federale, pensa di farsi eleggere presidente della Lega di Serie B. Ci aveva già provato inutilmente, in passato, per entrare di diritto nella governance federale.
A quel tempo 10 voti, per tentare la scalata, ce li aveva, ma con il format a 22 squadre non erano sufficienti. Ma con 10, su 19, e il gioco è fatto.
Stranamente la Serie B non collabora per la redazione della graduatoria. Poi, se ne viene con una delibera che decide: siamo in 19 e non vogliamo le altre.
Non solo. Le stesse 19 si fanno liquidare gli importi relativi ai diritti televisivi con i quali si regge tutto il calcio italiano. Hanno ragionato: dividiamoci “la torta” e chi s’è visto s’è visto.
Giustamente a seguire, il 3 Agosto, il Commissario, con un comunicato pubblicato sul sito federale, spiega che il format, a 22, non si può cambiare ed invita la Lega a collaborare.


Ebbene, a distanza di 10 giorni, nel momento di pubblicare i calendari, il trio Malagò, Fabbricini e Lotito partorisce il cambio di format in corso di stagione. Ma come, non si può fare. Le Noif non lo permettono.
Detto fatto. Cambio le Noif (Fabbricini). Mi invento una norma straordinaria e arrivederci agli aventi diritto.
Con quale scusa? Per far partire i Campionati.
Il risultato? Ricorsi, impugnative, appello al Ministero dello Sport. La Federcalcio che impugna decisioni del Coni. Insomma, il caos.
L’Entella ad esempio, ha giocato una partita di Serie C, ma dovrebbe andare in Serie B!
Di tali sfaceli Fabbricini e la Federcalcio risponderanno in proprio.
Il Catania, come detto, ha presentato una bella querela contro Fabbricini per abuso d’ufficio.
Senza dimenticare la “class action” che sta per partire, contro la stessa Federazione, da parte di tutti i tifosi che si sono visti privare di campionati regolari.


E allora caro amico Gabriele, rimboccati le maniche. Perché di lavoro da fare ce n’è veramente tanto.
All’interno e al di fuori.
Va fatta una bella pulizia. Occorre ripristinare le regole.
Il format della Serie B va riportato a 22. Il Club Italia rilanciato. Magari venisse Marotta, già contattato.
Via il Direttore Generale. Il tanto incensato Michele Uva che si è messo contro tutto il personale, costruendo barriere architettoniche e portelli (a Via Allegri) facendo lavori su lavori del tutto inutili. Non servono i badge, la macchina federale, le persone vanno stimate. Stimolate.
Ha messo al Club Italia, il cuore della nazionale, tal Giorgio Bottaro. Provenienza basket e wolley Ravenna. Non in grado, senza avere conoscenza, di guidare una organizzazione così complessa. Poi con una esperienza manageriale dilettantistica.
I risultati? Disastrosi, facilmente prevedibili.
Il nostro Uva si è quindi circondato di “yesman”. Amici. Non ha inciso per nulla sulla gestione federale. Tenendosi peraltro ben alla larga dai disastri del commissario.
Quelli del Coni (che lo hanno spedito in Federcalcio perchè anche a Palazzo H, in pochi mesi, aveva litigato con tutti) è meglio tenerseli buoni. Ora che non ha più un posto di lavoro super-remunerato.
Senza parlare del sistema dei fornitori. Stranamente accentrato su decisioni unilaterali. Senza concorrenza, senza più i confronti concorrenziali.
Quindi coraggio, amico Gabriele, nelle decisioni.


Liberati di questo peso di Giancarlo Abete. Persona rispettabile. Rispettabilissima, ma democristiano di altri tempi. Più pronto a rimandare piuttosto che a decidere.
Circondati di persone capaci. Non di “yesman” o amici. Alla Uva maniera. Rimetti in sesto la povera Federcalcio.
Anche all’esterno occorre lavorare molto.
L’immagine federale e la sua autorevolezza vanno rilanciate. Meglio ancora, ricostruite.
La Figc è la più grande Federazione d’Italia. Non merita di essere trattata così. Occorre tenere alla debita distanza i Lotito ed il Coni. Ognuno i suoi ruoli, per carità, ma senza nessuna invasione di campo.
Coraggio allora, caro amico Gabriele, pulizia ed un grandissimo in bocca al lupo!