La dura vita dei giovani talenti italiani

Tra i vari problemi che attanagliano il calcio italiano, c’è soprattutto quello di non voler puntare davvero sulle giovani promesse, soprattutto quelle di casa nostra. La storia insegna che tra le big del nostro calcio, solo Milan e Roma hanno valorizzato in pieno i prodotti dei propri rispettivi settori giovanili, basti pensare ai rossoneri che per molti anni hanno vinto tutto grazie ai vari Maldini, Baresi, Costacurta ecc. o ai giallorossi con Totti, De Rossi, Florenzi, tanto per citare dei nomi illustri.

Ci sarebbe anche da dire che oggi c’è da fare i conti con un problema generazionale , che vede i giovani poco predisposti al sacrificio e alla gavetta, chiaramente non bisogna generalizzare, perché i talenti italiani ci sono comunque in tutte le società nonostante non siano molti quelli che poi riescono a fare una grande carriera. Dovremmo stare qui a parlare per ore sul fatto che bisognerebbe puntare maggiormente sui settori giovanili, invece preferiamo focalizzarci su un singolo caso, in particolar modo sull’Inter e la sua politica societaria, su cui andrebbero fatte diverse considerazioni.

Nel corso di questa sessione estiva del calciomercato, la società nerazzurra ha fatto notizia per aver ceduto quasi l’intero patrimonio tecnico rappresentato dai suoi talenti della Primavera, facendo allo stesso tempo importanti plusvalenze piuttosto gonfiate se consideriamo che questi ragazzi, non hanno neanche una presenza in Serie A. Detto questo, stiamo comunque parlando della formazione giovanile che ha vinto di più negli ultimi anni, ciò non è bastato a convincere la dirigenza interista a dare fiducia a questi ragazzi o per lo meno a qualcuno di loro.

L’avvio della stagione dell’Inter è sotto gli occhi di tutti, i ragazzi di Spalletti accreditati come i principali antagonisti della Juventus stanno fin qui deludendo le aspettative della vigilia, vista soprattutto l’importante campagna acquisti fatta da parte dalla società. Una campagna acquisti basata su giocatori affermati e d’esperienza, a discapito di tanti talenti che forse avrebbero potuto dare qualcosa in più rispetto a qualche titolare attuale presente nella formazione nerazzurra. Come abbiamo detto in precedenza, l’Inter fin qui sta deludendo clamorosamente e a confermare questo è stata l’ultima sconfitta rimediata sabato scorso a San Siro contro il Parma, che sancisce definitivamente la crisi di gioco e risultati della formazione meneghina.

Aldilà degli aspetti tecnico-tattici su cui non vogliamo entrare in merito, l’Inter nel match contro i Ducali è stata punita da un figlio del proprio settore giovanile, da quel Federico Dimarco che per fortuna essendo stato ceduto soltanto in prestito gratuito, dovrebbe tornare in nerazzurro dalla prossima stagione, ma che ha dato un segnale importante a tutto il movimento calcistico italiano, sfornando una prestazione superlativa e premiata da un gran goal. E’ chiaro a tutti che nel grande club non c’è pazienza nei confronti dei giovani, perché le ambizioni non lo consentono, c’è però da chiedere al diesse Piero Ausilio se è sensato investire risorse e speranze su dei giocatori trentenni che non possono dare alcune garanzie di vittorie, la risposta ce la darà senz’altro il tempo, quel tempo che non viene concesso ai nostri talenti, costringendo sempre più il calcio italiano a non evolversi rispetto ad altri paesi europei, purtroppo dimostrato dai pessimi risultati ottenuti negli ultimi anni sia con la Nazionale che con i club nelle varie coppe europee.

Fin quando il nostro calcio sarà prigioniero di certi procuratori e presidenti che pensano solo ai propri interessi, diventerà sempre più dura per i nostri ragazzi avere spazio, con l’Italia destinata a restare purtroppo sempre più indietro, rammentando i bei ricordi del passato che nella realtà attuale si scontrano con un presente desolante mascherato dall’arrivo di Cristiano Ronaldo. Per quanto ancora dovremo tenere la testa sotto la sabbia ?

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