IL CALCIO ITALIANO PIANGE PIETRO ANASTASI, LE ISTITUZIONI (FIGC E LEGA) LO DIMENTICANO

Ci ha lasciato Pietro Anastasi, ex attaccante di Varese, Juventus, Inter e della Nazionale. Dopo una lunga malattia Pietro si è arreso, ha detto basta. Lascia un vuoto incolmabile tra i suoi familiari, gli ex compagni ed i tifosi che lo ricordano per le sue gesta in campo e per la bella persona che era. Chi non ha perso occasione, per ricoprirsi di vergogna, sono state Lega e Federcalcio che non gli hanno dedicato il doveroso omaggio alla memoria.

L’ex giocatore, domenica scorsa, è stato ricordato soltanto su pochi campi. Quelli dove erano impegnate Juventus, Inter, Varese e Catania. Quest’ultima sua città natale. Una vergogna tutta italiana che fa comprendere, per l’ennesima volta, in che mani è finito il nostro calcio. Figure, che fanno di tutto per calpestare i sani valori sui quali lo sport in generale dovrebbe reggersi.

Per Gravina ed i suoi sodali, le priorità continuano ad essere ben altre. Come gli interessi che consentono comode sedute ai loro fondoschiena.

 

Anastasi ha contribuito, da campione quale era, a scrivere pagine storiche del calcio italiano, anche a livello internazionale. Fu uno dei protagonisti nella conquista dell’unico campionato europeo vinto dalla nostra nazionale maggiore. Firmò la seconda rete nel successo degli Azzurri nella ripetizione della finale di Roma. Ai suoi funerali erano presenti molti personaggi illustri del mondo del calcio e tanti suoi ex compagni, su tutti Claudio Gentile, il quale si è detto indignato per la grave dimenticanza da parte della Federazione.

Un atteggiamento che non dovrebbe sorprenderci più di tanto, in considerazione che in questo Paese si fanno distinzioni anche su chi è passato a miglior vita. Un’altra figuraccia istituzionale, che macchia l’immagine di tutto il calcio italiano, sempre che un’immagine ce l’abbia ancora. D’altronde chi governa in ambito politico e sportivo è lo specchio di una società civile totalmente allo sbando.

Anastasi era un vero esempio. Il ragazzo del profondo Sud, che ha coronato un sogno partendo dal nulla, imponendosi importanti sacrifici, ben ripagati dal suo immenso talento. A distanza di giorni dal funerale del buon Pietro, le istituzioni del calcio rimangono ancora nel loro vergognoso silenzio. Nessun accenno all’errore commesso ed alle scuse dovute.

Se il nostro calcio è rimasto indietro, lo si evince anche da certe situazioni. Costretti a credere che sarà sempre così finché, a dirigere, ci saranno i personaggi del presente.

A riparare, in compenso, ci penserà però la UEFA. La cerimonia di apertura di UEFA EURO 2020, che si svolgerà all’Olimpico in Roma (a giugno) renderà omaggio, oltre mezzo secolo più tardi, al più grande trionfo calcistico ottenuto da Anastasi.

Nella foto di copertina Pietro Anastasi con Gigi Riva nella notte magica della finale degli Europei ’68