IL CALCIO DEI BUFFONI E DELLE CORTIGIANE

E così il nuovo corso di Gabri (il bello) e di Ghirelli (“tutto va bene abbiamo cambiato il calcio”), inizia a dare i suoi frutti. Fantastico!
Mentre sto scrivendo queste poche righe ancora non si sa se i calendari di Serie c (minuscola) si faranno o si rinvia. Con il piccolo “dettaglio” che non è chiaro quante squadre parteciperanno al torneo (sì, proprio così, avete capito bene). Il format è incerto.
Si è partiti a 59. Già una sconfitta enorme per il new deal di roosveltiana memoria (niente a che fare con i buffoni del titolo di oggi) avviato da Gabri, il riformatore (?), supportato dal settantenne girovago. Il tutto condito dalla cortigiana di palazzo.
Poi il Collegio di Garanzia del CONI (Garanzia appunto, perché protegge i diritti e le regole) ha accolto i ricorsi di Bisceglie e Cerignola. Ha annullato la decisione del Consiglio Federale Figc.
È il “risultato” delle nuove regole. Purtroppo scritte male e male applicate da questi incompetenti (ma vi ricordate l’unica intervista rilasciata dal Signor Paolucci della Lega Pro che non si capiva che volesse intendere neanche in italiano?!). I livello attuale è questo.

E adesso? Si chiedono tutti i media. Stavolta non solo “I Graffi” che sono tacciati di essere solo distruttori, ma purtroppo ad aver ragione si passa per fessi. Che si fa con questa Lega Pro?
Si passa a 61? Ma il format dell’articolo 49 delle NOIF è chiarissimo. La Lega Pro è a 60 (e infatti anche le 59 iniziali dovevano essere colmate con una nuova riapertura dei termini sul ripescaggio).
Ma ora a 61, siamo senza soluzione.
Prima, cari “buffoni” (inteso nel senso buono di “giullari”, per carità, non voglio insultare nessuno) soffermiamoci sulla sentenza del Collegio di Garanzia. Per capire. Per meglio comprendere.

Chi ha sbagliato? Chi ha scritto male le norme o chi non le ha applicate?

Prima di addentrarci in ambiti legali, che non mi sono propri, il discorso Bisceglie merita un approfondimento che questo blog ha già ribadito tante altre volte.
Cari Gabri e Ghirelli, che a parole dite che volete rispettare le regole, ricordatevi che avete tollerato la presenza della Lucchese in concordato preventivo e non l’avete esclusa ai sensi dell’articolo 16 delle Noif. Nonostante una morosità da 25 punti di penalizzazione (ma che bisogna fare per essere radiati?) e avete fatto disputare un play-out contro il Bisceglie, come se nulla fosse.
Risultato di questo non rispetto delle regole?
Ai rigori vince la Lucchese, che non ha pagato gli stipendi agli eroici calciatori e non ha la fidejussione. Con un’istanza di fallimento sulla testa. E il povero Bisceglie, rispettoso delle regole?
Ma chissenefrega, vai nei dilettanti, adesso ci mettiamo ad escludere altre società in corso di campionato? Abbiamo da fare, firmato: Gabri e Ghirelli.
Naturalmente a distanza di una settimana il Tribunale di Lucca, con sentenza numero 58/2019 del 1 luglio 2019 ha dichiarato improcedibile il concordato (ma no??) e il fallimento della A.S. Lucchese Libertas 1905. E salutami il Bisceglie.
Il fallimento è stato richiesto, oltre che dai creditori-fornitori, naturalmente non pagati come del resto i calciatori, anche dalla Procura della Repubblica.
Ora, dichiarato il fallimento, come era prevedibile, dovrebbero spiegare (Gabri e Ghirelli) del perché non hanno escluso immediatamente la Lucchese. Nonostante i 25 punti di penalizzazione e l’evidente stato di decozione. Ignorando, oltre le norme federali, anche le leggi dello Stato.
Bene, in sintesi, hanno fatto concorso in bancarotta tutti e due e così ne risponderanno ad un Tribunale vero e non più ai Graffi.

Quindi, in ogni caso, il Bisceglie non poteva essere retrocesso né obbligato a disputare i play-out.
Ma per il duo, il rispetto delle regole si fa solo a chiacchiere.
Nel procedimento di riammissione il Bisceglie veniva escluso per il presunto mancato rispetto del termine perentorio sul requisito infrastrutturale dell’impianto di illuminazione.
Correttamente il Bisceglie ha impugnato, oltre la decisione di esclusione, anche tutti gli atti presupposti (così come dicono gli uomini di legge) e quindi tutti i vari Comunicati Ufficiali della Figc e della Lega sui criteri degli stadi.
Risultato? Annullata la decisione di Gabri e riammesso il Bisceglie. Dopo che all’udienza lo stesso sindaco della città pugliese aveva dimostrato che l’Amministrazione aveva provveduto a tutti gli adempimenti.
In sintesi, norme fatte male e male interpretate.
Tipico di questi dilettanti, altro che rispetto delle regole.

