LA BANDA DEGLI ONESTI

    Dopo i “capolavori” strategici del nostro vecchietto di Gubbio, che ha caratterizzato con l’incapacità e l’inefficienza la peggiore presidenza della povera Lega Pro,mi sarei aspettato almeno un passo indietro. Immediato.

    Ma il nostro “cultore” dell’etica (altrui) ha dimostrato, ancora una volta, di non averne. Di essere senza dignità. Altro che comitato e codice etico.

    Oggi ve ne debbo raccontare un’altra, in attesa che il CONI (non certo la Federcalcio) spazzi via questi personaggi. Piccoli traffichini attaccati allo stipendio. Grandi sperperatori dei denari delle società.

    Ma i Graffi sono sempre attenti e anche nel periodo “caldo” seguono le vicende di Ghirelli (a fianco nella foto) e di “Gabri” (a proposito alcuni rumors da Firenze danno la ex Risk Manager ( in Figc) in rientro a Via Jacopo da Diacceto, sarebbe una porcheria talmente grande che mi auguro che qualcuno, delle società di Lega, lo impedisca). 

    Ecco, le società di Lega, sono loro la vera anima di questa povera serie c (minuscolo). Calpestata, Bistrattata. Spolpata.

    Dicevo dell’ultima “trovata” dal vecchietto di Gubbio (sotto la sapiente regia di Gabri). 

    Una bella assemblea straordinaria convocata per il 24 Luglio. All’ordine del giorno la modifica dello Statuto di Lega (?!). 

    Il campionato, quello che non si poteva giocare, la pandemia, oddio come facciamo, si è concluso il 22 con l’ultima promozione sul campo e la Reggio Audace, che ha vinto i play-off sul Bari. Alla faccia sempre del vecchietto che aveva pensato prima di promuovere il Carpi e poi di fare la riffa (la vecchiaia è una brutta malattia). 

    E allora che si fa di bello? Si cambia lo Statuto della Lega (ovvero, di quello che ne rimane). Con una serie di modifiche sulle quali mi soffermerò dopo. 

    La prima “porcheria” (scusate ma non riesco a trovare altra espressione) sono i tempi e le società chiamate a decidere di modificare il documento più importante di una Lega professionistica (si vabbè). Cioè lo Statuto.

    Infatti, il 24 Luglio. Ma quali società sono state chiamate a decidere? Ma ovvio, quelle “vecchie”. Cioè le retrocesse e le promosse in Serie B. 

    Delle 60 ancora esistenti (alcune  sulla carta, tipo Arezzo o Catania), 9 sono retrocesse e quindi scendiamo a 51, meno 4 neopromosse arriviamo a 47 (morto che parla). 

    Ma come è possibile da una parte convocare società che non fanno più parte della Lega e dall’altra escludere tutte le neopromosse. Del tipo il Grosseto, il Palermo, il Mantova e la Lucchese.

    Lo Statuto che regolamenta la loro vita all’interno della Lega viene deciso da … Arzignano, Pianese, Bisceglie. Cioè da società ormai condannate nei dilettanti. 

    E che ci azzecca? Direbbe Di Pietro. 

    E poi, a rendere ancora più comica (se non tragica) la assemblea, nella parte ordinaria si discute il regolamento del minutaggio.

    Cioè le neopromosse si troveranno un regolamento per decidere dei loro soldi da percepire, redatto da società che non fanno più parte della Lega.(!?)

    Un bel capolavoro, vecchietto!

    Vi domando: ma non sarebbe stato più logico e corretto convocare una assemblea così importante, dopo le iscrizioni al campionato. Dopo i ripescaggi e le riammissioni che dir si voglia e prima del prossimo Campionato? (che sarà il 27 Settembre). 

    Ma no, due mesi prima cambiamo lo Statuto ed il regolamento del minutaggio. A questo punto le 9 neopromosse dovrebbero scrivere e chiedere di rinviare l’assemblea. Tale da far capire, a questi incompetenti, che debbono andarsene prima di subito. 

    E in attesa che la “Neuro” porti via tutti quelli colpiti da senilità avanzata, cerchiamo di capire la mossa di Ghirelli. 

    Innanzitutto la solita premessa. 

    Purtroppo la Lega Pro, sotto i colpi ferali del vecchietto di Gubbio, coadiuvato da consulenti incapaci, è destinata a scomparire. 

    L’occasione di una riforma (sempre sbandierata da Gravina e ridotta come al solito ad inutili tavoli) si era già avuta, con la pandemia. 

    E’ mancato il coraggio. La volontà. La lungimiranza.

    Si sa che oramai il destino delle terza serie è segnato. Si allargherà la Serie B con due gironi e ciao ciao Firenze. 

    Ma la cosa non piaceva a Gabri. Nel suo disperato tentativo di rielezione occorre la Lega Pro, che con il suo peso elettorale del 17% (sempre lì siamo), vale come la Serie A e la Serie B. Messe insieme. 

    Incredibile.

    E allora, il vecchietto, ancorché sbeffeggiato e smentito in Consiglio Federale, lo teniamo lì. In agonia. Lo prendiamo per gli zebedei e gli facciamo guadagnare qualche ultimo soldino (è inutile dovranno restituire tutto sia lui che il segretario, perché nessuno ha mai deliberato il compenso). 

    Che questa riforma dello Statuto, fatta in maniera tanto irregolare, sia “figlia” di Gravina è piuttosto evidente.

    Impossibile pubblicare le 68 pagine (in mio possesso) del documento completo del nuovo Statuto. Garantisco che di amenità ce ne sono diverse.   

    Ma oltre ad una serie di vincoli, tutti a favore della Federcalcio, che limitano l’autonomia della Lega (ma no?), il vero scoop è … un’altra poltrona.

    Una Lega così “scalcagnata” … ehm, volevo dire così complessa ha bisogno di un altro posto, dove infilare un’altra persona. Ovviamente scelta da Gabri, ma sempre pagata da voi, cari presidenti. 

    Non basta il vecchietto che non può più aprire bocca (a qualsiasi domanda risponde: chiedete a Gravina) Non bastano due vicepresidenti compresa l’attrice. Non basta un segretario raccomandato e incapace, qui ci vuole l’Amministratore Delegato.

    Quindi, oltre alla responsabile dei rapporti istituzionali (?), Signorina Buttara (65 mila Euro), il segretario (minuscolo) da 200 mila Euro, il noto Direttore dello Sviluppo Strategico, Signor Paolo Carito (il compenso non è noto, ma dopo il suo arrivo la Lega ha avuto un’impennata strategica senza eguali) è bene mettere un bell’Amministratore Delegato che possa partecipare alla festa. 

    Si dice che Gravina voglia mettere il suo Avvocato Viglione, o forse la ex risk manager (in Figc) l’avvocatessa Faggi, la nota esperta di diritto sportivo, improvvisamente licenziata dalla Federcalcio (che sarà mai successo? Mistero.). 

    Sono curioso. Tutte queste poltrone nella povera Lega Pro, ditemi, ma a che servono?

     Soprattutto, ma come si pagano?

    I soldi sono finiti. I play-off che generavano gli unici incassi sicuri per la Lega, quale organizzatore dell’evento, si sono fatti a porte chiuse. Quindi? Nisba…

    Per di più, non si sa quante squadre realmente si iscriveranno. 

    Non interessa. L’importante è che possano votare Gabri alla prossima assemblea elettiva federale..

    E nel frattempo? … sperperiamo.

    Mettiamoci l’Amministratore Delegato.

    La banda degli onesti. 

     

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