Ira Bandecchi, per lui è un girone da buttare

Un solo punto da due partite che, nella previsione generale, avrebbero potuto (dovuto) portare nelle casse della Ternana un bel pieno, sei punti che avrebbero consentito alla squadra rossoverde di mantenersi a sette lunghezze dalla Reggina capolista, lasciando aperto quindi uno spiraglio per l’aggancio da tentare nel girone di ritorno. Invece, come detto, un solo punto è stato conquistato (pareggio esterno con la Cavese), la terza sconfitta interna incassata (Casertana) e la distanza dalla prima in classifica diventata siderale (12 punti) visto che Toscano e i suoi non sembrano conoscere ostacoli.

Insomma, come peggio non poteva andare dopo la splendida prova che aveva regalato la vittoria a Catanzaro e riproposto la Ternana in classifica.
Questa è la storia. Noi stavolta proviamo ad esaminare le reazioni. Cominciando da quella di Fabio Gallo che al termine della gara con la Cavese, dopo aver constatato che i suoi avevano incassato l’ennesimo “gol regalo” e sbagliato ancora qualche conclusione di troppo ha detto “ dobbiamo lavorare per cercare di migliorare in queste situazioni”. Bene, scontato. Ma non siamo a luglio o agosto bensì a Natale e mezzo campionato se n’è andato. La Ternana continua ad incassare gol con difensori che si distraggono o dimenticano la marcatura. Forse è tardi per migliorare o non ci sono margini per farlo? Carenze strutturali, difetti dei singoli o di allenamento? Di sicuro la squadra lavora molto sui calci piazzati (pro e contro) ma di miglioramenti ce ne sono stati pochissimi. Un elemento in più per una valutazione definitiva.

Altra immancabile reazione quella del patron, Stefano Bandecchi che ha sottolineato come i suoi giocatori quando non c’è lui vanno in ferie e che il girone d’andata è da buttare. Bocciatura su tutto il fronte quindi. Alla squadra, a come è stata costruita e a come è gestita. Ma Gallo, ha sottolineato, non si tocca. “Se non si dimette lui per me resta fino alla fine”. Piccolo lapsus: a Gallo ha prolungato il contratto fino al 2021.


Ultimo dei protagonisti il diesse Luca Leone, sempre molto parco nelle proprie esternazioni e ancor meno nelle apparizioni. Non ha rilasciato dichiarazioni, forze nessuno gliele ha chieste. Ma di sicuro ha avuto un lungo faccia a faccia con l’allenatore. Curiosità: l’incontro è avvenuto in orario di allenamento con Gallo che ha quindi lasciato l’incombenza al suo secondo, Chiappara. Fatto singolare che potrebbe testimoniarne l’urgenza. Altrimenti perché non parlarne prima o dopo la seduta di lavoro? Comunque questo è stato. E tutto aiuta a comprendere quanto sia tesa la situazione nella Ternana che aveva cominciato la stagione ponendo come obiettivo la salvezza (pietosa bugia) salvo poi cambiare indirizzo e porre l’asticella più in alto possibile: primo posto quando la Reggina era già avanti di cinque punti.

Tensioni miste a confusione in un ambiente che non riesce a trovare pace anche se ha festeggiato un anno (quasi) in panchina di Fabio Gallo che sta diventando il più longevo nella gestione Bandecchi dopo Pochesci con il quale il patron voleva spopolare in serie B, dopo De Canio che avrebbe dovuto garantire la risalita, dopo Mariani (meteora) e Calori (delusione). Cinque protagonisti per una recita che ancora non riesce anche se va dato atto a Gallo che la sua rappresentazione è stata fin qui la migliore con una media di quasi due punti a partita e un +5 sul rendimento di De Canio a metà stagione.
Ma per questa Ternana non basta. Non può bastare se si chiede di vincere ogni partita lasciando aperto al dubbio amletico. Questa squadra ha i valori per vincere sempre e se la risposta è affermativa è gestita in modo tale da riuscire nell’intento? La risposta a Gallo e Leone perché dal mercato invernale (parola di patron) non arriverà niente.

Nella foto di copertina Fabio Gallo e Luca Leone