Siamo quindi arrivati a 60, come recita l’articolo 49 delle Noif. Evviva!
Ma, a seguire, arriva il fattaccio.
Anche il ricorso del Cerignola viene accolto dal Collegio di Garanzia.
E leggendo la sentenza numero 56 del 24 Luglio 2019 emessa dal Collegio del CONI, gli “schiaffoni”, al sistema organizzato da Gabri & C., si sprecano.
Innanzitutto il Collegio qualifica in modo diverso il soggetto “ripescato” che diviene tale solo quando c’è una carenza di organico. Quindi tempi e termini devono tenere conto di questa situazione.

Di conseguenza, caro Gabri, “occorre assicurare che il diritto al ripescaggio risulti effettivo. Effettività che deve essere vagliata alla luce dei criteri di proporzionalità, ragionevolezza ed adeguatezza anche in riferimento alla fissazione dei termini” (bada-boom).
E ancora “La ratio sottesa alla fissazione dei termini deve essere funzionale allo svolgimento dei campionati, ma non irragionevolmente sovrabbondante rispetto allo scopo perseguito” (fine dei termini perentori).

Insomma un pasticcio epico.

Ed ora che si fa? Non si può ipotizzare una Lega Pro a 61, le norme non lo consentono.
Qualcuno ipotizza di sottrarre il ripescaggio alla Paganese …
Sì, buonanotte. Dopo tanto di Comunicato Ufficiale non si può.
Insomma, siamo alle solite. Altro che nuovo corso, i dilettanti (sempre quei due) hanno partorito l’ennesimo pasticcio. A voglia il mitico Ghirelli a rilasciare dichiarazioni del tutto va bene madama la marchesa.
E oggi alla presentazione dei calendari al Salone del CONI, che si fa? Mistero.
Mi riferiscono che per ora si fanno i calendari a 60. Senza Cerignola.
E le sentenze del Collegio di Garanzia?
Vediamo, approfondiamo, il termine era perentorio.
Dai, fateci andare in vacanza.

La verità? Non sappiamo come finirà.

Quel che è certo è che i dilettanti (sempre quei due) producono disastri. Se questo è il nuovo corso “aridatece baffone” diceva il saggio.
Forse ci penserà la risk manager a risolvere il pasticcio.

L’ultima, ma non sarà l’ultima, riguarda questa strana posizione di Felicio De Luca, capo dei Revisori della Lega Nazionale Dilettanti che sarebbe incompatibile con il ruolo in quanto, al tempo stesso, manager.
La Procura Federale dell’ottimo Pecoraro, che non schioda dalla sedia nonostante le richieste di Gabri, sarebbe intenzionata a deferirlo, forse per violazione dell’articolo 1 bis sui doveri di lealtà.

Caro Pecoraro (a proposito, sarebbe opportuno che anche lei mollasse gli ormeggi), questa posizione di De Luca puzza lontano un miglio di cosa politica. Che bassezze!
Qualcuno, suppongo anche chi è, ma aspetto che lo manifestino i tempi, ha innescato una bomba ad orologeria tra venerdì e sabato della scorsa settimana. Doveva, secondo le loro aspettative, esplodere fragorosamente.  Peccato, sempre per loro, che la miccia era bagnata. Si sta rivelando un flop maligno. Come si usa dire: tanto rumore per nulla.

Qui ci sarebbe ben altro da “vedere”. Caro Pecoraro. Qualche esempio? Risk manager con stipendi misteriosi, ma senza referenze. Portati da Firenze a Roma, pur in una situazione di crisi finanziaria. Presidenti di Lega, pensionati di Lega, che percepiscono compensi misteriosi dalla stessa Lega e che non recuperano soldi pubblici delle società (quelli, per esempio, dei quali si era appropriato Macalli).
Buffoni e cortigiane, appunto.
Un disastro annunciato.

Concludo con una personale, inevitabile, chiosa finale.

Caro presidente (minuscolo) Ghirelli. Nell’ultima assemblea di Lega ti sei “lamentato” del comportamento di un tale. Non giornalista. Che scrive cose non vere (a tuo dire). Invitando i presenti (non i tuoi presidenti, perché nella sala ce n’erano pochini) a non seguirlo. Non ascoltarlo. Non dargli retta. In definitiva un denigratore. Un disfattista (lo hai definito). Ti sei ben guardato, però, dal farne il nome. Le allusioni, comunque, riportavano apertamente al sottoscritto.

Bene Francesco.

Ove fosse vero che quei riferimenti (come molti hanno inteso) riguardavano la mia persona (in fin dei conti sono l’unico che, come sopra, ha il coraggio di metterci da sempre la faccia, evidenziando la pochezza dei risultati ottenuti nella tua gestione) ti invito ad un confronto pubblico. Tu suonerai le tue trombe ed io le mie campane (come diceva quel tizio).

Dinanzi ai tuoi presidenti. Dinanzi agli addetti.

Sarebbe, per te, una cartina di tornasole importante. Una chiama utile per verificare il valore effettivo di quella rinnovata credibilità (fatua a mio giudizio) della Lega Pro, della quale, negli ultimi tempi, ti stai vantando. Certo che di coraggio ce ne vuole!

Il tutto servirà ad accrescere il tuo valore. Se sei convinto dei tuoi numeri. Dei tuoi progetti e dei tuoi risultati. A ben vedere, però, il “pasticciaccio” delle riammissioni e dei ripescaggi già recita il contrario!

A proposito. Io non cerco ruoli né cariche istituzionali. Sto bene come sto!

Attendo tue.

Nella foto: Ghirelli con il sindaco di Cerignola Metta

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