IL COSENZA CALCIO OSTAGGIO DI GUARASCIO?

    A Cosenza c’è grande delusione dopo la cocente retrocessione in Lega Pro, ma a preoccupare fortemente i tifosi è il futuro del club rossoblu, ancora in mano al presidente Eugenio Guarascio. Il massimo dirigente del Cosenza, nonostante abbia la piazza contro, non ha alcuna intenzione di mettersi da parte.

    L’atteggiamento di Guarascio, sembra voler provocare la tifoseria succube della sua arroganza e incompetenza.

    Le offerte giunte da diverse cordate, interessate a rilevare il club, hanno trovato in Guarascio un muro insormontabile. Non è bastato l’intervento del sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, il quale ha cercato di convincere  Guarascio a cedere la società. Ogni giorno leggiamo nomi di vari diesse e allenatori accostati al Cosenza.

    Tutto ciò sa di presa in giro nei confronti di una tifoseria che non ne può più. Come si può pensare che i vari Fracchiolla, Giammarioli, Valoti, Perinetti, D’Agostino e Trocini, possano essere disposti a fare questo salto nel vuoto. Per un professionista fare calcio a Cosenza con l’attuale proprietà, rappresenterebbe un vero e proprio suicidio. La piazza di Cosenza vanta prestigio e blasone, ma chi verrebbe a lavorare in una società guidata da un presidente che non vuole progettare e tanto meno investire?

    Crediamo proprio nessuno. Il fatto che Guarascio si ostini a non mollare la società, non è certo per un suo riscatto o per un debito con la città di Cosenza, ma per suoi interessi imprenditoriali che non viaggiano sullo stesso binario di quelli sportivi. Cosenza e i cosentini meritano rispetto, meritano il meglio, non certo di vedere la loro squadra del cuore in pessime mani. Va detto al presidente rossoblu che il Cosenza è patrimonio calcistico della città. Sa benissimo Guarascio, avendolo oltre tutto dimostrato, di non avere le capacità indispensabili per gestire al meglio un club professionistico.

    Se Guarascio vuole riportare entusiasmo alla piazza cosentina, può farlo soltanto passando la mano a chi ha volontà, attraverso programmi e investimenti, di riportare Cosenza dove merita.

    Ad oggi si sta soltanto perdendo tempo prezioso, si sarebbe già potuto avviare una nuova era che consentisse alla Cosenza calcistica di guardare al futuro con entusiasmo.

    Arroganza e presunzione fino alla fine, caratteristica che continua a contraddistinguere il Guarascio presidente, abile nel perseverare negli stessi errori, mancando di rispetto alla storia del Cosenza. Il calcio a Cosenza va salvaguardato, o meglio salvato, da una proprietà che continua a fare “capricci”.

    Situazione che sta costando cara ad un club che meriterebbe di essere sempre protagonista in positivo. La speranza è che questo signore si metta da parte una volta per tutte, dando la possibilità al Cosenza di poter rinascere. Ormai nel calcio e non solo, si è pieni di figure improvvisate.

    Ci rifacciamo a uno slogan molto diffuso che rende l’idea, “Il calcio è di tutti, ma non per tutti”. Il Cosenza non è uno scherzo, è giunta l’ora che il signor Guarascio lo comprenda. Spazio a chi ha idee e competenze. Requisiti fondamentali per rilanciare il calcio nella città dei Bruzi, realtà storica e tradizione di cui il meridione e non solo ne ha un impellente bisogno.

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