IL GIOCO DEL VECCHIETTO: CARTA VINCE, CARTA PERDE …

“Francesco Ghirelli è uno dei dirigenti più preparati del nostro calcio: guida con mani ferme la Lega di serie C, anche se non tutte le società adesso sono schierate al suo fianco. Ghirelli ha voluto la cig in deroga, cassa integrazione che interessa 2000 tesserati della sua Lega che prendono meno di 50.000 euro, e sono calciatori, allenatori, direttori sportivi, segretari generali. Inoltre è stata trovata la strada, non semplice, di playoff e playout, dopo aver scartato l’ipotesi di un sorteggio (“noi la tombola la facciamo a Natale”, avevano risposto i tifosi del Bari). Ai playoff potrebbe esserci anche la Juventus U23: il club bianconero è l’unico ad aver sposato il progetto delle seconde squadre, vero fallimento. La Juve dei ragazzi, quindi, potrebbe puntare alla serie B. Per quanto riguarda la prossima stagione di serie C è difficile dire adesso quante squadre si iscriveranno, bisognerà aspettare anche la conclusione del campionato di serie B. Non si sa nemmeno quanto spettatori ci potranno essere, 10-20 per cento della capienza? Sarebbe un grosso problema economico.”.

Vittorio, ma che scrivi?  Ma se il vecchietto ne ha combinate più di Carlo in Francia.È riuscito a scontentare tutti, società, Associazione Italiana Calciatori. Per un attimo, almeno alle apparenze, anche Gabri Gravina.
Si gioca, non si gioca. Play-off e play-out no. Promozioni dirette si, e la quarta da promuovere? Alla riffa di Gubbio. Mediante sorteggio. Roba da far crepare, dalle risate, tutta Italia.
Insomma, una serie infinita di cretinate. Di pastrocchi, di incapacità. Tanto da far rimpiangere anche la gestione, assolutistica, di Mario Macalli.

Fermi ragazzi, ma non vedete che ci sono le virgolette??
Il pezzo non è mio, è di Fulvio Bianchi di Repubblica (un vero amico di Ghirelli, anche se ci vuole coraggio a dire che è un bravo dirigente, ma di fronte all’amicizia bisogna dire che non ci si vergogna di nulla).

Ecco, vergogna (per Ghirelli).

È la parola che mi viene più facile, per quanto è fatto dal vecchietto. Il quale cerca di fare finta che non sia successo niente e naviga fiero alla testa delle truppe (sbandate) della Serie C. In attesa di eventi.
Ci vuole coraggio a continuare a fare il presidente (minuscolo) di una Lega destinata, ahinoi, ad essere cancellata.

La domanda è: ma come mai ancora resiste il vecchietto?

Lui cerca di mescolare le carte. Carta vince, carta perde! Ma io sto sempre qua.
La ragione è solo una.
Gabri Gravina ha bisogno del suo 17% per tentare di essere nuovamente eletto. Alla faccia di tutti gli accordi raggiunti con Cosimo Sibilia.
La parola data? Non vale niente. Voglio giocare ancora. Ci sono gli Europei, devo sfilare.
Certo che anche Gabri ne ha combinate in questi mesi.

La Risk Manager non c’è più. In sincerità mi dispiace tanto per lei, ma obiettivamente portarsi da Firenze una avvocatessa, senza arte né parte, per lanciarla nel mondo federale è stato un azzardo veramente grande. Non poteva durare!

Adesso anche il Presidente della COVISOC non c’è più!
Il Dottor Maurizio Longhi si è dimesso.

Era il capoufficio di Gravina alla BCC di Roma. Era stato nominato, improvvisamente, nel ruolo delicatissimo di Presidente del massimo organo di vigilanza federale, previsto dalla Legge 91/81.
Un incarico che decide della vita o della morte di una società professionistica.

Si era passati da un professore universitario di larga fama (il Professore Cesare Bisoni con una carriera accademica lunga kilometri) ad un dirigente bancario. Obiettivamente, bisogna ammettere, chiamato ad un ruolo non suo.
Mi chiedo: ci volevano i Graffi per capire che la persona non fosse all’altezza del compito?
Ma, si sa, gli amici sono amici (per Gravina).

