LA LINEA VERDE DELLA REGGINA, CHE SIA IL RITORNO AD UN PASSATO GLORIOSO

Nell’ultima sessione di calciomercato, la politica societaria della Reggina è cambiata notevolmente. La società del presidente Gallo, ha scelto di puntare meno sui grandi nomi e più su giocatori funzionali o, ancor più, di prospettiva. In questa sessione invernale, il diesse Taibi (nella foto di copetina) sta mettendo in pratica il volere della società, decisa a puntare esclusivamente sulla linea verde.

Solitamente questo tipo di operazioni vengono fatte nel mercato estivo, ma come si suol  dire meglio tardi che mai. Puntare sui giovani, soprattutto di questi tempi, è molto importante per la sopravvivenza di un club.

In un periodo complesso come quello generale che stiamo vivendo, in cui non si naviga nell’oro, la linea verde rappresenta la soluzione ideale. La classifica attuale della Reggina, consente tutto sommato, di poter fare queste scelte di mercato, che potrebbero rivelarsi azzeccate sin da subito. A prescindere dalla modalità d’acquisto con cui gli amaranto prenderanno questi giovani calciatori, si sta comunque dando un segnale importante.

Nel suo 108 ° anniversario, la Reggina guarda al futuro, con le idee chiare sul da farsi. La linea verde non riguarda soltanto la Prima squadra, ma anche il settore giovanile, perché bisogna fare in modo che il Sant’Agata torni ad essere quella fabbrica di talenti che ha fatto la fortuna della Reggina, come avvenne nell’era Lillo Foti. Le premesse ci sono tutte.

Strutture e mirati investimenti abbinati ad una produttiva rete scouting, possono condurre alla realizzazione di un progetto vincente. Come si sa, il grande nome non è sinonimo di garanzia, a Reggio Calabria lo hanno provato sulla proprie pelle. Meglio lavorare per tornare ad essere quella realtà che un tempo  veniva denominata “L’Arsenal del Sud “.

Nel corso della gestione Gallo, le risorse sono state concentrate principalmente sulla Prima squadra. Giusta decisione che ha portato in poco tempo alla risalita del club in cadetteria. Ora è giunto il momento di investire sul vivaio, un vero patrimonio da salvaguardare. Come non ricordare la Reggina di Bruno Iacoboni, vice campione d’Italia Primavera nella stagione 1991/1992, la crescita e la valorizzazione del campione del Mondo Simone Perrotta, seguito dai vari Belardi, Cirillo, Viola, Ceravolo, Missiroli, Barillà e chi più ne ha più ne metta.  Giusto per ricordare alcuni dei  tanti traguardi storici della Reggina dei giovani.

I tempi sono maturi, c’è tutto per far risplendere una gloriosa tradizione che darebbe lustro all’intero panorama del calcio meridionale e non solo. Sicuramente in casa Reggina non hanno certo bisogno dei nostri consigli, resta però il fatto che il momento lo impone ed è peraltro favorevole. La strada sembra finalmente tracciata, serve tempo e lavoro, ma anche quel sano ottimismo per rivedere la Reggina donare al calcio nazionale quei talenti di cui il nostro calcio ne ha un forte bisogno.

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