LA LEGA PRO TRA RINVII, RICORSI E SENTENZE. SI PARTE O NO?

     

    Finalmente si comincia. Anzi no!

    Ieri pomeriggio, quando le squadre , almeno alcune, erano in viaggio per raggiungere le località della prima giornata di campionato, il Tar accoglie il ricorso della Pro Vercelli e della Ternana , che ha portato e porterà al rinvio delle gare delle cinque squadre interessate alla questione ripescaggi ovvero: Novara, Pro Vercelli, Robur Siena, Catania e Ternana. Il Tar si riunirà il 9 ottobre, da qui a quella data sono in programma ben quattro turni, dalle prime indiscrezioni le formazioni in lizza per un posto nella serie cadetta non dovrebbero disputare nessuna gara.

    Un campionato di Serie B che al momento conta 19 squadre, ma che potrebbe tornare a 22, o addirittura a 24?

    Ennesimo colpa di scena di un’estate calda, un’estate nera per il calcio italiano, a partire dai Mondiali in Russia in cui dopo tanto tempo era assente la nostra nazionale. Alcune società come il Bari, l’Avellino e la Reggiana che ripartiranno dalla Serie D; un Cesena colmo di debiti che proverà a risalire la china ripartendo anch’esso dall’inferno del calcio dilettantistico. Da qui in poi lo scenario del calcio italiano prende le sembianze di una telenovela argentina, degna del miglior regista.

    Facciamo un esempio? Il Catania e il Novara prima ripescate in B, poi spedite in C, poi lasciate a bagnomaria e poi rispedite in Serie C, ma nel frattempo rinviate a giudizio il 28 settembre sulla legittimità delle azioni compiute dal collegio di garanzia, una data, quest’ultima che coincide con l’ultimatum dato a 12 società di Lega Pro di presentare delle nuove fideiussioni: riusciranno Lucchese e Cuneo, a salvarsi nuovamente dopo aver presentato le carte l’ultimo giorno disponibile? La Virtus Entella che retrocessa, chiede l’ammissione al campionato, portando in aula il caso del Cesena che ha disputato un campionato di Serie B, quello passato, senza avere a norma le carte finanziare minime richieste dal regolamento.

    Parlavamo di Entella e Novara, due delle venti squadre che al momento fanno parte del girone A insieme a: Albissola, Alessandria, Arezzo, Arzachena, Carrarese, Cuneo, Gozzano, Juventus U23, Lucchese, Olbia, Piacenza, Pisa, Pistoiese, Pontedera, Pro Patria, Pro Piacenza, Pro Vercelli, Robur Siena. Che tipo di campionato sarà potrà dirlo solo il campo giornata per giornata, ma a prima vista sono molte le squadre che hanno costruito una formazione ottima per lottare per la promozione.

    Doveva essere il primo campionato con l’inserimento delle squadre B, ma nell’elenco delle 59 partecipanti alla Lega Pro, compare solo la Juventus U23. E’, però, la serie C dei grandi bomber, vedi il Novara che con l’acquisto di Daniele Cacia e Luca Cattaneo, in caso di permanenza in Lega Pro punta a conquistare la categoria sul campo; il Pisa, che in attacco sceglie l’idolo degli appassionati di calcio, Davide Moscardelli, apprezzato da mezza Italia più per il look da taglialegna che per la sua tecnica, ma dietro la barba si nasconde un giocatore vero, utile alla causa Pisa, come se ne vedono pochi in Lega Pro; la Carrarese, complice di far sognare i vecchi nostalgici riunendo la coppia che fece brillare l’Empoli in Serie A, Ciccio Tavano e Massimo Maccarone. Quest’ultimi non sono gli unici ad aver calcato i campi di A, in panchina a Carrara siederà Silvio Baldini, di certo non l’ultimo arrivato; la Virtus Entella, che con un tecnico come Boscaglia e un mix di giocatori esperti vedi Luppi, Caturano, Nizzetto ed Eramo e qualche giovane di belle speranze farà sicuramente parlare di se.

    La Robur Siena, anch’essa coinvolta nel caos ripescaggi, finalista del playoff perso con il Cosenza, ha grande voglia di vincere e conferma in buona parte il blocco dello scorso anno, aggiungendo qualche prestito da più squadre di A.

    E’ una serie C monca, che partirà in ritardo, un ritardo che di certo non fa bene al movimento ma soprattutto provoca notevoli svantaggi alle squadre meno attrezzate di questo campionato, costrette a giocare ogni tre o quattro giorni a causa del continuo rimandare e allora viene spontaneo chiedersi, le compagini saranno in grado di far fronte a questo tour de force? Era proprio necessario perdere così tanto tempo con ricorsi, rinvii e ridursi a prendere una decisione all’ultimo minuto quando i campionati sono finiti ormai da tre mesi?

    Sembra la cronaca di (in)giustizia sportiva di dieci anni e invece è il racconto di pochi mesi. Tutto questo ha portato un ritardo sull’inizio del campionato di Lega Pro, siamo a metà settembre e ancora si parla di rinvii, ricorsi e sentenze e allora ci chiediamo, come fa un movimento, già indietro rispetto agli altri, a raggiungere quest’ultimi, se accumula solo ritardi?

     

     

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