Che dire, Gabri di questi tempi è fortissimo. Impazza su Sky. E’ riuscito anche nell’impresa di far ripartire i campionati. Addirittura un pezzo di Serie c, fra poche ore, rigiocherà…
Si sta gridando al miracolo.
E allora Gabri ha dovuto salvare, nonostante tutto, anche il vecchietto di Gubbio, che si aggira per via Allegri, come se i pasticci combinati non lo riguardassero e non contassero più niente.

Non è escluso che fra poco ricomincerà a martellarci gli zebedei anche con i pulmini e con i campanili.
Carta vince, carta perde.
Dell’etica e della morale me ne frego, io sto qui e non me ne vado.

L’ultima, il vecchietto (nella foto a fianco) l’ha fatta giovedì, dopo il Consiglio Federale.

Per farsi sentire, il vecchietto non ha partecipato al pranzo. E’ uscito in anticipo. Ha fatto passerella. Per incontrare i suoi amici giornalisti.
Scopo? Carta vince, carta perde. Naturalmente.

Il Consiglio Federale aveva all’ordine del giorno il calcio femminile e non altro.
E allora il vecchietto l’ha sparata grossa.
Si è messo a dissertare sulle riammissioni. Cioè quel meccanismo antigiuridico a antisportivo che ti consente di inserire, a tuo piacimento, una società che non fa più parte della Serie C perché retrocessa.
Di fronte a tale mostruosità antisportiva, il vecchietto ha pure il coraggio della retorica: “Si riammettono solo le società virtuose, i furbetti hanno finito di imbrogliare” (senti… senti da che pulpito viene la predica).

Qui di furbetti, in verità, c’è solo Ghirelli (e il suo socio Gravina).

Dobbiamo rimpolpare la Serie C. Altrimenti a 60 iscritte non ci arriviamo neanche per miracolo.
E come facciamo, allora, a giustificare quel peso elettorale del 17% da dare in regalo al Gabri nazionale?
Un po’ le riammettiamo (gratis) e un po’ le ripeschiamo dalla Serie D. Con tanto di investimento a fondo perduto a favore della Federcalcio. Bella questa! Voglio proprio vedere l’entità stabilita di quel fondo perduto e quanti, in tempo di crisi, saranno disponibili a quel sacrificio.

Il colmo, per il vecchietto, è stato poi asserire come anche Sibilia (la Lega Nazionale Dilettanti) fosse d’accordo con questo meccanismo, vestito da reinserimento virtuoso, che di sportivo non ha proprio nulla.
E ieri mattina Cosimo Sibilia le ha cantate. Ha risposto per le rime al caro Francesco che si era intestato il merito del mantenimento del format a 60 società a tutti i costi. Sarà anche interessante verificare, alla resa dei conti, se ci riescono realmente.
È chiaro che con 20 società iscritte la Serie C non solo non avrebbe più senso, ma non potrebbe neppure pretendere di mantenere quel 17% che vale come la Serie A e la Serie B messe insieme (!).
Il tutto conferma il sistema del ridicolo.
Quindi Sibilia, andando anche contro i propri interessi (perché per arrivare a 60 occorrerà per forza ripescare dalla Serie D) ha richiamato tutti. Ghirelli in primis (forse, leggendo bene tra le righe, anche Gabri Gravina). Ha fatto ricordare che certe decisioni non si prendono per strada proclamandole ai giornalisti, ma in sede di Consiglio Federale. Sentendo il parere di tutte le componenti.

Una bella lezione di stile. Non c’è che dire.

Che il vecchietto, alla disperata ricerca della conservazione del posto, non è in grado di capire.
La poltrona prima di tutto. Mantenere il posto ed il ruolo. Alla faccia dell’etica.
Carta vince, carta perde. Dicevo sopra…
Ma non dura. Statene certi. Non può durare!