LA CORRIDA DI FIGC E LEGA PRO – DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

È stata, cari lettori, una delle settimane più buie del calcio italiano. E dire che, nel tempo, ne abbiamo viste, abbondantemente, di tutti i colori.
Dopo l’editoriale di sabato scorso, che ha avuto il record di contatti (dei quali il “graffio” vi ringrazia), i nostri dirigenti calcistici, veri “dilettanti” allo sbaraglio, hanno permesso lo scempio della partita (faccio per dire) Cuneo – Pro Piacenza (20-0). Così scatenando i media di tutta Europa.
È stato uno spettacolo indegno. Sette “poveri” ragazzini, più un massaggiatore, sono stati catapultati in campo, senza scrupoli, per disputare una gara professionistica.
Tutti si sono innalzati a censori. A giudici. Anche contro le famiglie di quei imberbi calciatori mandati allo sbaraglio. Qualcuno si è scatenato anche contro i giocatori del Cuneo. Rei di aver infierito e di non essersi fermati partecipando così a quella insulsa sceneggiata.
Io, invece, desidero proporre, a monte, qualche riflessione.
Perché non è stato impedito un simile spettacolo? Perché esporre la Serie C, tutto il calcio italiano, ad una tale figuraccia e allo zimbello di tutta Europa? Dove erano i nostri dirigenti?
Gravina non sappiamo.
Forse a casa. A pensare ai nuovi appartamenti da ristrutturare a Via Campania per la Procura Federale.
Soldi per i dipendenti niente però. Perché l’incontro con i sindacati è stato un bel fiasco.
Noi dei “graffi” siamo attenti e ci teniamo informati. Non mi invento nulla.
E Ghirelli?

Sicuramente, direte, sarà stato a Cuneo. A monitorare una situazione potenzialmente esplosiva. No, cari amici, il nostro presidente “itinerante” se ne stava a Monopoli. A vedere quella partita. E fra un Vicolo Corto e un Parco della Vittoria ha avuto il tempo anche di incensare l’incontro. Di proclamare che è quella la Serie C che vuole (sic!).
Peccato che il suo compito era di impedire che la partita del Pro Piacenza venisse giocata.
I nostri “dilettanti”, non sapendo assumere decisioni e gestire la situazione, sono rimasti inermi. Tale che si sono consumati quello spettacolo assurdo e quello scempio inverosimile.
Solo lunedì (pensate che Sky, RAI Sport, Mediaset, hanno aperto i loro servizi non con i risultati delle partite, ma con il triste ingresso in campo delle quadre, di cui una da sette, tipo scapoli e ammogliati del giovedì sera al circolo) sono state prese decisioni.
Che vergogna!
Resisi conto di averla fatta grossa, hanno affidato la soluzione al povero Pasquale Marino. Il notaio Giudice Sportivo della Lega Pro che, con una forzatura per la quale non ci sono precedenti nella Giustizia Sportiva, ha escluso la società dal Campionato. Recita il suo comunicato: per gravi violazioni regolamentari “che si aggiungono alle altre numerose irregolarità documentate”.
Un Giudice Sportivo che si è dovuto sostituire alle istituzioni inermi. Veramente uno spettacolo indegno.

Dico io, c’era bisogno di aspettare il 20-0 per accorgersi che la Pro Piacenza fosse una società fantasma? Senza giocatori, tutti svincolati per inadempienze croniche nel pagamento degli stipendi? Con procedimenti penali pendenti su denuncia dell’ex Direttore Generale Massimo Londrosi. Senza medico sociale e senza allenatore di prima squadra?
Domando: solo dopo il 20-0 si poteva escludere, a cura del Giudice Sportivo?
Ghirelli, ma che ci stai a fare al comando della nave?
Sabato, constatate le irregolarità croniche: il mancato pagamento degli stipendi, la mancanza di fidejussioni, le pendenze penali, la Lega Pro avrebbe potuto/dovuto escludere Pro Piacenza dal Campionato! E arrivederci.
“Ma la norma, la regola non ci sarebbe, come si fa a decidere … poi ce lo impugna…”
Bene, piuttosto che esporre il calcio italiano (tutto il calcio italiano) al ridicolo sarebbe stato più facile (di molto) difendere la propria decisione. Sempre che questo Pannella avesse avuto, a seguire, fantasia e denaro sufficiente per trovare un legale capace di impugnare la decisione …
Sarebbe finita lì. Con l’esclusione di una società oramai prossima al fallimento. Evitando altre nefandezze.
Era troppo difficile?
Dopo la “spintanea”, pardon “spontanea”, decisione del Giudice Sportivo era oramai troppo tardi. Le risate sulla Lega Pro e sul calcio italiano si sentono tutt’ora.
Ad aggravare la situazione o forse per togliere a questo Pannella ogni fantasia (la decisione del Giudice Sportivo poteva essere impugnata innanzi alla Corte Sportiva d’Appello) dopo qualche ora si svegliava (sempre tardi) anche il Presidente Federale. Provvedeva d’imperio, Gabriele Gravina, a revocare anche l’affiliazione. Finalmente escludendo Pro Piacenza dall’ambito sportivo.
Anche qui, scusate, ma non mi tornano i conti.
Nel consiglio federale del 30 Gennaio, Gravina si fa dare un’apposita delega per le posizioni Matera e Pro Piacenza per assumere i provvedimenti di cui all’articolo 16 delle NOIF.
A parte il fatto che la “Decadenza e revoca dell’affiliazione” sono deliberate dal Presidente Federale, ma dal 30 gennaio scorso perché attendere lo scempio del 20-0 e decidere solo dopo l’esclusione del Giudice Sportivo?
Perché non sono state concordate prima le decisioni fra Lega Pro e Federazione?
Mistero.
Mi sa che i nostri, fra immobili da acquistare e ristrutturare e giri turistici, sono ancora in tutt’altre faccende affaccendati.

