IO NON STO CON LA CAPOTONDI

È l’ultimo capolavoro (in ordine di tempo, ma con questi personaggi ne vedremo ancora delle belle, molto belle) partorito dal Consiglio Federale di ieri. La nomina della nota attrice Cristiana Capotondi, già vice Presidente della Lega Pro per meriti sportivi e competenze enormi in materia calcistica (l’ironia, chiedo venia, è evidente) a componente del Direttivo del Settore Giovanile Scolastico della FIGC.
Qui siamo alla farsa.
Già la nomina della ragazza quale Vice Presidente della Lega Pro aveva suscitato le ironie di tutta Europa. Nulla, con grande sincerità, contro la bella e brava Cristiana. Per carità.
Ancor di più contro le donne quali dirigenti sportive.
Basterebbe pensare a Diana Bianchedi che è stata protagonista assoluta della avventura Milano-Cortina 2026, che organizzerà le Olimpiadi. O di dirigenti quale Evelina Christillin.
Il problema sono l’autorevolezza, la preparazione e le competenze.
Va bene che in Lega Pro la parola competenza è diventata una barzelletta. Un Presidente, pluripensionato, che straparla a vanvera tutti i giorni e che le società non vedono l’ora di eliminare (se non ci penserà prima la magistratura). Un segretario incapace e messo lì perché figlio di amici: Campionati irregolari e disastrati. Scioperi annunciati non è chiaro contro chi.
Ma la giovane attrice, perdonatemi, ma cosa ci incastra! Dopo un periodo di timide apparizioni e forse infastidita dal coro di proteste degli addetti ai lavori quali SportItalia e Tutto C, era completamente sparita dalla scene (calcistiche) e nessuno ne aveva sentito la mancanza.
Ed ecco il colpo di scena.
“Gabri” alias Gabriele Gravina, come lo chiama la sua personal legal venuta appositamente da Firenze per assistere il Presidente Federale (anche questa figura è misteriosa, non avendo nessuna competenza in materia sportiva), decide che la sua amica, dopo le brillanti performances in Lega, debba diventare niente poco di meno che la nuova Presidente del Calcio Femminile. Quel fenomeno positivo, oggi assunto agli onori delle cronache, per i brillanti risultati ai Campionati del Mondo in Francia.
Beh, c’è un nuovo corso del calcio femminile. Finalmente. Con risultati sportivi e di audience eclatanti, il movimento ha avuto finalmente un rilancio.
Mettiamoci subito a Presiedere una incompetente senza esperienza. Evitiamo che ci sia una cosa che funziona.
Ma stavolta la collocazione dell’amica non è riuscita. Evidentemente i consiglieri federali hanno avuto un sussulto e il blitz previsto per il Consiglio di ieri è naufragato.
Niente presidentessa Capotondi. Mannaggia! Da mordersi le mani.
Evidentemente, però, la cosa non poteva finire così ed allora ecco un’altra bella nomina pronta.
La ragazza viene nominata componente del Consiglio Direttivo del Settore Giovanile Scolastico.
Ma che c’azzecca la Capotondi, direbbe il buon Di Pietro.
Il Settore Giovanile Scolastico si occupa dell’attività dei giovani calciatori a partire dai 5 anni, dell’organizzazione delle scuole calcio, dei corsi formativi riservati agli insegnanti elementari e di educazione fisica.
Nel board del Settore, oltre al Presidente Vito Tisci (personaggio da decine di anni dirigente calcistico, un curriculum imponente, Presidente Comitato Regionale Puglia da sempre) ci sono ad esempio Simone Perrotta, già calciatore di Serie A, della Nazionale e Consigliere Federale per conto dell’Associazione Italiana Calciatori o personaggi come Roberto Samaden, responsabile del Settore Giovanile dell’Inter e componente del settore giovanile dell’ECA.
Ma si sa, nella Federcalcio di Gabri le competenze non contano. Bisogna in primo luogo essere amici, o meglio amiche.

E allora, caro Gabriele, io non sto con la Capotondi, che, tra l’altro, mi è pure simpatica. Non sto con questo modo, da prima Repubblica, di piazzare figure senza arte né parte a fare i dirigenti.
E, non da oggi, non sto con questa governance di dilettanti che tirano a campare. Che fanno proclami di quanto sono bravi e di come le cose vanno bene.
Vaneggiano.
Il calcio estivo delle società inguaiate e delle piazze tradite è appena cominciato. Siamo alle solite.
Niente di nuovo sotto il sole.
L’incapacità di controllo è la solita, come tutti gli anni.
Ho ricordato spesso, su questo blog, la figuraccia colossale del Gabri che, di fronte alla sanzione comminata al Palermo e alla non disputa dei play voluta da Lotito per evitare guai alla sua Salernitana, si era inventato il parere al CONI. Smentendo così l’autonomia e il prestigio della giustizia domestica (a proposito ma non aveva detto che dal primo Luglio cambiava tutti i giudici e il procuratore federale? Mi sa che era la solita dichiarazione cialtronesca, lunedì staranno tutti lì al loro posto, Pecoraro dorme sonni tranquilli).
Per fortuna, nella vicenda Palermo, è intervenuto il TAR a spiegare che la sanzione era l’ultimo posto in classifica e non l’esclusione al Campionato (e ci voleva il TAR a dirglielo).
In ogni caso, comunque, la Corte Federale d’Appello limita la sanzione a 20 punti e quindi problema risolto. Il Palermo è salvo. Non può lottare per la Serie A, per le gravissime irregolarità amministrative commesse (le si sanno da decenni), ma almeno ha salvato la Serie B.
Da qui l’ennesima vendita del Palermo a questa famiglia Tuttolomondo. Solo il cognome è tutto un programma!
Con la partecipazione straordinaria del Signor Fabrizio Lucchesi, un nome, un programma. Garanzia di fallimento.
Nella Federcalcio del nuovo corso, quella del “mai più casi Parma” non è venuto in mente di monitorare questo ennesimo acquisto farlocco?
Risultato?
La fidejussione bulgara (?) non è stata emessa in tempo. Anzi no l’abbiamo spedita alle 11:59 via PEC (andava depositata a mano). Anzi no, siamo stati truffati.
Con una pantomima grottesca il giorno successivo in conference-call con i bulgari (sì Aldo, Giovanni e Giacomo).
Stendiamo un velo pietoso su questi Tuttolomondo. Su Lucchesi. Sui poveri ed incolpevoli tifosi palermitani.
In ogni caso, i giocatori non hanno ricevuto gli stipendi quindi l’iscrizione al Campionato è impossibile.

