IL BUCO NERO DAL RETROGUSTO DI FRAGOLA

Niente di nuovo sul fronte occidentale, direbbe Remarque. Qui nulla cambia, anzi, se possibile, la situazione peggiora. Il tutto inghiottito da un enorme buco nero nel quale gettare i soliti proclami, auto incensarsi e nulla più.
Che tristezza. un’altra settimana gettata al vento.
Ma io sono e sarò e sempre qui a tirare fuori il meglio (eufemismo) di quanto fatto dalla attuale “governance” del nostro povero calcio. In attesa che succeda qualcosa.

Ma come Vittorio, guarda che ti sbagli. Il 27 gennaio c’è stato un importantissimo consiglio (minuscolo) federale e sono state assunte da Gabri decisioni definitive.

Ah bene finalmente.
E’ cambiato il format dei campionati? Sono stati modificati i “pesi” elettorali riattribuendo alla serie A quanto di competenza, togliendo almeno un 10% alla scalcagnata Lega Pro portata al baratro dal vecchietto di Gubbio (ci tornerò dopo su di lui, per farci almeno quattro risate, anche se non so se la moglie sarà contenta).

Insomma anche il Gabri, resosi conto della drammaticità del fatto che le Leghe professionistiche in Italia contino 100 (dicasi 100) società, unico esempio d’Europa, si è deciso?
Riforma immediata da attuare nella prossima stagione (con la solida speranza che non ci sia più Gabri a passeggiare per Via Allegri).

Vittorio, non esagerare. Non ho avuto tempo, che diamine. C’era il budget da sistemare (io Vittorio, a questo argomento dedicherò, prossimamente, un intero editoriale).
Sai che faccio ?
Preparo un bel tavolo per studiare la riforma……
Nooo Gabri. Per favore. Un altro tavolo no…..!

Eh si cari amici lettori, beccatevi un altro tavolo inutile.
E allora, ricordiamoci.
Era il 26 Novembre 2018, si avete capito bene. Gabri pensò di formare il tavolo delle riforme che entro pochi mesi avrebbe risolto tutto.
Si, è la drammatica realtà, parliamo di Novembre 2018.
Era il tavolo della riforma dei campionati :- Umberto Calcagno in qualità di coordinatore, Tommaso Giulini, Alessandro Zarbano, Massimiliano Santopadre, Oreste Vigorito, Emanuele Paolucci, Giuseppe Baretti, Renzo Ulivieri, Pierluigi Vossi, Andrea Chiavelli, Antonio Di Sebastiano, Giancarlo Gentile.
Solo una voce si alzò dal coro per sottolineare l’assenza di dirigenti della serie B (Balata poco gradito già da allora), sostituiti da qualche chiacchierato presidente. Un Paolucci per la serie c (minuscolo) quindi lo zero assoluto. Io, con i Graffi (si ero io), sottolineavo come fosse stato imprudente designare l’Avvocato Calcagno a presiedere la commissione per ridurre drasticamente il format dei campionati professionistici.
Mettere il sindacato a tagliare i posti di lavoro? Ma sei sicuro “Gabri”?

Uffa Vittorio, allora non hai capito niente, sono stato eletto da poco anche con i voti dell’Associazione Calciatori. Che vai cercando, lasciami in pace.

Ancora una volta le mie perplessità si sono rivelate (ma la ragione è purtroppo dei fessi) più che fondate.
La commissione doveva essere presieduta dall’Aic per essere sicuri che non si sarebbe fatto il nulla assoluto.

Il buco nero ha assorbito tutto.
Cosa è successo da quel 26 Novembre 2018? Quali riforme sono state attuate (bum) o almeno proposte?
Vittorio caro, non era quello lo scopo.

Di fronte al nulla assoluto il 27 Gennaio 2020 (!), di fronte all’imbarazzo di non aver fatto nulla (bravo Calcagno, hai fatto il tuo lavoro alla grande, come al solito) che faccio? La riforma era effettivamente nel programma e , per di più, sta per finire il mio mandato (sempre troppo tardi, Gabri, tanto è inutile che continui a cercare di sfasciare la Lega di A, non ti ci vogliono).Aspetta, aspetta. Ho trovato! Faccio un altro tavolo.

Ecco insediata la Commissione per la riforma dei Campionati.
Si, si chiama così.
Sarà presieduta da me Gabri (perbacco) e ci saranno tutti i dirigenti questa volta. Il neo Presidente della Serie A Dal Pino, Sibilia, Ghirelli, Barbiero, Ulivieri e Tommasi.
Per carità. I nomi sono giusti, ma siamo al 27 Gennaio 2020.
Complimenti!

