IL MONDO DEL CALCIO SCELGA, LA SALUTE O GLI INTERESSI

    L’Italia sta vivendo un periodo terribile, per colpa del Covid-19 che ha causato un elevato numero di vittime in tutto il Paese. Da circa un mese, la nostra Nazione è totalmente paralizzata. La gente ha smarrito la normalità e spera di ritrovarla al più presto.

    Lo spera anche il mondo del calcio. Obbligato a fermarsi per questa pandemia, che ha visto coinvolti anche diversi giocatori di Serie A, risultati positivi al tampone. Una situazione alla quale nessuno era preparato, tanto meno il mondo del calcio che, nonostante la gravità del problema, non perde l’occasione per alimentare polemiche fuori luogo.

    Da una parte la Federcalcio, che in questo momento, non sa che pesci prendere, se non ipotizzare delle date per l’eventuale ripresa dei campionati, giusto per non fare trasparire la loro inadeguatezza davanti al problema in questione. Dall’altra ci sono le società. Divise tra la volontà di trovare il modo su come riprendere a giocare e dare priorità alla salute.

    Nei giorni scorsi la Uefa ha ufficializzato il rinvio dell’Europeo al prossimo anno. L’Italia del pallone non si smentisce neanche in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo. Alcuni presidenti hanno messo al primo posto i loro interessi, a differenza di altri che si lasciano guidare dal buon senso, optando per l’annullamento dei campionati. Nessuno ad oggi può stabilire quanto potrà durare questa terribile pandemia. L’unica cosa certa è che il mondo del calcio non si smentisce mai, neanche in situazioni delicate come queste.

    Sappiamo benissimo, che oggi le società di calcio vanno considerate a tutti gli effetti delle aziende, ma dobbiamo renderci conto che ci sono in palio la vita delle persone e le economie di un’intera nazione. Sistema calcio incluso. Non sembrano arrivare proposte risolutive neanche dall’Associazione Italiana Calciatori, rappresentata da Damiano Tommasi, il quale si contraddice sulla possibilità di riprendere il campionato. Preoccupandosi, in primis, dei contratti dei giocatori e glissa sul taglio dei loro stipendi.

    La morale di questa brutta storia è che ognuno continua a pensare soltanto al proprio orticello. Ipocrisia e incoerenza, di un calcio avido, vengono messi in risalto anche in questa spiacevole circostanza. Gli interessi di ognuno confermano le criticità di un sistema allo sbando. Privo di morale e di coscienza.

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