LA LEGGE (NON) E’ UGUALE PER TUTTI

    I Graffi non sono dei guastafeste e, come tutti, sono appassionati di calcio.

    Ahia Vittorio, quando cominci così il pericolo è in agguato.

    Si, purtroppo, la pandemia ci ha sottratto per mesi alle nostre abitudini quasi quotidiane fra week-end di campionato e turni di Champions League e la nostra passione è stata compensata con vecchie partite della Nazionale del 2006…..

    Ma, con la ripresa dei campionati, la vita di noi calciofili sembra essere ripresa. Senza nessun cambiamento. Stesse facce. Stessi sistemi per reggere la baracca.

    Ho sciorinato,recentemente, numeri impietosi. Presentati dal nostro Gabri nell’annuale Report del calcio, senza una critica, senza una volontà di cambiamento, di rinnovo di un mondo che sta per esplodere, non c’è scampo.

    Nella stagione 2018-2019 il calcio professionistico ha registrato il peggior risultato in termini di perdita degli incassi con  un “buco” di 395 milioni di euro (-83,9% rispetto a quella precedente). Nelle serie inferiori, che sopravvivono solo con i “lasciti” della serie A ancora peggio: In B  anche i ricavi sono crollati  (-11%), in Serie  c (minuscolo, si sa) ci sono stati 107 punti di penalizzazione per irregolarità amministrative.

    Cosa vogliamo aspettare a riformarla, con il tanto sventolato semiprofessionismo?

    Certo se aspettiamo Gabri e il vecchietto di Gubbio,  che cercano di raschiare il barile sino alla fine, non andiamo lontano. Così si spiega la cifra record di 4,6 miliardi di debiti toccata dalle società nell’insieme dei tre campionati. 4,3 miliardi nella sola Serie A (+11%).

    Allora mi domando: ma di fronte a cifre  come queste, come si sopravvive? Come può una società, di capitali o addirittura quotata in borsa, non dichiarare fallimento?

    Ma Vittorio, è semplice, con la superfuffa. Con le plusvalenze finte, si sa.

    E non parliamo di piccole realtà nascoste.

    La Juventus ha venduto all’Udinese il fuoriclasse Rolando Mandragora che tutti i club stranieri ci invidiano per 20 milioni di Euro.

    Tutta fuffa, ovviamente, l’ho già detto, ma a parte il Fatto Quotidiano tutti preferiscono alzare il tappeto e nascondere la sporcizia.

    Nella stagione sportiva 2018/2019 le plusvalenze delle società professionistiche hanno sfondato il muro dei 700 milioni di Euro.

    Ecco come si fa a ripianare i bilanci e le perdite. E allora approfondiamo i conti della nostra società più blasonata (in Italia, perché sarà un caso ma all’estero fa molta più fatica).

    Prendiamo allora i dati ufficiali più recenti. Visto che il Report del calcio presentato da Gabri si riferisce alla stagione scorsa.

    Bene: campagna trasferimenti di Gennaio della vecchia Signora. Stagione sportiva 2019/2020, quella appena conclusa con il nono titolo consecutivo.

    Vediamo, vediamo, Mario Mandzukic, la forte punta croata che Sarri non faceva giocare  se ne è andato alla società Al –Duhail. Operazione suicida. Sia sul piano tecnico, vero Sarri?, che finanziario. Se ne è andato da svincolato. Quindi zero valore di mercato e zero guadagno. Ma che strano, lasci partire un cannoniere come quello a Gennaio per il Qatar (nazione indigente si sa) senza ricavare nulla? Allora tanto valeva tenerselo per il fine campionato e per la Champions soprattutto. Visto come è finita.

    Qui gatta ci cova dice Vittorio. Evidentemente l’operazione non poteva generare plusvalenze interessanti.

