IL CALCIO ITALIANO? SIAMO ALLA FRUTTA

Non c’è bisogno dei Graffi. Assolutamente. Per comprendere che il presente ci rappresenta una  situazione generale dell’Italia veramente difficile e che anche il mondo pallonaro non può fare eccezione.
La sensazione, forte, è che mentre tutti stiamo cercando soluzioni, prospettive, un piano di emergenza, la governance del calcio sta dibattendosi, ancora una volta, in un mese di … nulla.

Al solito. Solo chiacchiere e proclami.

Ieri l’altro mi sono divertito ad “emettere” il provvedimento della Giunta Nazionale del CONI. Con la nomina di Megalò a nuovo Commissario federale (no Fabbricini no).
Sarà anche stato uno scherzo (era infatti il 1 di aprile), ma in realtà i motivi posti a sostegno del provvedimento, come direbbero i burocrati, facevano (nella realtà, fanno) ben riflettere. Sostanzialmente era un messaggio trasversale. Chi deve capire capisca! In tanti mi hanno chiamato, si auguravano tutti non fosse uno scherzo.

Questo povero “Gabri”, nominato a presidente federale (minuscolo si sa) per mancanza di prove, non sa più da che parte guardare. Viene strattonato un po’ di qua e un po’ di là.
Da una parte il “magno” Claudio. Che vuole a tutti i costi far riprendere l’attività. Coltiva la speranza che Immobile e compagni siano ancora gli stessi di prima. Constatato che la Juve, obiettivamente, ha dato un segnale chiaro. Giocatori in libera uscita e niente stipendi.
Dubito francamente che Dybala, chiuso nella sua villa in Argentina con la fidanzata, dopo la quarantena sia in grado di riprendere l’attività.
Ma il magno Claudio non si arrende.
Lo stop era fino al 3? Benissimo.
Il 4 tutti convocati a Formello per riprendere gli allenamenti.

Peccato che, con il nuovo decreto di due giorni orsono, Conte abbia prorogato l’emergenza sino a Pasquetta. Specificando che è proibita la ripresa dell’attività sportiva (capito Claudie’?).
In questa confusione totale figuratevi il povero Gabri, mai abituato a prendere decisioni. Ad avere una posizione chiara. A dover fare il dirigente vero, insomma.
Il suo “peso”, di fronte al Governo, è pari a zero. Il rischio di non ricevere un euro dai bond, coronabond, Cassa Depositi e Prestiti, insomma da qualcuno che ha ancora soldini, è fortissimo.
È di ieri la notizia che Canal Plus, in Francia, non verserà la rata di 110 milioni prevista per il 5 Aprile.

Che volete, niente Campionato? Niente sponsor? Niente soldi.

E se questo è l’andazzo non vedo come Sky o Dazn possano comportarsi in modo diverso.
Dazn corrisponde 1,7 milioni a match per le tre partite che trasmette in esclusiva, quindi un totale di 64 milioni di euro sino a fine campionato.
E poi c’è la Serie B. Giustamente Balata ha chiesto di attingere alle riserve straordinarie federali.
Sul punto “Gabri” ha candidamente risposto che il fondo rischi esula.

Beh, non c’è, ci sarebbe stato con gli europei, uffa, lasciatemi in pace.

Una resa incondizionata. Come volevasi dimostrare. Siamo proprio alla frutta.  Come è scritto nello scherzo del commissariamento qui siamo in totale bambola.

Caro Gabri, il budget federale, senza europei, senza sponsor, senza RAI, Senza Sky, che pure avrebbe trasmesso tutte le partite, buttalo pure nel cestino.
E in tutto questo pensate che abbia detto ai revisori di rielaborare i conti come di tagliare gli stipendi dei super raccomandati del marketing e della Risk Manager (avvocatessa Faggi), tutti a 10 mila euro al mese?
Uno spreco assoluto. Uno schiaffo a tutti coloro che non sanno come andare a fare la spesa.
E delle riforme poi? Ne vogliamo parlare?
Non è stato in grado di proporre uno straccio di revisione dei pesi elettorati. Del format dei campionati, in tempi non sospetti. Figuriamoci ora che è preso a pugni da tutte le parti, Associazione Calciatori da una parte, Lega di A e di B dall’altra.
L’ultima l’ha “sparata” sulla Serie C (che è pronta ad essere cancellata e consegnata in mano alla Lega dilettanti). 20 squadre e il resto semiprofessionisti.
Ma come, da quando? Da subito o dalla prossima stagione?
Ma ti sei confrontato con Sibilia e con il vecchietto di Gubbio?

Ma che pretese, intanto la butto lì, anzi, sapete cosa vi dico? Faccio un altro tavolo.

