I Graffi di Di Cintio: “Lo scontro sul format è di carattere politico. Temo sgambetti”

    E non illudetevi che finisca qui. Questo il concetto finale che emerge, dalla chiave di lettura fornita dall’avvocato Cesare Di Cintio circa la telenovela ripescaggi. Ai microfoni di Graffi Sul Pallone, il noto esperto di diritto sportivo ha analizzato tutti gli scenari che si aprono da qui al 24 settembre, dead-line stabilita dal Collegio di Garanzia per stabilire finalmente chi giocherà in B e chi no. Ed ovviamente, qualcuno resterà scontento.

    A prescindere da come andrà a finire la vicenda, si è perso del tempo e c’è stata una mossa scatenante: “I provvedimenti del 13 agosto, mi sembra chiaro, emessi dal Commissario di concerto con la Lega di Serie B. il Presidente Frattini aveva indicato una strada, la Figc ha deciso di cambiarla. Come finirà? Ci vorrebbe la palla di vetro. Sembra un Italia-Germania 4-3: quando tutto sembra finito, arriva il gol all’ultimo momento che riapre la partita. Il provvedimento di sabato da parte del Tar l’ha riaperta in zona Cesarini. Qualcuno, scherzando, l’ha chiamata zona Cesarino”.

    La Serie C, a compilazione dei calendari avvenuta, potrebbe vedersi togliere tre squadre: “In maniera lungimirante, il presidente Gravina ha sospeso le partite delle squadre ripescabili. Anche se Catania, Novara e Siena non avevano presentato istanza al Tar, a differenza di Pro Vercelli e Ternana – evidenzia l’avv. Di Cintio – Gravina ha protetto il proprio campionato, consentendo a tutte le squadre di giocarsela alla pari di fronte al Collegio di Garanzia”.

    Il tutto, per non avere un caso Vibonese-bis: “La linea l’ha tracciata proprio quella decisione. La Vibonese ha fatto giurisprudenza. Oggi si può accedere un tipo di procedura diretta, che è l’art. 30 c.g.s. del Coni. Poi abbiamo scoperto un principio, prima assente, che nel momento in cui prendi parte ad una competizione poi sarebbe grave danno uscirne. L’interesse singolo sarebbe inferiore rispetto a quello della collettività. A quel punto, si chiede il risarcimento del danno”.

    Sul tavolo dei ripescaggi si gioca forse la partita più importante dell’elezione a Presidente Federale: “Credo sia stata una scelta dettata dalla politica, più che dal diritto. Penso che la politica debba stare fuori dalle dinamiche legali. Le norme ci sono, devono essere rispettate. Lo scontro sul format è di carattere politico. Il Commissario avrebbe potuto revocare in autotutela i provvedimenti del 13 agosto. La responsabilità è di chi ha voluto andare avanti fino in fondo, le danneggiate sono le squadre”.

    Lo studio legale Di Cintio – Ferrari assiste la Pro Vercelli, una delle cinque squadre in corsa per tre posti. Come reagiranno le due non ripescate? “Gli sgambetti e li scivoloni sono sempre dietro l’angolo. Non mi fido. Staremo con 100 occhi aperti fino al 21 settembre. È evidente che chi è stato portato fino a quella data da una situazione del genere, avrà dei danni. Non dimentichiamo che le fidejussioni ed i fondi perduti di queste società sono in Federazione. Dei calciatori sono rimasti fermi per una procedura di ripescaggio. I danni, in teoria, potrebbero richiederli anche le società ripescate. Ma è chiaro che non lo faranno, perché avranno raggiunto l’obiettivo di tornare in Serie B”.

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