Mi spiace ma io,  sui Graffi, non ci so a rimanere zitto.

A mio modesto avviso il Consiglio Federale va completamente riformato.
Nella sua struttura. Nel suo modo di elezione. Altrimenti faccio la fine di Gabri che sta trascinando anche tutti gli altri dirigenti, delle varie componenti, ad una semplice difesa dei propri interessi e del proprio orticello.

Dico che così non si va lontano.
E allora auspico che un nuovo candidato per la Presidenza della Federcalcio (ho una idea) si affacci. Proponga una riforma vera del Consiglio, come si fa (e si deve fare) nella grandi società. Dove, accanto ai consiglieri espressione degli azionisti, vengono nominati i così detti consiglieri indipendenti.
Si avete capito bene. Manager veri (non quelli intenti a inseguire donzelle). Che abbiano a cura gli interessi del movimento calcistico. Che consentano una vera crescita. Non i singoli interessi.

Dai buonanotte Vittorio, tu davvero sogni…..

Qui stiamo a Gabri. Al Salaria Sport Village. Alla Risk Manager ed al vecchietto di Gubbio.

A proposito. Il vecchietto di Gubbio. Il 28 gennaio scorso si è svolta l’importante reunion in un albergo romano. “Lo studio e l’impatto della Lega Pro sul calcio”, alla presenza dell’oramai moribondo ministro dei moribondi 5 stelle (complimenti Francesco hai scelto proprio un cavallo vincente).
Più che un impatto a me è sembrato uno schianto.
La Lega Pro, sotto le abili mani del vecchietto di Gubbio è prossima alla sparizione. Quel destino, francamente, appare segnato. E non soltanto a me.

Stendiamo un velo pietoso sullo sciopero. Sulla defiscalizzazione. Sulla trasparenza….sull’etica.

Un esempio. Alla faccia delle tante sbandierate riforme l’Avellino è pronto ad implodere. I nuovi sono senza risorse e litigano tutti i giorni.
I soldi, messi fin qui, sono del venditore De Cesare. Che ha pure il diritto di riprendersi il tutto.
Come sia possibile che la Sidigas, con istanze di fallimento pendenti, con una sentenza della Corte d’Appello di Napoli che ha ordinato al Tribunale di Avellino di dichiarare il fallimento, con un sequestro preventivo da 100 milioni di euro ottenuto dalla Procura della Repubblica, continui a mettere soldi è mistero tutto da scoprire….

Le Procure di Napoli e di Avellino indagano. La Covisoc ha accertato che i flussi non provengono dalla attuale proprietà, ma è gli stato detto di tenere la cosa sotto silenzio.
L’importante è che ci siano i soldini. Poi la provenienza non importa.
Alla faccia della trasparenza e del nuovo corso “graviniano” tanto decantato dall’affezionato Ghirelli.
Le consuete chiacchiere senza alcuna sostanza ….
L’importante è fare il convegno che è stato chiuso da Gravina con il solito auto elogio…
Ecco una foto significativa dei “nostri” in tenero sguardo.

Che carini. Sembrano gli amorini di Peynet. (vedi qui a fianco)

E allora, per non essere da meno del suo vate, copiandone le orme, anche il vecchietto di Gubbio ha messo a segno il suo colpo personalissimo.

E si, va bene caro Vittorio, la Lega è sprofondata, soldi non se ne vedono, defiscalizzazione niente, lo sciopero è finito.

Però…

Però anche io ho comunque bisogno di un’assistente personale.

E in questa situazione di disastro totale (da vergogna) Ghirelli che fa? Assume tal Francesca Buttara, una giovane donzella di bella presenza, con l’incarico di “responsabile delle relazioni istituzionali della Lega Pro”. (ma quali?).
La giovane signora risponderà direttamente al Presidente Ghirelli (poveri noi).
Ditemi che è un scherzo.
Ma che incarico è? E’ previsto un compenso?

Pubblico una foto della Signorina Buttara… merita!

Ecco. allora ho capito tutto!

Un’altra Risk Manager nel panorama del calcio italiano.

Quel benedetto buco nero, dal retrogusto di fragola, che muove il mondo.

Lasciatemelo dire: ma come si fa!

Nelle foto sopra una espressione confidenziale tra Gravina e Ghirelli. Nell’altra (più in basso) Francesca Buttara novella responsabile delle relazioni istituzionali della Lega Pro