Dieci Febbraio scorso. Uscita del Comitato Etico della Lega Pro. Con tanto di tavola rotonda del calcio. “I valori e il fair play”. Il tutto fatto con il solito contorno di foto sorridenti.
Dopo aver mostrato tanta inettitudine, sarebbe meglio chiuderlo il Comitato. Altro che tavola rotonda con i giornalisti del Corriere della Sera.
Anziché occuparsi tanto di etica (e da che pulpito non è proprio da approfondire) quando sarà che Ghirelli comprenderà che i Campionati di Serie C non sono regolari? Sempre a posteriori?
L’esclusione di Pro Piacenza e le partite annullate, anche per il girone di andata, altro non hanno fatto che aumentare la confusione.
Classifiche da riscrivere. Partite ogni tre giorni per recuperare il ritardato inizio dei Campionati (un mese). Società ultra penalizzate. Fidejussioni non sostituite. Campagna trasferimenti fatta senza coperture finanziarie.
La Lucchese non ha i soldi per le trasferte. Il Cuneo è un fantasma. Delle scuse a posteriori non si sa cosa farne.
Ho già sottolineato, in altra occasione, come sia stata cambiata la norma (articolo 53 delle NOIF). Abolita, in caso di esclusione, la distinzione fra girone di andata e di ritorno.
Bene. Per Pro Piacenza è stata applicata immediatamente. Quindi tutti hanno beneficiato dello 0-3.
E del Matera, anch’esso escluso?
Rimangono i risultati maturati. Alla faccia della regolarità.
Ecco perché in questo bailamme non è possibile accettare le retrocessioni.
Ghirelli dovrebbe cavalcare questa battaglia, nell’interesse delle proprie società e della regolarità dei Campionati. Anche a costo di schierarsi contro Gravina.
Triste dirlo/riconoscerlo. Ma avete visto la Lega di B, targata Balata-Lotito, come tutela le proprie società? Intanto hanno portato a casa il format a 20 squadre.
Gravina lo sbandiera come una sua vittoria. Peccato che ci crede soltanto lui che aveva invece sempre parlato di ritorno a 22.
E poi ieri l’assemblea della Lega di B ha già deciso il ritorno a 18 per la stagione 2020/2021. State certi che sarà così. Quelli decidono. Mica girano a vuoto.
Sapete che succede in caso di carenza di organico in Serie B per la prossima stagione? Si ripescherà dalla Lega Pro? Ma no, ovviamente. Si salverà l’ultima retrocessa della Serie B.
Così si tutela la propria Lega e le squadre di appartenenza.
E allora, ma sono oramai mesi che lo dico. Parta immediatamente la campagna delle non retrocessioni. Si aboliscano i play out.
Non bisogna permettere che una società virtuosa e che ha rispettato le regole sia mandata tra i dilettanti. Sarebbe un obbrobrio in questo non-campionato dei 20-0. Delle maxi penalizzazioni. Delle fidejussioni volanti e dei soldi che non arrivano. Dei mancati incassi per le date e gli orari. Degli stadi che crollano. Di quella maggiore incidenza degli infortuni frutto di impegni troppo ravvicinati. In questa baraonda chi potrà mai quantificare i danni subiti dai club?
Che dire delle società iscritte con fidejussione Finworld che hanno drogato la campagna trasferimenti (hanno tesserato calciatori pur non disponendo, oggettivamente, delle necessarie coperture economiche)? A che pro questo perdonismo? In cosa si manifesta la volontà istituzionale di tutelare i club corretti?
Sollecito a tal proposito Ghirelli a una risposta.
Perché inevitabilmente, alla resa dei conti, una società virtuosa, che ha sempre pagato tutti ed ha rispettato le regole, impugnerà la classifica. L’intero campionato “farlocco”. Si ricomincerà da capo, con un nuovo commissario (e forse, a ben pensarci, potrebbe essere preferibile).
Sentite a me, cari “dilettanti” allo sbaraglio, è giunta l’ora di occuparsi di cose concrete (auguriamoci non sia già troppo tardi).

Ma veramente però!