    Ed ecco che, in contemporanea, è stato ceduto il fuoriclasse della Corea del Nord Han Kwang Song. Portato in Italia dal senatore Razzi. Notoriamente legato a quel paese, per allenarsi nelle giovanili del Perugia. Poi al Cagliari con il bottino di zero gol.  E poi finito alla Juventus under 23, quella della Lega Pro. Unica seconda squadra (un altro dei successoni di Gabri e del vecchietto di Gubbio). Anche qui con il solito bottino di reti : zero.

    Destinazione del fuoriclasse coreano? Ma si l’Al-Duhail per soli 7 milioni di Euro. Un vero affare per il Quatar.

    Così sarei capace pure io a reggere il bilancio della Juve. Con queste plusvalenze magicamente si risana tutto…Ma non è che lì dentro c’è Mandzukic….

    Il metodo è collaudato. Sempre nella sessione di Gennaio la Juve ha ceduto al Pescara  il difensore Edoardo Masciangelo per il prezzo di 2,295 milioni. Si, oltre due milioni di euro. Sulla solidità economica del Pescara avrei qualche perplessità e il Presidente Sebastiani non è uno sprovveduto. Ma il ragazzo vale?

    Si, sicuramente. Transfermarkt, il noto sito che tutti consultiamo, lo valuta ben 350 mila euro. Per la cronaca il Pescara si è salvato dalla retrocessione in Serie C all’ultima partita dei play-out. Nonostante l’innesto milionario.

    E la Covisoc?  L’organismo di vigilanza creato da una Legge dello Stato sul professionismo, composta anche da professori universitari? Guardate che il valore di un giocatore si può stabilire scientificamente. Attraverso parametri di valutazione aziendale.

    Dai Vittorio, non è questo il momento di applicare la legge. Le norme. Ma tu chi vuoi intossicare?

    Io sono Gabri. Devo giocare con il Salaria Sport Village. Devo brigare, per farmi rieleggere, utilizzando quel galantuomo di Ghirelli. (la prossima puntata dei Graffi sarà tutta per lui con la pubblicazione della sentenza che ha revocato la proprietà della sede di Via Jacopo da Diacceto).

    Mettere fine allo scempio delle plusvalenze? Riformare i campionati, cambiare i pesi elettorali? Vittorio, adesso non è tempo, tiriamo a campare.

    Qui ci riempiamo la bocca con l’etica. Con i nuovi sistemi di controllo sulle quote e gli acquirenti spregiudicati. Hanno finito di speculare sul calcio, strillavano Gravina e Ghirelli all’indomani del Consiglio Federale del 6 novembre scorso. Quello  che ha introdotto i controlli sui nuovi acquirenti delle società professionistiche.

    Tutta fuffa, come al solito. Si richiede che non ci siano condanne passate in giudicato. Che i soldi arrivino dalle aziende di riferimento. Che ci sia solidità finanziaria.

    Chiedete a Petroni (quello di Terravision al quale sono stati sequestrati i conti e che ha riportato una condanna a nove anni per bancarotta fraudolenta) come ha fatto a entrare nel mondo del calcio.

    A Pisa ancora lo stanno cercando. Dopo la bancarotta non voleva cedere. Solo dopo un infinito tira e molla, si è riusciti a realizzare il passaggio societario in favore di Corrado. Nel contempo retrocessione in Serie c e 4 punti di penalizzazione per inadempienze Covisoc ai pagamenti.

    E allora il nostro si compra la Juve Stabia. Nessuno lo sa. Solo che Petroni pubblica un twitter di complimenti per la promozione e si scopre una società controllata che aveva acquisito la maggioranza. Nel contempo il Signor Petroni acquisisce il Trapani. Finisce deferito per violazione dell’articolo 16 bis delle Noif che vieta le doppie partecipazioni. (“naturalmente” il Trapani è retrocesso con tanto di punti di penalizzazione per mancati pagamenti, ovvio)

    Ma come, allora Lotito che controlla la Salernitana e la Lazio?

