I Graffi di Caffo: “Fidejussioni? Errore a monte. Io altrove? No al business, tifo Vibonese”

    Un presidente da clonare. Tutti vorrebbero lavorare con Pippo Caffo, non solo nel mondo della Serie C. Il patron della Vibonese è stimato non solo per le possibilità economiche (notevoli), ma soprattutto per la positività e l’entusiasmo che riesce a trasmettere. Innamorato della città nella quale ha scelto di concentrare la propria attività imprenditoriale, il presidentissimo ha commentato ai Graffi il weekend particolare che attende la sua formazione. Di ritorno su un campo, quello di Reggio Calabria, che ha portato fortuna in occasione dello spareggio vinto col Troina per la promozione in C. ma sul quale potrebbe non trovare l’avversario.

     

    I calciatori della Urbs Reggina sono infatti in stato di agitazione: “Siamo tornati anche per la Coppa Italia. Pensavamo e pensiamo tuttora che si possa risolvere questa situazione. Noi siamo pronti, abbiamo prenotato l’albergo. Mi auguro si possa giocare”.

    Caffo però sa meglio di tanti altri, cosa significa gareggiare contro formazioni che non hanno presentato la fidejussione: “Questo è un handicap che peserà molto. L’ho detto lunedì all’assemblea di Lega, che ha voluto aprire verso le assicurazioni. Con le polizze bancarie non è mai successo nulla. Le compagnie estere non sempre sono controllate, a differenza delle assicurazioni italiane. Ricordatevi Gibilterra. E pensare che società come Messina o Mantova, un paio d’anni fa, pagarono 50 mila euro per una polizza che non gli è servita a niente. Con la fidejussione bancaria, fin dal 2006, non ho mai avuto problemi”.

     

    Tornando sullo sciopero ancora non rientrato da parte dei calciatori della Urbs Reggina, il presidente Caffo guarda in faccia la realtà: “I calciatori sono nel pieno diritto. Esistono delle norme. Ma lo sciopero in sé e per sé, se non ci sono spiragli, non so a cosa possa servire. Se la prossima settimana non ci sono i soldi, scenderanno in campo mercoledì? Deve intervenire il sindacato dei calciatori ed anche la Lega – sostiene il n.1 della Vibonese – Poco fa mi è arrivato un comunicato, dice che i giocatori della Urbs Reggina non sono pagati da qualche mese. Non posso entrare nelle faccende altrui. Ci possono essere mille modi per uscirne. Nuovi soci. La provvidenza. Ma se non è pagato novembre, a maggior ragione non verrà pagato dicembre. L’errore è a monte, quando viene accettata la fidejussione per l’iscrizione. Bisogna programmare, vedere dove si può arrivare”.

    Un presidente che paga puntualmente, ambizioso e positivo, sarebbe gradito in tante piazze. Specie a Reggio: “Anche amici di Catanzaro mi hanno chiesto di venire. Penso che bisogna sentirsi vicino con il cuore ad una squadra. Non faccio calcio solo per business. Che va a fare un signore di Avellino in un’altra città? Posso capire De Laurentiis che avrà interessi per andare a Bari, ma non è una questione di tifo. Io non lo faccio pensando agli incassi. A Reggio la squadra è gestita dai reggini. Se un domani ci fosse la possibilità di prendere il Pescara, che ci vado a fare? Che motivi ho? A Vibo, 3.500 posti, non posso pensare di fare altre categorie. Per me è un’assurdità un Benevento che spendeva 10 milioni in C. Gli amici Vrenna sono riusciti a portare il Crotone in A, passo dopo passo. Qua faccio salti mortali per far allenare la squadra, nonché le giovanili. I problemi che hanno a Reggio, li abbiamo tutti. Quando vado al nord, vedo campi a perdere. Al sud ci sono realtà grosse come Catania o Palermo, significa avere forza contrattuale maggiore. Non possiamo fare il paragone con città problematiche. L’amico Noto cerca di portare avanti il Catanzaro, ma non è nelle stesse condizioni rispetto ad altre città. E senza di lui, forse avrebbero chiuso. Non si possono sacrificare le attività per la società sportiva. Si può fare una squadretta di Eccellenza, con spese relative. Ogni domenica dobbiamo mettere 35 steward, a Reggio immagino ce ne vogliano 50. I calciatori costano, gli allenatori costano. Poi arriva un punto di rottura. Finché ce la faccio, mantengo la squadra in C”.

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