Che tristezza.

Ecco perché ci vuole un commissario che metta mano al bilancio federale. Che riscriva finalmente lo statuto, attribuendo i pesi elettorali alle varie componenti secondo il loro vero valore.
La Serie C a 20 vale il 17 per cento, più della Serie A!
Ma pensano prima di parlare? Io rimango della stessa idea.
Approfittando del palese non-funzionamento della Federazione e della mancata revisione del budget e degli sprechi giornalieri, un Commissario può (ri)attribuire i pesi giusti e poi (finalmente) strutturare il Consiglio Federale. Come si fa nelle grandi aziende.

Con i consiglieri indipendenti, con manager veri. Non con Gabri ed il vecchietto.
Se non si farà così gli interessi corporativi, di una Lega traballante come la Lega Pro o sotto il “ricatto” dell’Associazione Italiana Calciatori (ricordate lo sciopero proclamato sulle scale mentre Parma e Spal stavano per entrare in campo?), impediranno qualsiasi riforma. Impediranno altresì di dare un volto moderno ed efficiente alla Federazione.

A Vitto’, ma dove vivi? Ma non vedi in che mani siamo?
Oltre a questo incapace di “Gabri” il top lo raggiunge Ghirelli da Gubbio. Si il vecchietto coadiuvato dal suo prezioso staff di raccomandati e signorine addette alla comunicazione.
Sotto i colpi di Gravina prima. Oggi sotto quelli del vecchietto di Gubbio, pensionato e retribuito dalla Lega al tempo stesso (?), la Serie C sta scomparendo.
Resosi conto che con la litania dei pulmini e dell’etica (non la sua) non si va lontano. Di fronte al crescente malumore dei Presidenti, stufi di chiacchiere, ha pensato bene di convocare una bella assemblea. Forzatamente in conference-call.
Mi auguro che tutto funzioni. Che sia consentito ai Presidenti di farsi sentire. Perché basta fuffa.
“Naturalmente” il tutto senza un Ordine del Giorno. Senza riferimento alle norme statutarie né all’articolo 73, comma 4 del D.L. 18 del 17.03.2020 che consente lo svolgimento di assemblee da remoto, anche se non previste nei regolamenti. Ma si sa, i consulenti del vecchietto sono quelli che sono.

Il campionato non può riprendere? Bene, si finisce qui, costi azzerati. Per tutti.
È inutile prendersi in giro.
Qui non si fanno più le Olimpiadi. Il Tour de France. Wimbledon. In Belgio sono state cristallizzate le classifiche della Jupiler League (serie A) e della serie A2. In Belgio sono tutti dilettanti.

La Serie C invece giocherà? Beato che ci vuole credere …
Temo che oggi, in questa assemblea impropria (in quanto non convocata dal Direttivo), con 60 e più collegati che devono parlare uno alla volta, si continuerà con il motto del vecchietto: vedremo…emo… emo… emo, ne riparleremo…emo…emo… emo. Insomma non si deciderà nulla di costruttivo.

Cari Presidenti, smentitelo. Basta chiacchiere, scrivetegli che i Campionati sono terminati così. Che prima dovete tutelare (finanziariamente) le vostre aziende e poi pensare al calcio. Che il campionato può ricominciare anche a ottobre inoltrato. Che si deve tornare negli stadi tutti assieme. Che solo quello sarà il segnale, tangibile, di una vita che rinasce.
Ci deve pensare la Federcalcio (o meglio un commissario) a trovare la soluzione migliore per promozioni e retrocessioni.

Non c’è nessun pericolo di cause e controversie. E’ forza maggiore. Non è colpa di nessuno.

E poi Presidenti di C. Presuntuosamente trattati come scemi dal vecchietto. Fategli capire che deve andare a casa. Deve salutare l’Avvocato Tognon (ma è vero o è un fantasma?) e la bella Capotondi (carinissima, ma a che serve al calcio?). Vendesse la sede. Tagliasse i costi e il personale. Ma che ci serve una responsabile dei rapporti con la Federcalcio?

Il vecchietto ha buttato nel baratro la Lega. Si aggrappa agli specchi. Altro che pulmini e campanili. Altro che etica e sociale.

Ora è passato all’elogio sperticato per lo scarsamente preparato, nello specifico della materia, Ministro Spadafora (stiamo a posto). Perché gli ex amici del PD l’hanno salutato.

Alla resa dei conti ed in grande sintesi:
– capacità manageriale: zero;
– peso politico: zero;
– management: zero.

Questo è il giudizio. Situazione peggiore non ci poteva capitare! Siamo alla frutta.