    Ma no, quello era prima. Abbiamo fatto una norma ad personam. Se la Salernitana viene in Serie A sarà obbligato a cedere (si al suo prestanome) è tutto regolare figuriamoci. Si avete fatto la norma, ma lo statuto federale all’articolo 7 n.7 proibisce le partecipazioni multiple,,,,

    Ma tu Vittorio, chi vuoi sfottere, prima Agnelli e poi Lotito? Allora non hai capito niente!

    Al massimo ce la pigliamo con Petroni, con il Chievo che ha fatto plusvalenze con il fallito Cesena. con il Bitonto che si è venduto la partita al Picerno.

    La legge è uguale per tutti…ehm  quasi.

    Vittorio, che vuoi dire? Non farti pregare.

    E allora io che sono abituati a parlare con i fatti. Con i documenti dico che c’è una new entry nel campo delle società che andrebbero seriamente attenzionate per disordini contabili. Passaggi infragruppo. Debiti non restituiti.

    Si tratta di una società di Serie A. L’Hellas Verona e il suo presidente Setti.

    La sentenza alla quale mi riferisco è fresca fresca. Si inserisce nella guerra fra il patron dello Spezia, Gabriele Volpi (appena  promosso in Serie A) e il  proprietario dell’Hellas Verona, Maurizio Setti.

    La Procura Federale un paio di anni fa era stata già informata di finanziamenti fra le due società: Si era arrivati a sostenere che il Verona in realtà fosse di proprietà di Volpi. Sotto le mentite spoglie di Setti.

    Il procedimento venne giustamente archiviato perché in realtà si trattava solo di un prestito (anomalo) di 5 milioni di euro.

    Oggi che i due non sono più amici, atteso che Setti non ha restituito niente, si è scatenata una guerra giudiziaria fatta di sequestri. Sentenze. Tutti provvedimenti favorevoli a Volpi, fino ad arrivare alla sentenza dichiarativa di fallimento emessa dal Tribunale di Bologna. La n.63/2020 del 14 luglio 2020 che ha dichiarato appunto  il fallimento della HV7 spa. Già proprietaria delle quote dell’Hellas Verona.

    Allego la sentenza in modo che tutti possano farsi una idea della “portata” della decisione. (Clicca qui) file:///C:/Users/Vittorio/Desktop/Estratto%20di%20Sentenza%205.pdf

    Si legge fra l’altro:

    “Peraltro non vi è alcuna ragionevole evidenza che la società debitrice disponga di attivi idonei ad onorare il proprio gravosissimo indebitamento ed anzi, per quanto consta la predetta società (…) in base all’ultimo bilancio depositato (…), non dispone in tempi contenuti e certi di somme di qualche rilievo.
    L’attivo è costituito infatti e unicamente da un credito nei confronti di Star Ball (società a cui H23 ha ceduto la partecipazione dell’Hellas Verona), che nell’ultima situazione patrimoniale è indicato 31.386.120,79, mentre nel bilancio del 2019 in euro 38.510.513.”

    Qui, cari amici, ce ne è di tutti i colori. Cessioni di partecipazioni infragruppo. Con pagamenti in dieci anni (?) che sembrano alquanto sospette e tese a sottrarsi al pagamento. Per quel poco che so di contenziosi ho idea che il curatore fallimentare avvierà una bella azione revocatoria per riprendersi le quote del Verona.

    Finanziamenti fra società sportive. Debiti non dichiarati. Operazioni di cessione “interne”.

    Scusate caro Gabri e Commissione di Vigilanza sulle società sportive, ma non è il caso di approfondire? E va fatto immediatamente, prima dell’inizio dei campionati. Se fossi Sticchi Damiani o Cellino chiederei lumi.

    I Graffi andranno avanti. Statene certi.

    Per carità l’illecito del Bitonto è gravissimo. Ma anche l’illecito amministrativo, per il Codice di Giustizia, “vale” come quello sportivo. Con le stesse sanzioni. Sino all’esclusione dal campionato.

    La legge è uguale per tutti.

    Nella foto di copertina Maurizio Setti con Gabriele Volpi

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