Il 22 ottobre la Federcalcio avrà un nuovo presidente

Adesso è ufficiale: il 22 ottobre la Figc avrà un nuovo presidente e una nuova governance. Sarà una rivoluzione autentica: Giancarlo Abete, scelto come presidente dai 4 ribelli (Sibilia, Gravina, Tommasi e Nicchi), non è ricandidabile, e non lo sarebbero stati nemmeno Matarrese e Carraro. E’ la legge n.8 del 2018, la mannaia sui limiti di mandati (massimo tre) che avrà conseguenze anche in Giunta Coni: al posto di Carlo Magri, ex leader del volley per vent’anni, martedì 4 settembre entrerà Fraccari, presidente del baseball (mondiale). Nel calcio, oltre ad Abete, non potranno entrare, o rientrare, in consiglio federale Calcagno, Perdomi, Tommasi. Ulivieri e Lotito. Un autentico ribaltone. In caso di ricorso, presentarsi al collegio di garanzia del Coni, da Frattini, con nessuna possibilità di spuntarla. Per eventuali irriducibili, c’è inoltre la strada dal Tar del Lazio: se venissero ravvisati profili di incostituzionalità, cosa non del tutto impossibile, le carte finirebbero appunto alla Corte Costituzionale. Risposta, se va bene, nel giro di un paio di anni. Meglio lasciar perdere. La legge, comunque, è stata fatta male.