IL TARANTO ED IL RIPESCAGGIO. I TANTI MOTIVI PER NON FARLO …

Un ottimo campionato quello del Taranto di Massimo Giove, ben guidato di Gigi Panarelli. Con maggiore avvedutezza iniziale avrebbe centrato l’obbiettivo promozione. Ora già si “parlerebbe” una lingua diversa. Il tutto condito da un grandissimo entusiasmo.
La discussione invece si anima sulla possibile/ipotetica domanda di ripescaggio in Lega Pro. Secondo posto sì, secondo posto no, legato, peraltro, all’esito del ricorso presentato sui fatti di Picerno. Pesa infatti, sull’immediato futuro, la decisione del giudice di secondo grado che sarà presa nel pomeriggio di venerdì 3 maggio. Domani.

Fa bene il club a puntare al secondo posto nella regular season. Meglio ancora alla vittoria del proprio girone di play off. Rappresentano un “distintivo” in più di questa stagione. La conferma che le scelte tecniche e sportive, effettuate, risultano positive. Anche in proiezione futura.
Il futuro appunto. Massimo Giove sulle basi attuali dovrebbe tracciare il solco dei programmi per il Taranto del futuro. Con una crescita graduale del brand. Le esperienze del passato insegnano. Le vittorie si conquistano sul campo. Abbandonare, quindi, sin da ora il percorso inerente la domanda di ripescaggio alla categoria superiore. La squadra attuale, con pochi, mirati correttivi si presenterebbe, con tutti i favori del pronostico, ai nastri di partenza del prossimo campionato di serie D.
I motivi della rinuncia alla domanda di ripescaggio sono molteplici. Vale la pena di elencarli. I criteri infrastrutturali innanzi tutto. Non è vero che lo Iacovone è a norma. Non è neppure vero che il solo ostacolo sarebbero soltanto le sedute (i seggiolini). E’ sufficiente andarsi a rileggere le norme https://www.figc.it/media/73230/2-allegato-a-criteri-infrastrutturali-serie-c-2019-2020.pdf
I tempi di esecuzione dei lavori (per la messa a norma, appunto) andrebbero ben oltre il consentito. Ammesso poi che chi di dovere (la Pubblica Amministrazione?) fosse in grado di eseguirli realmente tutti. Con un grande punto interrogativo sul gruppo elettrogeno di riserva (il generatore di corrente sussidiario sempre presente allo Iacovone) e sui suoi costi.
Giove corre il rischio di una grande dispersione di energie intellettuali e finanziarie, per essere poi costretto a raccogliere un pugno di mosche. Sarebbe la più grande delle delusioni. Per lui e per tutti gli appassionati tifosi dei rossoblu.
E poi l’esorbitante peso economico dell’operazione. Il “famigerato” fondo perduto. Voci di corridoio, in via Allegri, parlano di una somma contanti superiore ai 350mila euro dello scorso anno. Con annessa fidejussione di pari importo. Più tassa di iscrizione (100mila) e ulteriore fidejussione (350mila lo scorso anno) a garanzia del campionato. Insomma un impegno globale di circa 1,4 milioni di euro. Bazzecole! A parlare di queste cifre viene facile, tradurle poi in “soldoni” reali è senza dubbio più complicato. Giove non si deve svenare. Ha chiesto il supporto della città. In quanti risponderanno? Sulle Mittal favole non farei molto affidamento. Attendiamo gli esiti di questa chiama alle “armi”.
Ultimi, ma non meno importanti, il risultato ed il tempo a disposizione per l’allestimento di una “rosa” competitiva. Panarelli ed i suoi ragazzi per far entrare in graduatoria il Taranto dovrebbero vincere il loro girone dei play off. La Società, in quel caso, risulterebbe ai vertici della apposita classifica stilata dalla Lega Nazionale Dilettanti. Pur con i tempi abbreviati per il rilascio delle licenze nazionali la decisione finale sui ripescaggi arriverebbe però a cavallo tra fine luglio ed inizio di agosto. Dopo che saranno state esperite tutte le procedure per i ricorsi delle escluse in prima chiama. Solo allora il Consiglio Federale si pronuncerà sulle domande presentate dalle “ripescande”.

Panarelli, al momento, non ha titolo per allenare tra i professionisti. Quale tecnico di valore accetterebbe di rimanere a bagnomaria? Tra color che stan sospesi. In attesa di…
A mercato concluso, o quasi, quando i migliori si sono ormai accasati, quante possibilità ci sarebbero di allestire una compagine idonea alla categoria? Competitiva. Garante dei sacrifici economici compiuti. Rispondente alle ambizioni sportive della città, tutta.
Massimo Giove, grazie al buon lavoro svolto quest’anno, ha invece, offerta su un piatto d’argento, la possibilità di programmare, da subito, il progetto vincente per la prossima stagione in serie D. Non abbia fretta. Consolidi la sua posizione e quella del Taranto.
Lasci che sia tempo a scrivere la gioia per i tuffi nella fontana di Piazza Ebalia. Non acceleri i tempi. La fretta è stata, da sempre, una cattiva consigliera! Un passo alla volta, un gol alla volta, una vittoria alla volta!
Del resto, le esperienze del recente passato debbono aver pure insegnato qualcosa.