ISCRIZIONI IN SERIE B E LEGA PRO… SARA’ ECATOMBE?

Rinvio per il Consiglio federale che era programmato per il 10 Maggio. Il presidente ha qualche dubbio. Si è preso una settimana di tempo. Rinviando il tutto al giorno 17.

La Federcalcio, infatti, sta per essere travolta da un numero impressionante di casi drammatici. Società non in grado di iscriversi al prossimo campionato di competenza. Si parla di 15/20 compagini. Almeno tre in serie B ed il resto in serie C.

Nell’anno in cui il campionato di serie A è stato vinto dall’Inter. Società che non ha pagato tutti gli stipendi e che, stando ai bene informati, dovrebbe corrispondere ai propri tesserati ulteriori 250 milioni di euro (circa) in premi ed accessori. Proprio in conseguenza dello scudetto (cifra che porterebbe l’indebitamento monstre a diverse centinaia di milioni). In Federcalcio però nessuno ha ancora pensato di armonizzare le normative per le ammissioni ai campionati con i provvedimenti, dilatori, assunti dal Governo.

Provvedimenti che sarebbero per l’appunto applicabili in alcuni ambiti. Per alcune circostanze anche alle società sportive. Entità che da sempre viaggiano su binari particolari. Che potrebbe rimodularsi con diverse deroghe alle norme civilistiche.

Il risultato è che si è venuto a creare uno stato di tensione. Inizialmente Federcalcio e Leghe da una parte e Covisoc  dall’altra. Con quest’ultima risoluta ed inflessibile nel far applicare le regole tuttora vigenti. E che appunto comporterebbero esclusioni eccellenti. Tra le società nel mirino dell’organo di controllo federale anche alcune che rappresentano grandi città e provincie italiane. Un paio di nobili decadute (in serie C). Qualche società che si distingue per l’uso spregiudicato di zainetti (giocatori o allenatori sponsorizzati, con lo zainetto delle prebende sulle spalle per l’appunto), ma che di fatto ha le casse vuote.

L’atteggiamento rigoroso della Covisoc, secondo spifferi di corridoio, vedrebbero favorevole anche Gabriele Gravina. Secondo la narrazione proveniente direttamente da via Allegri il presidente sarebbe in grado, in questo modo, di accelerare verso la riforma dei campionati.

Considerato lo “spessore” della governance della Lega Pro, vien difficile pensare come riuscirebbero a gestire un tale disastro.

Il contesto fa sorgere inoltre un’ulteriore riflessione. Nelle scorse settimane, la Federcalcio ha provveduto, tra le altre decisioni assunte, alle nomine, apicali, della giustizia sportiva. 

Nonostante le previsioni ed i sussurri circa una sua sostituzione con persone gradite ai vertici federali (Legnini e Di Lello i nomi più gettonati),a capo della Procura Federale è però rimasto il consigliere di Stato Giuseppe Chinè. Nel frattempo divenuto tuttavia anche capo di gabinetto del ministro Daniele Franco. Al Ministero dell’Economia e delle Finanze. 

Per inciso. Chinè è colui che, a suo tempo, ha archiviato l’esposto sulla gestione amministrativa del Pro Piacenza. Asserendo e mettendo per iscritto, nero su bianco, che nessun fatto avente rilievo disciplinare era emerso nei confronti del presidente di quella società, Maurizio Pannella. Mentre lo stesso esposto, uguale, parola per parola, riga per riga, presentato alla procura della Repubblica di Piacenza ha dato luogo all’iscrizione nel registro degli indagati dello stesso Pannella. Per reati vari. Tra i quali spiccano la truffa. L’appropriazione indebita. La bancarotta fraudolenta (ricordo a tal proposito che il Pro Piacenza è fallito).

A pensar male si fa peccato, certamente.  Viene però da chiedersi: sicuri che non ci sia incompatibilità (almeno sul piano etico e morale) tra il ruolo di capo di gabinetto del Mef e quello di capo della struttura di indagine e di promotore dell’azione di giustizia innanzi agli organi competenti? In ambito federale.

In un contesto in cui le società di serie A, ad esempio, ritengono di non dover adempiere ai ripianamenti di bilancio per l’iscrizione al prossimo campionato. Il tutto in forza di un provvedimento governativo applicato in ambito civilistico. Non previsto dall’ordinamento sportivo. Come si comporterà il capo di gabinetto del Mef, alias capo della Procura Federale, nel caso in cui qualcuna di queste società si dovesse rifiutare di adempiere? Invocando una legge dello Stato che tuttavia, come sappiamo, non necessariamente né automaticamente trova applicazione nell’ambito sportivo, che è dotato di giustizia così detta “domestica”. Procederà allora con i deferimenti del caso o riterrà di applicare normative che il Governo? Governo per il quale ricopre un incarico importante e di rilievo. Nel merito sono normative del Governo che ha previsto, ma che la Federcalcio non ha (finora) recepito.

In particolare le nostre fonti parlano di un parametro P.A. quello che rappresenta l’indice di liquidità che Gravina vorrebbe mantenere a 0,10. Il mancato rispetto del parametro porterebbe alla non iscrizione di almeno 20 società di Lega Pro e di tre compagini di Serie B e voilà ecco fatta la riforma….

Per rimediare al mancato rispetto del parametro le società hanno solo il rimedio dell’aumento di capitale con l’immissione immediata di liquidità o promessa di farlo garantito da fideiussione bancaria (buonanotte). Per carità è ora che si faccia davvero pulizia nel mondo del calcio ed evitare così i soliti casi di campionati irregolari con soggetti che non arrivano a Natale tipo Trapani o Livorno o Sanbenedettese.

Abbiamo però l’impressione che  Gravina potrebbe aver fatto i conti senza l’oste.

Mi riferisco alle disposizioni in materia di bilanci approvati dalla famosa Legge 26 Febbraio 2021 numero 21 quella che ha convertito il così detto “Milleproroghe” che consente di approvare i bilanci fino a 180 giorni dopo la scadenza naturale.

E allora come si fa a dire ad una società di capitali, come lo sono per legge tutte le società professionistiche o peggio quelle addirittura quotate in borsa, che per loro le disposizioni di una legge dello Stato non valgono?

La vedo difficile e per evitare un’altra estate di ricorsi forse è meglio che il presidente federale rifletta bene. Cercando di adeguarsi, quanto prima, alle disposizioni statali.

Del resto ci risulta che la Covisoc,  in persona degli autorevoli membri della commissione, fra i quali professori universitari, abbiano messo in allarme Gravina proprio su questo punto. Con una nota ufficiale scritta.

Pertanto, guardando al futuro, realisticamente, ci aspettano sviluppi interessanti e, purtroppo, tempi duri. Per il calcio nostrano.