I Graffi di Tavecchio: “I Commissari? Il calcio è un’altra roba. Intervenga il Governo”

Adesso è lui a puntare il dito. Il tornado abbattutosi su Carlo Tavecchio dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, ne ha determinato le forzose dimissioni dalla carica di Presidente Federale. L’ulteriore caos manifestatosi nei successivi dieci mesi, caratterizzati dalla mancata elezione di un successore e dal relativo commissariamento della Figc, consente adesso all’ex numero 1 di via Allegri di ergersi lui ad accusatore di un sistema calcio che sta sprofondando: non solo verso una crisi tecnica ed una ingestibilità governativa, ma soprattutto verso il definitivo allontanamento di una fetta di appassionati. E lo fa in esclusiva ai Graffi Sul Pallone.

Non si può non cominciare dalla goccia che fece traboccare il vaso, ossia la nazionale italiana: “I giocatori italiani faticano a trovare spazio nei loro club, quindi la richiesta per la nazionale è sempre più ristretta. La mancata partecipazione ai Mondiali è stata una tragedia. Ma subito dopo si è ripartiti, con una nuova competizione in cui siamo classificati tra i migliori, che dà tre punti a partita. La prima gara si può anche perdere, ma alla seconda noi schieriamo una squadra sperimentale. Forse qualcuno non ha detto al tecnico che c’erano tre punti in palio. È un sistema di metodo, organizzazione e responsabilità. Non è più solo un problema di giocatori”.

Passiamo dunque all’operato dei commissari: “Si sono trovati ad avere delle situazioni per loro non note. Gente per bene, che veniva da mondi diversi. Il calcio è un’altra roba – sottolinea il presidente Tavecchio – Norme cambiate dalla mattina alla sera, sostituzione dei termini delle Noif, cambiamenti repentini dei campionati. So che a fine maggio erano stati autorizzati i ripescaggi, il 15 agosto si dice che non ci sono più? Alle squadre reduci dai playoff e che hanno fatto acquisti in funzione di ciò, cosa racconti? Sono situazioni che hanno creato un fastidio ed una confusione tale, che i risultati sono questi. Siamo arrivati ad un torneo di Serie C, con cinque società che non giocano in attesa del pronunciamento di un tribunale. Ritoccato ancora una volta un provvedimento del Collegio di Garanzia, il cui presidente dice che è successa una cosa brutta. Come si fa ad avere autorità e prestigio?”.

La Serie C è partita in ritardo e con tanti punti interrogativi, mentre la Serie B ha rotto subito gli indugi scendendo in campo con chi c’era: “La madre di tutti i discorsi è la riforma dei campionati, che non si può attuare in Tribunale. Devono occuparsene dei tecnici preparati. Tutti sapevamo il progetto che ho lasciato nel cassetto in Federazione: Seria con 20 squadre, altrettante in B, e due gironi da 18 o da 20 in Serie C. Questo il progetto che andava portato avanti senza traumi. I commissari sono entrati in funzione a febbraio: a luglio poteva essere già tutto fatto. Invece c’è stata una serie di provvedimenti e si sono incartati. Basti guardare il calcio femminile: doveva essere dato alla Lega di Serie A. Non alla Federazione, che non si occupa dei campionati. Invece ci sono interessi di poche società professionistiche, tutti sanno quale sono”.

Piero Camilli, patron della Viterbese, auspica l’intervento del Governo per risolvere i guai del calcio: “Il Ministro dello Sport è stato un calciatore dilettante, conosce perfettamente la situazione. Il Coni avrebbe dovuto intervenire subito, portando gente competente, in grado di realizzare la riforma da subito. Hanno firmato per realizzare un torneo zoppo, a 19 squadre”.

Tavecchio individua il vero tavolo sul quale si giocherà la partita per l’elezione a Presidente Federale, in calendario il prossimo 22 ottobre: “Prima andrà discusso il pronunciamento del Tar. Se si dovesse dichiarare ammissibile tutto ciò che è stato dichiarato inammissibile, altro che Governo! Ad ottobre non si può fare più niente, ci saranno azioni di responsabilità da parte dei presunti aventi di diritto. Voleranno milioni come cartuccelle, in termini di rimborsi. Cosa avrei fatto io, fossi stato ancora in carica? La situazione era chiarissima. La decisione dei ripescaggi era stata adottata, si partiva con le 22 squadre in B: si rende conto se l’anno prossimo dovessero ripristinare il format? Ci sarebbe stata una selezione automatica in Lega Pro, vista la rigidità dei controlli per le iscrizioni: una grossa percentuale sarebbe andata via”.

Intanto la Serie C inizia senza sapere per quante promozioni si lotta: “Il campionato non poteva non cominciare. Qui ci sono la bellezza di 59 società che hanno fatto delle operazioni, non potevano aspettare oltre. Uno dei motivi per cui si può arrivare al commissariamento di una Lega o di una Federazione, sta nella irregolarità dei campionati. E secondo lei, un campionato in cui ci sono cinque società che non giocano, è regolare?”.

Tornando al poco utilizzo degli italiani dei club, l’ulteriore considerazione del presidente Tavecchio è sferzante: “Ci sono delle società di Serie A che vincono tutti gli anni i tornei Primavera o internazionali: guardi se di quei giovani calciatori, ce n’è poi uno che gioca in prima squadra. Qui c’è un sistema collegato ad un fatto economico. I procuratori importano i calciatori. Il giocatore del Parma che ha segnato all’Inter, è uno del vivaio dell’Inter. Sono andati a prendere terzini di qua e di là. Fuoriclasse ce ne sono pochi in avanti, sono difficili da trovare. Ma se come terzini e portieri siamo combinati così, prendiamo atto che il sistema predilige giocatori stranieri per altri motivi”.

Adesso serve un nuovo timone per la Figc: “Circa l’elezione del prossimo Presidente Federale, innanzitutto il Governo dica la sua. Chiarendo bene cos’è il Coni e cosa sono i soggetti che intervengono per la gestione del calcio. La Figc fattura, ha più rapporti di tutte le altre federazioni, la valutazione può essere diversa. Non si può dipendere dal sistema sportivo vigente, se i problemi della Figc sono diametralmente opposti rispetto alle altre federazioni. Servono attenzione maggiore e controllo da parte del Governo. Questa è la strada maestra per far disinteressare gli spettatori. Guardi anche che problemi ci sono per vedere le partite – l’amara considerazione finale di Carlo Tavecchio – Il Governo ed il Ministro devono intervenire, non si può essere più dipendenti dal Coni”.

Comments (1)

  1. Salvatore Lo Presti

    Mi sembra che il signor Tavecchio ha perso come spesso gli accade una buona occasione per star zitto. I commissari certamento hanno fatto dei guasti (nell’intento di supplire alle manchevolezze della sua deficitaria gestione) ma invocare l”intervento del Governo è delirante. Ci metterebbe fuori dalle regole (già, ci sono delle regole oggi nel calcio…?) e potrebbe provocare un intervento diretto della FIFA che potrebbe metterci sotto indagine (ed a rischio di sospensione) pèer intromissione indebita da parte del potere politico. Ma perchè non sta zitto, caro Tavecchio, e non si ripassa gli statuti?

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