La Serie D è la prossima tappa. Forse anche no!
Ma controllare prima no, è vero Gabri?!
In che modo si pensa di restituire credibilità al calcio se non si fanno i controlli preventivi. I tanto decantati rating.
Le solite chiacchiere da bar.
E allora nei “Graffi”, come al solito, ne tiro fuori un’altra. Oggi 28 Giugno, in tempi non sospetti. In serie A, il torneo è già falsato prima di cominciare.
Boom Vittorio, siamo alle solite!
Mi riferisco alla questione Lecce e alle fatture false della gestione Tesoro.
Sì lo so che l’attuale proprietà non c’entra, ma la società è sempre la stessa e quindi scatterà il deferimento per la violazione dell’art. 8 del Codice di giustizia sportiva. Per illecito amministrativo, tipo Palermo per intenderci.
E arriveranno (10/15?) punti di penalizzazione che, con tutto il rispetto per il Lecce, equivalgono ad una condanna sicura.
Fare immediatamente il deferimento e il processo prima di subito?
Difficile. Gabri è indaffarato con le varie Nazionali (veramente non ha proprio portato fortuna, sono rimaste le donne e a lui non dispiacerà).
E in serie B? La situazione è grave.
Il Trapani traballante, in Lega Pro, ha vinto i play-off ed è stato promosso.
Il nuovo proprietario, tal Giorgio Heller è affiancato dalla famiglia Petroni.
Sì. Quella della Terravision, bancarotta fraudolenta e fallimento del Pisa alle spalle. E al Pisa chi c’era? Fabrizio Lucchesi, ovvio.
Si parla di una fidejussione senza timbri emessa da “Generali”. Forse è il caso di monitorare la situazione Gabri.
I rumors danno il Padova in allerta.
Poi la governance della Serie B è ora che vada a casa. Play-out cancellati. Format cambiati in corso di campionato. Mi sa che il magno Claudio è pronto a fare il salto e ad assumere la Presidenza. Quanto meno a metterci persona di sua fiducia. Pecoraro?
Da ultimo, il baraccone della Lega Pro. Fatto di chiacchiere e passeggiate e dei soliti, consueti problemi di tutte le estati.

Ghirelli dice, ieri, si deve “passare” il Rubicone e poi tutto a posto. Ma quando mai! E poi, sinceramente, mi sfugge cosa abbia fatto lui, in Lega Pro, per lasciare il segno su un tale passaggio epocale. Stia attento invece, che nel guadare quel fiume torrentizio, non debba lasciarci le penne da “affogato”.
L’irregolarità totale del torneo, come da me denunciato mesi addietro, ha partorito l’istituto della riammissione. Come dire: avete ragione, il torneo è stato irregolare vi facciamo rientrare senza spese di ripescaggio.
È come essere rei confessi.
Insomma, mi sa che nel Rubicone ci sta cadendo dentro. Ma veramente.
Ed ora, con la Capotondi destinata al Settore Giovanile e Scolastico della Federcalcio occorre convocare l’assemblea elettiva di Lega Pro. Occorre per nominare il nuovo Vice Presidente. Le due cariche sono palesemente incompatibili. Ne vedremo delle belle. Anche sulle candidature. Con un dubbio che mi assale. Siamo sicuri che Ghirelli vorrà convocarla quell’assemblea? Questa volta lo scontro diverrebbe frontale.
Poi lo scandalo Lucchese.
Riguardatevi gli articoli dei Graffi, dove dicevo che la Lucchese doveva essere esclusa immediatamente dal torneo. Aveva presentato una domanda di concordato per evitare il fallimento.
La norma federale è chiara (articolo 16, n. 4, lettera c) delle NOIF), ma tanto non si applica.
Risultato? La Lucchese ha continuato a giocare, si è salvata sul campo(bravi i giocatori, tecnici e tutti gli addetti di segreteria), ma poi ovviamente nessuno se l’è comperata. Non si è iscritta.
Il commissario ha già annunciato il fallimento.
Ovvio, facile da prevedere.
Il concorso in bancarotta non glielo toglie nessuno, a chi ha aggravato la situazione finanziaria.
Senza contare la costante disapplicazione delle norme sportive.
Applicare le norme? Ma no, io sono Gabri ed ho altro a cui pensare.
Devo sistemare la Capotondi. Questa è la priorità.
E allora, proprio per questo, io non sto con la Capotondi. Pur se, ripeto, mi piace come attrice. Di più, mi è anche simpatica.
Io aspetto soltanto che questa gente venga mandata a casa.
Presto, il prima possibile.

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    FINE CAOS MAI!