I Graffi di Rosati: “Calcio allo scatafascio da quando i presidenti vogliono fare i direttori. Salvini, pensaci tu”

Ne ha viste di cotte e di crude. Gianni Rosati è il miglior cavallo tra quelli fermi in stalla, vittima di un calcio in cui la meritocrazia ha da tempo lasciato spazio al do ut des. L’ex direttore sportivo di Genoa e Reggina attende, a dire il vero senza particolare ansia, l’elezione del nuovo Presidente Federale. Ai microfoni di Graffi sul Pallone, lancia un messaggio certamente non positivo, ma quanto mai realistico circa lo stato attuale del pallone tricolore.

Lunedì 22, come noto, Gabriele Gravina si presenterà come candidato unico alla massima poltrona federale: “Posso solo dire che dei nomi fatti, e di chi ha preso già il timone di questo sistema, non me ne piace uno. Molti li conosco, con qualcuno ho avuto a che fare. Con quelli che conosco marginalmente, cioè i signori del Coni, non mi pare abbiano combinato granché. Ricorsi, controricorsi, la Serie B, la C, la V, la Z. un caos totale. E non mi sembra si stia correndo ai ripari con le persone qualificate”.

Al direttore Rosati chiediamo qual è il primo problema da risolvere: “Bella domanda. Intanto, servono persone di spessore al posto giusto. Ma ormai, bisogna che ci rassegniamo. Il calcio sta andando allo scatafascio. Siamo in mano ai procuratori, non sono stati portati fuori dal calcio. Dovrebbero occuparsi di contratti e basta. Invece fanno trattative per conto di una o più società. è una grave distorsione del sistema. Poi, le categorie: la Serie C non può sostenere più di un girone. La B a 19 mi sembra una buffonata”.

Si è arrivati a questo punto anche per poca voglia di andare sui campi a fare lavoro di scouting: “Sono arrivati dei presidenti che vogliono fare i direttori. Collaborando con i procuratori per una questione di introiti. Gli agenti non sanno niente di calcio, se togliamo la vecchia generazione che era competente e professionale. Tullio Tinti, Sergio Berti, Carpeggiani, Damiani e Branchini erano dei signori professionisti. Adesso siamo scesi in basso. I direttori sportivi bravi non li vogliono, perché capiscono troppo di più. Danno fastidio, sono d’intralcio – accusa Gianni Rosati –  Manca una classe dirigente capace di prendere decisioni. Leggevo un editoriale di pseudogiornalisti, che poco tempo fa sottolineava il passato burrascoso del nome proposto per la Figc. E adesso scrive evviva. Si cambia in base alla convenienza. Ho votato per Salvini, spero rimetta a posto il Paese”.

Ma la politica italiana si è accorta di questo scatafascio? “Questi ragazzi (Salvini e Di Maio, ndr) ci arriveranno, come stanno facendo per le altre cose. Quest’estate ci ridevano tutti dietro, dalla Germania all’Inghilterra. Ci sono squadre che non giocano. L’Entella alla fine forse farà l’Interregionale. Dato che in B ed in C non gioca – ironizza il ds Rosati ai Graffi – La Viterbese quando recupera? Ad agosto? Che sistema è? Ho vissuto di calcio fin da quando sono nato. Vedere certe cose e certi personaggi mi dà fastidio”.

Attualmente c’è qualche mosca bianca? “Se parliamo di come operano tecnicamente, uno dei pochi direttori che ammiro da sempre è Giovanni Sartori. Non ho mai cenato con lui, quindi non è piaggeria o amicizia. È un grande direttore sportivo, ha scoperto più talenti di tutti. Altri, se lo fanno scrivere da giornalisti compiacenti. Lui non se lo fa scrivere, ma lavora sul campo. Il Chievo con lui si è sempre salvato, scoprendo giovani quasi tutti italiani: oggi è la squadra più vecchia della Serie A. All’Atalanta ha dovuto prendere qualche straniero, ma ha portato giocatori interessanti. Se invece parliamo di politica calcistica, non ci voglio neanche pensare”.