IN ITALIA PAGANO SOLO GLI ALLENATORI …

    Con il passare degli anni, in Italia non viene persa l’abitudine di far pagare agli allenatori il prezzo più alto. Per alcuni presidenti essere pazienti rappresenta un vero problema, per il semplice fatto si vuole tutto e subito.

    In questo avvio di stagione abbiamo assistito a diversi esoneri di allenatori, ai quali non viene dato il tempo necessario per trovare la giusta quadra del loro lavoro. Quando i risultati non arrivano, a pagare è sempre soltanto l’allenatore, anche per colpe principalmente non sue.

    E’ una moda che ha reso leggendari diversi presidenti del calcio italiano. L’allenatore è solitamente il bersaglio più facile da colpire, un perfetto parafulmine per dirigenti inadeguati. Sarebbero da esonerare alcuni presidenti, ma non è possibile, i direttori sportivi stranamente cadono sempre in piedi. Questa è una tendenza che non si vuole cambiare e  non aiuta il nostro movimento calcistico a crescere.

    Tra le varie panchine saltate ci ha colpito quel che è successo a Salerno, dove è stato sollevato dal suo incarico Fabrizio Castori (nella foto di copertina divenuta virale). Parliamo di un allenatore che si è fatto da solo, facendo lunga gavetta in provincia, imponendosi nel calcio che conta a suon di  risultati. L’esperto tecnico marchigiano, nella scorsa stagione, ha avuto il merito di riportare dopo tanti anni la Salernitana in Serie A.

    Un’impresa epica che in pochissimi si sarebbero aspettati. La società del presidente Lotito, ringrazia Castori privandolo di alcuni elementi fondamentali della scorsa stagione, in cambio di una rosa non competitiva per affrontare la massima serie. L’immagine che in questi giorni ha fatto il giro sul web, quella che ritrae Fabrizio Castori seduto su una panchina del lungomare di Salerno a meditare sul suo immeritato esonero, la dice tutta sullo spessore dell’uomo e del professionista.

    Il destino di un allenatore è legato ai risultati, questo lo si sa, ma perché non anche quello dei direttori sportivi? Chissà se a questa domanda avremo un giorno una risposta. Ogni anno diverse squadre pagano le frenesie e gli errori commessi dai loro presidente e dirigenti, compromettendo di conseguenza un’intera stagione che spesso è destinata ad un epilogo infelice. Altro caso che merita attenzione è in Serie B, categoria che vede il Pordenone ultimo in classifica e con due allenatori esonerati nelle prime otto giornate di campionato.

    Il club friulano con una rosa fragile e limitata tecnicamente, esonera solo dopo appena due giornate un tecnico emergente come Paci, per poi puntare su un profilo più esperto come Rastelli, sostituito a sua volta dal ritorno di Tedino, reduce da esperienze non certo positive vissute tra Palermo, Teramo e Chiavari.

    Programmare e aspettare, sono verbi pronunciati dalla bocca di molti e nei fatti di pochi. Il calcio italiano  ama perseverare nei suoi errori, fatti improvvisazione e presunzione, figlie entrambe di società guidate nel peggiore dei modi. Nel calcio viene premiato chi si sa vendere e non chi merita. Si continua a viaggiare consapevolmente verso una direzione errata, nonostante gli innumerevoli fallimenti causati da dirigenze incompetenti.

    Gli obiettivi si raggiungono con lavoro, idee e lungimiranza, attraverso unione di intenti e grande sinergia. Qualcuno lo spieghi bene a chi si improvvisa a fare calcio.

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