IN ITALIA E’ DIFFICILE IMPORSI COME NUOVO FERGUSON

Ogni anno con costanza matematica si diffondono dichiarazioni da parte di dirigenti che, dopo l’ingaggio o la riconferma di un tecnico, pensano al lui come al novello Ferguson, allo scopo di augurarne la presenza in panchina per svariati anni.

Considerando la realtà del calcio italiano non si può che sorridere.

Infatti da noi si mette in discussione un tecnico per un cambio tattico non coerente con il modo di vedere del Presidente, o per un modulo troppo sbarazzino. Per una vittoria arrivata giocando male oltre poi, come è più naturale, per una serie di partite non terminate con l’acquisizione dei tre punti. L’ultimo a cui é stato augurata una permanenza sulla panchina, simile per tempistica a quella del guru scozzese è Sinisa Mihajlovic che, già legato alla società bolognese da un contratto fino al 2022, siglato dopo la miracolosa salvezza dello scorso anno (8 giugno 2019), ha creato un feeling davvero notevole con la piazza. Deriva, senz’altro dai risultati davvero eloquenti. Ottenendo una salvezza miracolosa lo scorso anno, subentrando a Pippo Inzaghi e un buon piazzamento nell’attuale campionato che, ricordiamolo, deve ancora terminare.

Oltre a quanto fatto vedere sul campo, tutti abbiamo simpatizzato con Sinisa per quanto accadutogli sul piano personale e per la forza e la dignità con la quale ha superato il suo dramma.

Tra i recenti tecnici italiani che avrebbero dovuto diventare dei simil Ferguson, sulla base delle dichiarazioni dei dirigenti dell’epoca (Corriere dello Sport 26 marzo 2019), c’è Carlo Ancelotti che, alla fine è durato sulla panchina del Napoli il breve spazio di una stagione e mezza.

Quello che preme evidenziare è che in Italia, per cultura dei dirigenti e per consuetudini ormai acclarate, un’allenatore non siede sulla stessa panchina per tanti anni di seguito. Anzi, più corretto dire che già vedere un mister tre anni di seguito sulla stessa panchina è da considerare un successo clamoroso. È stato notevole per esempio, vedere Allegri per cinque anni sulla panchina della Juventus con la vittoria di cinque campionati e che, nonostante i successi, adesso si gode il suo anno sabbatico, lautamente pagato. E se si mette in discussione uno che ha sempre vinto e che pur di non averlo sulla propria panchina si è disposti a concedergli 8 milioni netti all’anno, vuol dire che l’ipotesi Italiana di creare una sorta di Ferguson viene meno per principio.

Guardando poi alla carriera di Mihajlovic, per comprendere meglio quanto nel suo passato sia stato legato alle varie panchine in cui si è consumato il suo percorso da tecnico, in una sola occasione, alla Sampdoria, ha concluso due campionati di seguito. Subentrando però nella prima stagione. Alla Fiorentina ha fatto una stagione e mezza, idem al Torino, al Milan non ha terminato il campionato e nelle esperienze inziali sempre a Bologna e Catania ha allenato per stagioni non intere.

Per cui, analizzando freddamente i numeri, non ha manifestato nel suo palmares la capacità di guidare una singola compagine per più di due stagioni di seguito. Nel caso in specie, ci auguriamo che possa restare sulla gloriosa panchina dei felsinei per almeno un lustro, che rappresenterebbe una sorta di record per le nostre latitudini, come accaduto ad Allegri alla Juventus. Significherebbe vedere un Bologna nei primi otto posti della graduatoria per i prossimi anni.